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Dal libro all’ebook, passando per il Salone di Torino

Pubblicato da: Noemi il 19 maggio 2011 | Categoria: Libri | 0 Commenti »

Il trasloco al digitale per la musica è un fatto ormai consolidato. Ma cosa sta succedendo invece nel mondo dell’editoria? E soprattutto, che cos’è un ebook?

Da un po’ se ne parla, ma in Italia la diffusione dell’editoria elettronica e dei suoi supporti va un po’ al rallentatore (a differenza, ad esempio, degli Usa dove è già una realtà o in Gran Bretagna dove il fenomeno ebook è cresciuto negli ultimi anni dell’800%). Però ultimamente qualcosa si sta movendo e al Salone del Libro di Torino da poco concluso, se n’è parlato parecchio. In particolare alle iniziative proposte dalla sua sezione dedicata alle produzioni culturali contemporanee (musica, fumetti, nuovi media), Invasioni Mediatiche.

Cos’è dunque un ebook? Paradossalmente, per me il modo più semplice per scoprirlo è stato leggerlo su un libricino di carta che si intitola, ancor più paradossalmente Questo non è un ebook (5+1 lezioni semiserie sui libri digitali). Un libricino agile, chiaro e preciso che si poteva trovare allo stand di Bookrepublic (una delle maggiori librerie online dove si possono acquistare gli ebook ma anche trovare informazioni sui titoli e sulle varie iniziative legate ai libri).

Autori del manualetto sono Letizia Sechi, che lavora in Bookrepublic e “aiuta gli editori a riorganizzare il lavoro perché diventino indipendenti anche nella produzione degli ebook” e il mitico Alessandro Bonino che “vive tra Cuneo e Internet” e ha fondato una casa editrice indie digitale, Sugaman e Spinoza.

Il libretto è suddiviso in cinque parti che si rifanno alle celebri Lezioni Americane di Calvino (che probabilmente si sarebbe interessato non poco al digitale, da sperimentatore quale era). Leggerezza, Rapidità, Esattezza (dove si spiega che in realtà il formato più diffuso di ebook si chiama epub), Visibilità e Molteplicità (più la Consistenza), alla fine delle quali ci si chiarisce le idee su molte cose.

Tra letture e conferenze, ho così potuto intuire e raccogliere alcuni elementi sull’editoria digitale e il suo mondo:

1) L’ebook è un libro che si può scaricare dalle librerie online e leggere su più supporti, dall’ereader che è un semplice lettore per ebook, ai tablet, gli smartphone o un semplice computer (scaricando un’applicazione).

2) Il prezzo. C’è questo equivoco sul fatto che l’editoria digitale sia costosa. Ma è da sfatare. Si è tenuta anche una conferenza al Salone sul tema delle potenzialità dell’editoria digitale con lo stesso Bonino e Paolo Nori di Sugaman, che ha siegato: “Il mercato dell’editoria è ancora dipendente dalle vendite del cartaceo, che continua a rappresentare il 99,5% delle entrate per gli editori, ma il libro in formato elettronico porta con sé dei vantaggi che non possono lasciare indifferenti gli operatori del settore e i lettori. Vantaggi che possono diventare una leva di vendita importante”. Tra questi, l’abbattimento dei costi di stampa. Tanto che il prezzo di un ebook può essere inferiore anche del 50% – 60% circa rispetto ai libri tradizionali

3) I social network. La rete è molto sensibile alla lettura, e ci si riversano parecchi lettori forti. I social network letterari e libreschi si stanno evolvendo. E si è parlato anche di questo a Torino; come ha spiegato Marco Ghezzi di Bookrepublic: “Sarebbe interessante che gli editori contribuissero a realizzare comunità di confronto e di scambio di opinioni sui libri”. Intanto da un bel po’ gli amanti della lettura si riuniscono su aNobii dove possono condividere libri e opinioni e riempire il proprio scaffale all’infinito. Di recente poi è nato anche Bookliners che è un nuovo metodo di lavoro sul libro particolarmente eclettico. A breve partirà Zazie.it che progetta una forma di catalogazione anche emotiva dei libri. O ancora Goodreads che sembra funzionare piuttosto bene. E chissà quanti altri ne nasceranno.

4) Ma il profumo della carta? Ammetto di essere tra quelli che di un libro fanno un’esperienza totale. Sottolineo, metto i post it, ci scrivo sopra, ci bevo anche il caffè, appoggiando la tazzina sulla quarta di copertina per lasciare – apposta – gli aloni rotondi. Molti di noi in effetti appartengono a una generazione cresciuta sui libri, abbiamo studiato così, la nostra formazione anche umana spesso è passata dalle pagine scritte. Tempo fa circolava addirittura un video molto divertente sulle qualità tecnologicamente perfette dell’oggetto-libro. E Bookrepublic proprio al Salone proponeva delle ironiche boccette trasparenti etichettate come “profumo di carta”. E allora: che destino avrà il libro? Da quanto ho capito io, è più vivo che mai, e nessuno desidera la sua fine. Semplicemente, stanno nascendo nuovi supporti che offrono modalità diverse di lettura, intersecabili e integrabili al libro classico.

5) Un po’ di link spero utili:
Ebookizzati, un altro portale di vendita di ebook.
Barabba: “Una casa editrice tanto carina, senza soffitto e senza cucina”.
Quintadicopertina: una casa editrice digitale molto interessante.
Il cacciatore di aquiloni: la graphic novel di Tommaso Valsecchi su iPad: un esperimento da osservare.

Poi ci sarebbero tante cose da aggiungere (magari nei commenti), per completare il discorso. Per il momento questa voleva essere una piccola e parziale panoramica sul tema. La curiosità c’è, per il resto: wait and see.


Promuovere una band indie in Cina: il caso dei Three in One Gentleman Suit

Pubblicato da: Fraintesa il 14 maggio 2011 | Categoria: Promuovere una Band | 0 Commenti »

Diritti d’autore? Sui brani? E perché dovrei pagare per qualcosa che mi diverte?

Questa è l’originale e schietta risposta che si sono sentiti dare i Three in One Gentleman Suit durante il loro tour in Cina.

La band emiliana, tornata di recente dopo un tour di 13 date organizzate da una tour manager cinese, mi ha parlato della percezione dei supporti musicali in Cina. Direi che la frase di poco fa vi abbia già fatto intuire che là la SIAE non esiste. E, di conseguenza, ai concerti tutti sono abituati a scattare foto e riprendere (esatto, niente security che ti ringhia contro).
A questo punto la domanda sorge spontanea: ma i dischi allora non li comprano? (E’ vero che senza i diritti d’autore si uccide la musica?)
Paolo, cantante e bassista del trio, mi ha raccontato di aver venduto molti dischi durante questa tournée cinese. Ah, per “dischi” intendo CD. Niente vinile: loro guardano avanti, e adorano le nuove tecnologie (con buona pace dell’autore di Indie Riviera, patito di vinili). Ad ogni tappa del tour, i 3 ragazzi hanno dovuto sottoporsi all’immancabile rito degli autografi e delle fotografie, scattate con macchine fotografiche digitali che forse noi vedremo in Europa l’anno prossimo. A quanto pare in Cina preferiscono comprare tutto ciò che sia piccolo, tascabile: alla faccia del vinile, appunto.

E nei negozi di dischi, come funziona? Paolo mi ha fatto l’esempio di Wuan, negozio di dischi e abiti usati. Pare che il negozio di dischi medio sia molto settoriale, e venda solamente cd delle band straniere che hanno suonato nei paraggi, o della decina di band cinesi indie-garage esistenti.

Anche la promozione sui social media sembra atipica, in questo paese.
I TIOGS hanno un blog che avrebbero voluto aggiornare in tempo reale durante il tour. Non l’hanno potuto fare: la piattaforma di blogging Blogspot in Cina è bloccata (in quanto tool di Google).
Facebook nei computer cinesi non funziona: la sua home carica a vuoto all’infinito. L’unico blocco che si può aggirare è quello della sua chat, che grazie alle applicazione per mobile è raggiungibile anche lì.
Myspace? E’ l’unico social network internazionale che funziona. Anche se una settimana sì e tre no.
Non rimane che il Facebook cinese, Douban (che ha 48 milioni di utenti), dove i TIOGS sono riusciti a farsi creare una pagina fan da un conoscente locale. Perché se il tuo IP non è su un server cinese, l’accesso al social network ti è proibito.

Ora capisco cos’è la grande muraglia cinese.

UPDATE
- i Tiogs suoneranno con Bologna Violenta il 14 maggio (stasera) a Milano al Festival No Harlan
- è uscito il loro nuovo China Box, una raccolta in edizione limitata che contiene un CD, un BOOKLET e alcune FOTO del tour in Cina


Instagram per le band musicali

Pubblicato da: Manuel Da Ros il 27 aprile 2011 | Categoria: Promuovere una Band | 1 Commento »

Conosci Instagr.am?
E’ un’applicazione per iPhone che ti permette di condividere fotografie direttamente con gli amici, una sorta di diario (si lo so, non è un’idea nuova). Una delle cose che ha reso famosa questa applicazione sono i filtri “vintage” per rielaborare la tua fotografia.

Poi puoi condividere la fotografia molto velocemente all’interno degli altri social:
Facebook, Flickr, Foursquare, Twitter e via E-mail.
Effettivamente è un programma molto veloce, scatti la foto, la modifichi con un tot di filtri già impostati e la condividi.
Ti parlo di questa applicazione perchè la stanno già utilizzando gruppi musicali quali i Deftones.

DeftonesOppure in Italia la vediamo utilizzata da Frankiehinrg (che integra le fotografie sulla piattaforma Tumbler).
Anche i brand esterni alla musica la stanno usando, come ad esempio Redbull.
Instagram vanta 2 millioni di utenti registrati (non tutti realmente attivi) che inseriscono circa 290,000 fotografie al giorno.
In realtà non si capisce bene il successo di questa applicazione a discapito di molte altre tra cui Picplz o Hipstamatic.
Molto probabilmente queste applicazioni hanno fatto breccia sopratutto con le versioni precedenti dell’iPhone che avevano una qualità dell’obbiettivo fotografico scarsa, ecco quindi che correggevi il tiro facendo diventare la foto “vintage”;  infatti è nata una nuova applicazione, Burstn, che cita proprio “perchè modificare le foto? l’Iphone 4 ha una buona camera!”.
I filtri seguono tutto il filone Toy Camera quali Holga e il mondo Lomography.

Capiamone le potenzialità: chi non possiede un Iphone? :)
A parte questo, sperando che un domani l’applicazione si apra anche ad altri sistemi quali Android e similari, l’applicazione consente di interagire molto velocemente con i fans. Come dicevo scattare la fotografia e condividerla è una cosa velocissima, 3 click. Una volta inserita la foto viene vista da tutti gli amici di Instagram, allo stesso tempo viene inserita anche all’interno degli altri social (in modo da interagire anche con i non possessori dell’installazione).
E’ importante quando inserisci una fotografia di ricordarsi di inserire i tag, in questo caso si deve mettere il simbolo cancelletto davanti alla parola chiave. 

Non dimenticate di interagire con i fan e di trovarne sempre di nuovi andando a caccia di amicizie social per social.

Chiudo il post consigliandoti qualche altra applicazione sempre iPhone dedicata alla modifica delle fotografie:
PictureShow: è la mia preferita, ti permette di modificare con filtri già impostati ma allo stesso tempo di elaborarla al meglio come preferisci.
Panorama 360: ti permette di fare fotografie a 360°, perfetta per riprendere il pubblico davanti al palco.
IncrediBooth: hai presente le foto tessera che facevi in stazione dei treni? Quello è l’effetto.
Phoster: per fare i poster, cara band perchè non la provi per la locandina del tuo prossimo concerto?
Diptic: ti permette di fare collage di più fotografie.
Blender: puoi inserire una fotografia sopra l’altra, effetto doppia esposizione.
Decim8: ti trasforma le fotografie seguendo schemi…. matematici? mah, è da provare sicuramente
Labelbox: puoi inserire delle etichette alle fotografie.


Email Marketing, una strategia DIY per le band

Pubblicato da: Fran il 24 febbraio 2011 | Categoria: Promuovere una Band | 1 Commento »


Cogliere l’enorme differenza fra una buona strategia di email marketing e l’invio di email a centinaia di indirizzi tramite Outlook Express o Thunderbird, non richiede troppa immaginazione.
Usare un sistema di invio newsletter presenta moltissimi vantaggi rispetto a spedire email dal proprio pc. Ad esempio quando si invia una newsletter da Outlook, ogni destinatario finisce in CopiaConoscenza, molto sconveniente. Inoltre i principali provider di posta elettronica potrebbero bloccare il vostro indirizzo, ad esempio se il tal giorno, nello stesso istante, inviate una mail identica a 100 indirizzi GMail, finirete “flaggati” o nello spam. In questo modo, inoltre, non avrete mai nessun tipo di report, non potrete sapere chi legge la vostra newsletter e cosa fa (dove clicca).
La lista degli sconvenienti sarebbe ancora lunga, ecco perché è importante avere una strategia di email marketing, qui sotto trovate una semplice strategia DIY per le band.

Creare una lista

Chiunque arrivi a chiedersi quale strategia di email marketing sia più appropriata, per la newsletter del proprio gruppo, probabilmente ha già una lista di email da gestire. Spesso le band hanno una rubrica fitta di indirizzi dalla quale attingere, che è il frutto di anni e anni di corrispondenza con i fans. Esistono diversi modi per infoltire questa lista. – Senza contare che utilizzare la rubrica di outlook per fare email marketing non rispetta le norme che regolano la privacy. -
Una delle soluzioni più idonee e utilizzate dalle band per allungare la propria lista di iscritti alla newsletter è il widget di Topspin. Topspin è una piattaforma per fare del “direct-to-fan marketing” e fra i vari tool offre il widget per regalare un brano in cambio della sottoscrizione alla newsletter.
In questo modo la vostra lista di utenti profilati crescerà.

Inviare mail tramite Mailchimp

Per quanto riguarda l’invio periodico della newsletter, consiglio Mailchimp, che è uno strumento ideale per gestire liste di email (anche importabili da un file csv, magari lo stesso file esportato dalla rubrica di Outlook o da Topspin) e le campagne di email marketing. Mailchimp è al tempo stesso completo e semplice da usare, ha un piano “forever free”, fino ad un limite di 2.000 iscritti e 12.000 invii al mese.
Mailchimp ha talmente tante features che è quasi impossibile conoscerle ed utilizzarle tutte, i principali vantaggi di Mailchimp sono:

- le email non partono dal vostro pc ma dai server di Mailchimp, questo comporta che tutti i destinatari riceveranno sempre le mail
- potete schedulare l’invio
- disponibilità di reportistica completa su quanti (e chi) hanno letto la newsletter, cliccato sui link
- pulizia automatica della lista
- widget per l’iscrizione da incollare sul proprio sito o sui vari social network
- decine di template già pronti e testati sui vari client di posta, possibilità di creare dei template da zero

Tantissime altre features le trovate qui.

Se deciderete di provare Mailchimp, ricordate di utilizzare questo link, avremo (sia io che voi) 30 $ in servizi aggiuntivi!

Blog + Mailchimp = Rss driven campaign

Un’altra possibilità interessante offerta da Mailchimp (ma anche da Feedburner di Google) è quella di creare una newsletter da un feed rss. Ad ogni aggiornamento del proprio blog, e di conseguenza del feed rss dello stesso blog, in automatico verrà spedita una newsletter a tutti gli iscritti alla lista.
Feedburner ha una configurazione più semplice, invece con Mailchimp bisogna perdere qualche minuto in più, ma Feedburner non offre quasi nessuno dei vantaggi che abbiamo visto sopra.

App

L’ultima caratteristica interessante di Mailchimp è la capacità di individuare degli utenti VIPs all’interno della lista e di etichettarli con un rating alto (ad esempio 5 stelline), in base alla loro interazione con le newsletter che via via invierete a tutta la lista. Con Golden Monkeys, un’App per Android e iPhone, è possibile monitorare i comportamenti dei propri iscritti VIPs, non solo le letture/aperture di email, ma anche tutte le attività correlate sui vari social in modalità push. Come dire: date un’occhio alle vostre groupies 2.0!


Viinyl, la piattaforma per promuovere i singoli

Pubblicato da: Fran il 28 gennaio 2011 | Categoria: Promuovere una Band | 3 Commenti »

In realtà il geniale pay-off di Viinyl.com dice già tutto: “1 song, 1 site, 1 url”. La nuova sensazione per quanto riguarda le piattaforme web per la diffusione e la promozione della musica è sicuramente Viinyl, una start up statunitense in forte crescita già dalla seconda metà del 2010.
Il focus di Viinyl è il singolo. Mentre Bandcamp (avevo già parlato di come promuovere la propria band su Bandcamp) è un vero e proprio shop per band e label, Viinyl da la possibilità di mettere in vetrina l’ultimo singolo di una band, offrendo tutto quello che ruota attorno a questa “esperienza” in un’unico “sito web” focalizzato su una sola canzone.
Come spesso avviene in questo settore, la facilità di utilizzo lo rende uno strumento adatto per le band cosiddette DIY.

Attualmente 3 sono le possibilità di fruizione del pezzo: streaming, download gratuito, e il download gratuito in cambio di un indirizzo di posta elettronica.
Tuttavia, poiché nella sezione “Annuncio” è presente un editor di testo con qualche tag HTML abilitato, è anche possibile inserire un link per l’acquisto del brano, magari su Bandcamp o Big Cartel, ovviamente in questo caso bisognerà disabilitare il download gratuito e lasciate solo lo streaming.

Viinyl offre ai fans una ricca esperienza multimediale, sempre a differenza di Bandcamp le pagine realizzate su Viinyl danno grande risalto alle foto creando un impatto davvero emozionante. Tramite configurazioni particolari è possibile puntare la propria pagina verso un sotto dominio del proprio sito ufficiale in tal caso l’indirizzo sarà simile a questo TheMerryBarracks.Deerhoof.com .
L’URL personalizzato è sicuramente più facile da ricordare, ma in caso non si vogliano spendere soldi per la registrazione di un sotto dominio , l’url del singolo sarà di quest’altro tipo: http://Deerhoof.viinyl.com .

Al momento Viinyl è ancora in fase beta, ma una volta richiesto un invito l’account gratuito verrà attivato in pochi giorni.
La seconda cosa che consiglio di fare, dopo essersi registrati ovviamente, è di compilare in modo scrupoloso la sezione “dettagli artista”. Tutte le start up in fase beta non hanno molti iscritti e la corretta compilazione dei meta dati e dei dati anagrafici, di per se, è sufficiente a garantire un minimo di visibilità.
I campi personalizzabili sono link, biografia, contatti e tutti i link ai principali social network: myspace, facebook, twitter, etc etc

Una band può creare un’unico account attraverso il quale gestire tutti i singoli pubblicati su Viinyl. Al momento del log-in si aprirà la lista con tutti i singoli pubblicati affiancata da una preview dei principali dati statistici (visualizzazioni pagina, stream, download…).
Ogni pagina/singolo è facilmente personalizzabile, è possibile modificare i colori, aggiungere testi, includere la press release, embeddare video da YouTube con avvio all’apertura della pagina.

Io sono contrario all’utilizzo indiscriminato di tutti i social network e di tutte le piattaforme per la promozione della propria musica, semplicemente perché esistono o perché sono gratis. Sono un fautore della strategia e della pianificazione, quindi ho un po’ la puzza sotto il naso verso le start up musicali definite “next big thing”, ma Viinyl è la classica eccezione, si tratta effettivamente di un sito fortemente focalizzato sui singoli e complementare a molte strategie di marketing per le band.