Vale la pena leggere questo post di Glenn Peoples pubblicato sulla sezione Business di BillBoard: 4 Strategies To Kickstart The Music Biz. Glenn parla di 4 strategie che aiuteranno l’industria musicale a prosperare, io mi accontenterei anche di meno!
Come mi capita spesso ho tradotto l’intero post per i più pigri. Buona lettura!
4 Strategies To Kickstart The Music Biz
di Glenn Peoples
Le recenti sfide poste dall’industria musicale sono ben note a questo punto – le vendite sono basse, la pirateria abbonda e i modelli di business di domani sono ancora in fase di sviluppo. Ma in mezzo a queste imprese ci sono nuove opportunità per lo sviluppo dei nuovi talenti, nuovi prodotti e servizi e per il raggiungimento di una connessione più profonda con i consumatori di musica. Qui abbiamo quattro strategie chiave che aiuteranno l’industria a prosperare nel prossimo decennio.
Finanziamenti alternativi a quelli delle label
Ecco un concetto obsoleto che ancora non è stato superato: le etichette discografiche sono le uniche che possono finanziare con successo lo sviluppo di un artista. Il motivo principale per cui stiamo parlando di tutto ciò, è che nel 2010 vi è stata scarsità di alternative per l’innovazione. Ci sono delle eccezioni, naturalmente. Gli artisti in passato hanno prodotto album finanziati privatamente, ma questo tipo di investimento tende a essere una tantum perché non esiste ad ora un’infrastruttura stabile che sovvenzioni un maggiore volume di questo tipo di progetti. Alcuni artisti si sono assicurati i loro affari con i marchi, come i Groove Armada con la partnership con Bacardi. Oltre al periodo, comunque, c’è bisogno di nuovi organismi per i veicolare finanziamenti in modo alternativo, che possano trovare progetti di musicisti al di fuori del tradizionale sistema delle etichette. Pensate al capitale di rischio per i musicisti in una situazione in cui un settore dell’industria dei servizi sostiene tali progetti di proprietà d’artista. E le alternative hanno già cominciato a emergere.
Una su tutti il crowdfunding (n.d.fran).
Usare la biglietteria per migliorare i rapporti con i fans
Ecco un’idea che è quasi un cimelio per fortuna: il ticketing è solo vendita di biglietti.
I clienti reclamano un servizio migliore e le imprese sono in ascolto, perché l’attività di biglietteria sta eseguendo un duro lavoro per migliorare l’esperienza dei fans. E’ importante che gli artisti, i manager e i promotori utilizzino le tecnologie delle società di ticketing per creare un miglior rapporto con i fan. Ticketmaster ha già introdotto una maggiore trasparenza dei prezzi durante il processo di acquisto e ci ha concesso un assaggio del nuovo processo di check-out che consente ai clienti di aggiungere elementi non musicali come il download digitale, il parcheggio VIP e i generi alimentari e le bevande. L’innovazione è viva e vegeta nella società in competizione, come pure si stanno sviluppando nuove esperienze di acquisto dei biglietti. EventBrite, per esempio, rende la ricerca e l’acquisto incredibilmente semplici. TicketFly e altri hanno spazi di ticketing integrato nei loro siti web, permettendo ai clienti di scoprire una mostra e acquistare un biglietto da un’unica postazione. Veritix e altri hanno creato metodi per rendere i biglietti non cartacei un’esperienza senza continuità per i frequentatori di concerti.
E anche Apple sta lavorando ad un ticketing digitale con acquisto tramite iTunes e check-in tramite iPhone/iPod (n.d.fran)
I migliori prodotti si affermeranno
L’industria dei contenuti sta diventando sempre più esigente nei suoi appelli al Congresso con i quali intende spingere i fornitori di servizio a banda larga ad affrontare la pirateria online. La loro argomentazione è buona: i servizi legali meritano una giusta opportunità nel mercato. E mentre questo potrebbe avverarsi, nessuno deve pensare che un intervento del governo da solo farà la magia. In poche parole, sono necessari servizi migliori e più esaltanti che attirino i consumatori verso la nuova generazione di musica digitale. Le scelte legali esistono da anni ma alcune non sono riuscite ad affermarsi su larga scala. I giorni dei negozi e servizi intermediari devono finire. I proprietari di contenuti in genere non creano e possiedono quelle tecnologie – Vevo è un’eccezione alla regola – ma in fine sono loro ad avere l’ultima parola su quali servizi e quali tecnologie rendono e quali no al mercato della musica digitale. E saranno responsabili per i futuri fallimenti dei servizi digitali volti a raggiungere consumatori tradizionali e favorire il ritorno alla musica registrata.
Utilizzare strumenti e servizi esistenti per prosperare nella fascia da “tiratura media”
C’è sempre più concorrenza perché i consumatori spendono meno. Ci sono circa 100.000 album pubblicati in un anno. Circa 5.000 di essi venderanno oltre 1.000 unità in un anno. Il fatturato più basso delle vendite musicali ha aumentato l’incentivo a guadagnare soldi dai concerti e la concorrenza accresciuta ha abbassato la pressione sui guadagni potenziali. Quindi, fondamentalmente, gli “artisti da tiratura media” sono aumentati, c’è più spazio per tutti ma i numeri sono più bassi per tutti.
Gli “artisti da tiratura media” potrebbero stare anche meglio, se ci fossero più alternative al finanziamento e alla gestione dei progetti (vedi il punto sui finanziamenti alternativi a quelli delle label).
Sebbene il mercato sia difficoltoso, ci sono tanti strumenti da utilizzare per consentire ai musicisti di presentare la propria musica, costruire un seguito e creare una carriera sostenibile. In definitiva la musica è ciò che conta, ma gli artisti che meglio usano gli strumenti a disposizione per mostrare creatività nel raggiungere i fan avranno le migliori probabilità di successo.
Per esempio, gli artisti dovrebbero utilizzare i social network per incoraggiare i loro fan al passaparola di notizie, musica, comunicati stampa e concerti. I video creativi e le applicazioni innovative di servizi esistenti come Twitter possono far conquistare la simpatia della gente a un artista. Informatevi sull’email marketing e imparate dagli esperti. E forse più importante, approfittate del basso costo della distribuzione digitale, offrite musica in modi nuovi e interessanti. Date via la musica, mettetela in vendita o in bundle con altri oggetti usando i servizi direct-to-fan popolari come Topspin, Bandcamp o Nimbit.
A BillBoard hanno un po’ la mania delle classifiche, non lo scopro certo io. A loro piace mettere in fila cose, stilare liste, compilare graduatorie… Da 6 anni a questa parte segnalano anche 30 giovani sotto i 30 anni, che grazie alla loro visione artistica e commerciale, guideranno l’industria dello spettacolo in generale e quella musicale nello specifico. La top 30 viene redatta dagli editori su una serie di candidature suggerite dai lettori (quest’anno 200).
Mi ha colpito il fatto che fra i 30 giovani abbiano trovato spazio anche diversi dirigenti delle etichette indie, che sembrano in grado di conquistarsi sempre più spazio. E’ la stessa tendenza osservata di recente nel successo in classifica di The Suburbs degli Arcade Fire.
Altro fenomeno degno di nota è la presenza fra gli executives, di alcuni CEO e fondatori di Social Network e piattaforme 2.0. Del resto nel 2007, in tempi ancora non troppo sospetti, nella classifica era finito anche l’allora 23enne fondatore di Facebook, Mark Zuckerberg. E tutti sappiamo l’importanza di Facebook per le Band e per la musica in generale.
La cosa antipatica è che il giorno prima della pubblicazione di questa lista, è uscito questo aritcolo su NewsWeek, secondo cui, per farla breve, “i lavoratori più anziani sono più propensi ad innovare piuttosto che i loro colleghi under 35“.
Priya Dewan | U.S. label manager, Warp Records
Priya Dewan ha 28 anni, cittadinanza indiana, è nata nelle Filippine ma è cresciuta a Singapore, il suo volto tradisce decisamente le sue origini orientali.
Priya ha contribuito in modo determinate all’affermazione della Warp Records anche negli Stati Uniti: “Sono estremamente orgogliosa e al contempo grata a Steve Beckett (il proprietario della Warp nda), per la fiducia che ha riposto in me affidandomi questa posizione di responsabilità nel Nord America”.
Il momento più bello Priya Dewan l’ha vissuto con l’8° posto ottenuto al debutto, dai Grizzly Bear con Veckatimest, che ha rappresentato il primo vero successo “commerciale” della Warp oltre oceano.
Natalie Judge | European label manager, Matador Records
La 26enne Natalie Judge, ha svolto un lavoro analogo a quello di Priya Dewan, ma a sponde invertite e per la Matador Records. Natalie ha ottenuto un notevole successo l’anno scorso con Eternal dei Sonic Youth, portando il disco a 75.000 copie vendute in tutta Europa, superando le vendite di Rather Ripped uscito per la Geffen.
Tuttavia il fiore all’occhiello di Natalie Judge, per sua ammissione, è The Chemistry of Common Life dei Fucked UP, che ha venduto più di 6.000 pezzi nel solo Regno Unito: “Non male per una band con zero passaggi radiofonici e un nome che la maggior parte delle riviste non potrebbe nemmeno stampare” (Fucked UP non è una bella parola in effetti).
Alexander Ljung | Founder/CEO, SoundCloud
Alexander Ljung ha solo 28 anni ed è il Chief Executive Officer di SoundCloud, la piattaforma 2.0 che permette di gestire con facilità i propri file multimediali, con un occhio di riguardo alla cooperazione, distribuzione e promozione degli stessi.
Alexander vorrebbe che la sua compagnia, lanciata nel 2007, diventasse quello che è Flikr per i fotografi. I presupposti sembrano esserci visto che la piattaforma è flessibile e il widget (l’mp3 player che si può embeddare nel proprio blog) di recente sono stato reso indicizzabile dai meta motori quali Hypem.com, fattore chiave per il successo di un’applicazione che si basa su file musicali pubblicati in rete.
SoundCloud ha sede a Berlino e conta già più di 1 milione e 300 mila utenti registrati.
Naveen Selvadurai | Co-founder, Foursquare
Il 28enne Naveen Selvadurai sul suo curriculum vanta già diverse aziende importanti come: Nokia, Sun Microsystems e Sony Music Entertainment.
Naveen Selvadurai oggi è il co-fondatore di una delle startup più calde di Internet: Foursquare (di cui ti ho già parlato qui). Foursquare non è esattamente un’applicazione musicale, ma il riuscitissimo mix fra social networking, gioco e geo localizzazione, riscuoterà un discreto successo anche nel settore musicale. Questo perchè il web mobile è in forte ascesa e le applicazioni basate su funzionalità di geo-localizzazione hanno un grande potenziale per gli artisti, organizzatori di concerti e gestori di pubblici esercizi.
Alex White | CEO, Next Big Sound
Alex White ha cominciato con uno stage alla Universal Music Group, ma non gli è servito troppo tempo per capire come stanno andando le cose. Forte di questa esperienza, il 24enne Alex da Boulder, in Colorado, sta per lanciare Next Big Sound. Quest’applicazione fornirà dati ed eleborazioni agli artisti e alle etichette che vorranno monitorare l’efficacia delle loro campagne sui social media.
Secondo il CEO di Topspin Ian Rogers pare che “Chiunque abbia visto i nuovi prodotti di Next Big Sound Premier abbia riferito essere le più nuove e interessanti features dell’industria musicale“.
L’idea venne ad Alex mentre cercava di capire quali azioni portassero il miglior ritorno sull’investimento (ROI) sui social media, in favore di una campagna promozionale dei Sing It Loud.
A quanto diece Alex White “Next Big Sound fornirà indicazioni in modo che possano essere prese decisioni basate su dati concreti.”
Il fondatore del sito torrent Pirate Bay, Peter Sunde Kolmisoppi, noto anche con il nick brokep, ha finalmente aperto “al pubblico” Flattr. Dopo qualche mese di beta, in cui l’accesso era possibile solo tramite invito diretto, ora la start up del giovane svedese è aperta a tutti.
Flattr è una piattaforma per i micropagamenti sociali, studiata appositamente per musicisti, artisti, bloggers e più in generale per tutti gli operatori che con il loro lavoro (spesso gratuito) arricchiscono il web con nuovi contenuti di qualità. L’idea di Flattr nasce dal background culturale di Peter e dalle sue passate esperienze con Pirate Bay.
Flattr mette a disposizione un bottone (una sorta di widget più relativo pannello di amministrazione e tutto il resto) tramite il quale gli utenti affezionati, o quelli di passaggio, possono lasciare un micropagamento all’autore.
Sarà sicuramente una feature interessante ed utile anche per coloro che vogliono promuovere una band online e vendere la propria musica su internet.
Sarà per la loro indole, presunta, naturale o costruita, di “non mandarsela mai a dire”, ma quello che esce dai twitter/myspace/facebook dei personaggi che ruotano attorno al mondo hip hop e rap, non è quasi mai una banalità.
Qualche giorno fa mi è capitato di leggere questo post How Six Hip Hop Artists Use Social Media, credo davvero che valga la pena di essere letto. Ad ogni modo ho tradotto il post integrandolo con delle mie considerazioni. Per la versione non “corrotta” dalla mia personale visione consiglio di leggere anche la fonte.
I hope you enjoy.
1. Lil Wayne
Lil Wayne, conosciuto anche con svariati pseudonimi artistici (ad esempio Weezy), è un rapper statunitense classe 1982, oltre ad essere un’affermato rapper è presidente delle etichette Cash Money Records e Young Money Entertainment.
Per Lil Wayne i social network sono stati un vero e proprio salvagente per quello che riguarda la comunicazione con i fans. A marzo è stato incarcerato per detenzione di arma semi-automatica sul bus-tour, al rapper non è rimasto molto altro che il suo account Twitter per rimanere in contatto con i fans, anche da dietro le sbarre.
Ovviamente dalla cella non gli è concesso di aggiornare alcun social network, per questo si avvale dell’aiuto di alcuni amici che stanno dall’altra parte del muro di recinzione. Oltre all’account Twitter, le lettere di Wayne vengono trascritte sul suo blog.
2. Kanye West
Non avrebbe bisogno di presentazioni Kanye West, rapper e produttore americano. E’ noto per lo più per la sua attività negli anni 90, singoli fortunati e produzioni di successo come You Don’t Know My Name di Alicia Keys. Ben 14 Grammy Awards nella sua bacheca in salotto.
Kanye West è uno degli artisti hip hop più attivi su Internet. Uno dei motivi per cui Kanye è su Twitter ed ha un blog, è quello di poter dire quello che si sente senza alcun tipo di filtro. I suoi post e i suoi aggiornamenti di stato contengono spesso commenti e sfoghi pubblici, insulti più o meno espliciti verso altre celebrità che odia oppure messaggi d’amore rivolti ai fans e gli amici del settore. Solo saltuariamente pubblica notizie relative alla sua organizzazione di beneficenza rivolta ai bambini, la Kanye West Foundation.
Lo stile di Kanye nei post del blog è piuttosto personale, mirato a dare ai suoi fans uno sguardo sull’uomo che sta dietro al microfono.
3. Lupe Fiasco
Lupe Fiasco è un rapper di Chicago, accolto agli esordi come la nuova generazionale che avanza.
L’idea di Lupe Fiasco è davvero buona, lui utilizza la potenza dei social network per collegare i suoi fan gli uni agli altri. Lupe ha creato un blog che consente agli utenti di registrarsi e uploadare foto, video, e discutere di argomenti di interesse comune.
L’altra idea davvero geniale è la “FNF Army”, una community di utenti militanti attivi nella promozione della musica di Lupe. I membri della “FNF Army” possono formare gruppi per discutere su come diffondere i pezzi della rap star, rispondono agli altri membri e socializzano in chat (mono?)tematiche. Di volta in volta i vari membri vengono valorizzati nel box “Membri del momento,” ovviamente Lupe mantiene sempre la prima posizione.
Lupe utilizza Twitter, per affrontare direttamente i fans e per coinvolgerli nel dibattito filosofico e politico, il fine è quello di mostrare ai fans che lui non è una celebrità irraggiungibile.
4. 50 Cent
50 Cent è un rapper, attore e produttore discografico di New York. Deve la sua fortuna ad un paio di album più che fortunati, quali Get Rich or Die Tryin’ e The Massacre.
In una scena in continua evoluzione 50 Cent utilizza il social network costruito sul suo sito per mantenere alta l’attenzione del suo pubblico. I fans una volta registrati possono creare profili, condividere foto, post e discutere con gli altri membri.
I membri della community This Is 50 ricevono notizie aggiornate, date dei tour e video, ad ogni collegamento. Tuttavia, la funzione più interessante della community è il mix di hip hop downloadabile gratuitamente ogni settimana. Nel mix di artisti mainstream e underground, 50 Cent non sempre compare nella compilation, ma in questo modo riesce ugualmente ad ottenere dei preziosi feedback sulle nuove tendenze.
50 Cent gestisce anche un account Twitter, che utilizza per diffondere notizie dal mondo e fatti di attualità che trova stimolanti.
5. Russell Simmons
Russell Simmons è produttore discografico e imprenditore, noto soprattutto per essere co-fondatore della storica etichetta discografica hip hop Def Jam.
Impossibile beccarlo da solo, sempre con fighe intorno (nel caso della foto sono solo due fans).
Russell Simmons è davvero entusiasta dei new media “sono il nuovo hip hop, il nuovo rock and roll, il nuovo equalizzatore, danno voce a chi prima non ne aveva”. Tuttavia lui usa i social network attivamente solo per promuovere il proprio lavoro.
Dal 2009 è redattore capo di Global Grind, un sito web che raccoglie news di hip hop e gli editoriali provenienti da tutta l’industria dell’intrattenimento. Tutti i 194 articoli scritti da Simmons sono stati condivisi su Twitter, Myspace e Facebook. Un uso un po’ “scolastico” francamente.
Simmons collabora attivamente anche con il Huffington Post, che si occupa fra le altre cose di comunicazione sui new media e cultura web.
6. Ludacris
Ludacris è rapper e attore statunitense, probabilmente è uno dei rapper con più singoli al numero 1 nella classifica di Billboard Hot 100.
Il punto di forza dell’attività di social networking di Ludacris è la costanza e l’assiduità con cui i suoi profili vengono aggiornati, soprattutto il suo Twitter . In passato Ludacris ha cercato anche di rispondere individualmente ad alcuni fan selezionati, ma in questi giorni Ludacris usa Twitter per lo più per promuovere il suo nuovo marchio di cognac, Conjure. La sua strategia è quella di inviare immagini di celebrità e non che ha visto bere il Conjure.
Il rapper inoltre comunica sui social network dove sarà “avvistato”, un modo carino per far sapere ai fans dove potranno incontrarlo per foto di rito e autografi; non di rado organizza contest su Twitter mettendo in palio gadget autografati.
Il duo creativo Innovative Thunder (Leif Abraham e Christian Behrendt) ne ha fatta un’altra delle sue, ha messo a disposizione di tutti un tool che permette di fare del “Pay With a Tweet” (anche se sarebbe più corretto chiamarlo “Download for a Tweet”). L’idea non è certo nuova, ci avevano già pensato in molti, ma con “Pay With a Tweet” è possibile creare e gestire tutto il meccanismo, bypassando la logistica e tutti quei tecnicismi che odiamo!
Il “gioco” consistere nel vendere qualcosa, evidentemente qualcosa di digitale, in cambio di una tweettata.
So che sono stato il primo a parlare (su queste pagine) di free mp3 strategy, ma chiedere un tweet in cambio di un mp3, di un singolo o di un’intero album, è praticamente come regalarlo. Se ci pensi bene, è come comprare un disco e portarlo a casa nella bustina di plasitica griffata con il nome del negozio, vuoi o non vuoi stai facendo pubblicità al negozio.
L’iniziativa si basa sul presupposto sacrosanto, che nel mondo dei social network il passaparola è la forma più credibile di pubblicità online. Quindi se decidi di scaricare un mp3 e l’artista ti chiede di farlo sapere in giro tramite un tweet (e non tramite la bustina di plastica), io che ti followo su twitter, vengo a conoscenza della cosa e inconsciamente recepisco un feedback: “al mio amico quella muscia piace e per di più è gratis, la voglio anche io!”
Pay With a Tweet strategy, consigli pratici
Utilizzare Pay With a Tweet è davvero facile, gli unici dati che ti verranno richiesti sono nome, email, nome del file, l’url del file che verrà rilasciato in cambio del tweet, un messaggio e un url di riferimento.
Farlo è facile, ma per farlo bene è necessario prendere un paio di accorgimenti, ecco 3 consigli:
1. Dovrai posizionare il bottone sotto l’immagine dell’anteprima di ciò che offri, ad esempio sotto la copertina dell’ultimo singolo.
2. Gli utenti twitteranno un messaggio in cambio del download gratuito della musica, questo deve restare sotto i 110 caratteri e sei tu ad impostarlo, ma comunque rimarrà editabile da chi dovrà re-twittarlo. Per fare in modo che non venga modificato cerca di scrivere un messaggio “ragionevole”, non troppo enfatico e magari un po’ autoironico: Ad esempio “I @NOMEGRUPPO sono impazziti! Offrono la loro musica in cambio di un Tweet, guarda qua: http://bit.ly/example” (109 caratteri).
N.B.
Devi sostituire questo: http://bit.ly/example; con l’url della pagina che contiene la promozione e il bottone per il “Pay With a Tweet”.
3. Includi nel messaggio l’username di Twitter della tua band (come nel mio esempio qui sopra), così saprai quando e quanto il messaggio verrà re-twittato, non solo, aumenterai anche i tuoi followers, perchè il tuo account twitter avrà più visibilità.