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Superchunk, Foolish

Pubblicato da: Fran il 5 ottobre 2011 | Categoria: Indie Pop | 0 Commenti »

Operazione autunno-nostalgico in casa Merge Records e dalla soffitta questa volta escono i Superchunk con una riedizione del loro classico Foolish.

Lo-fi, power-sadness, guitar buzzing e atmosfere da pub sono la costante di 12 tracce che mai superano i 4 minuti di durata, per un disco che dovrebbe essere propedeutico all’Academy of Rock degli Yo La Tengo.

Ah, e visto che c’abbiamo un problemino con Wikipedia (qualcosa che non va nel nostro sistema democratico, or something like this, credo), vale la pensa specificare che i Superchunck sono un quartetto power-pop-indie-rock di Chapel Hill (North Carolina).
Il valore dei Superchunk va probabilmente al di là della loro produzione musicale, considerato lo spirito D.I.Y. con cui la band ha resistito ad oltranza a qualsiasi proposta o dettame dell’industria musicale.

La nuova edizione di Foolish, già disponibile dal 13 Settembre, segue a ruota le precedenti “riesumazioni” di di Here’s Where the Strings Come In, No Pocky for Kitty e On the Mouth.


News For Lulu, They Know

Pubblicato da: Fran il 20 settembre 2011 | Categoria: Indie Italia | 0 Commenti »

Tornano il 10 di ottobre i News For Lulu con They Know, il loro secondo disco, il primo sotto l’etichetta Urtovox. They Know segue a 5 anni di distanza l’esordio Ten Little White Monsters datato 2006 e licenziato dalla Zahr Records.

Nelle 12 tracce del disco troverete un indie rock morbido e ancheggiante, caratterizzato da un sound che si destreggia con grande equilibrio fra chitarre tipicamente indie rock decisamente catchy (Cathedrals) e melodie killer degne del miglior brit pop (Like a Rat e Some Refused su tutte).
Nel tentativo possibile di unire melodie e armonie vocali con scelte ritmiche e di arrangiamento spesso insolite (cito testualmente dalle note di accompagnamento), se ne escono con un disco preciso ed essenziale, privo di certe velleità post (si può dire?) che in qualche modo li avevano caratterizzati agli esordi.
Non mancano momenti esaltanti.

Fra le “guest star” spiccano senz’altro Simone Fratti degli Emily Plays (al contrabbasso) e Alessandro Scagliarini dei My Awesome Mixtape alla tromba, ben inserita all’interno di una sezione di fiati che è un’altro elemento caratterizzante del disco.
They Know è stato registrato e mixato da Bruno Germano (Settlefish, My Awesome Mixtape, Disco Drive) ed impreziosito dalla masterizzazione di Carl Saff (a Chicago).

Nella playlist “indie de Noantri” sono idealmente da collocare fra The Record’s e Redroomdreamers. Grande ritorno.

News For Lulu - Some Refused

Goldaline, My Dear, How We Say Goodbye and Leave

Pubblicato da: Fran il 6 settembre 2011 | Categoria: Indie Italia | 0 Commenti »

E in pratica ho incontrato Davide circa un mese fa, per motivi altri, ci conoscevamo già da molto prima degli Shelly Johnson Broke My Heart di cui è il bassista. Accadde invece che aveva appena finito di masterizzare How We Say Goodbye and Leave un suo progetto quasi personale, condiviso con Tommaso Gavioli dei Girless & the Orphan, entrambi uniti dallo pseudonimo Goldaline, My Dear. Ovviamente ho preso su tutto con gaudio, ma la mancanza di tag (“Artista Sconosciuto” “Album Sconosciuto” ARGHHH!!!!) non ha favorito un ascolto immediato.

Con il solito ritardo scopro invece un EP prezioso, un esordio in 5 tracce di folk ritmato e intimistico. Accorato come i primi Neutral Milk Hotel, folk ma a tratti pure pop come riesce spesso agli Elf Power, sufficientemente indie e nerdy per piacere un po’ a tutti. E poi c’è qualche altro nome che mi gira in testa fra un orecchio e l’altro ma di cui fatico a recuperare l’associazione, buon segno.

Di sicuro il miglior consiglio che posso darvi è: scaricatelo!

Goldaline, My Dear - Wreckage

La Colazione Dei Campioni #4

Pubblicato da: Fran il 2 agosto 2011 | Categoria: Indie Italia | 0 Commenti »

È domenica e quindi mi sveglio con calma, penso al da farsi. Subito ingoio una paio di zerinol che, dicano quel che dicano, è la vera colazione dei campioni. Il dente del Jujitzu oggi non dà tregua e sto nella penombra, persiane abbassate. Una giornata da cominciare lentamente. I 16 Lovers Lane hanno quel che mi serve, la musica adatta. Questo fantastico trio di Verona è composto da Michele Segàla, Giorgia Quaggiotto e Federico Di Fonte e il dodici giugno scorso è stato pubblicato su Clinical Archives (attivissima netlabel di musica ambient, sperimentale e quan’altro) il loro primo Ep, Don’t Try To Push Me. Quattro canzoni toccanti, piene. Malinconiche ma rigeneranti come la brezza del lungofiume o la frescura della pioggia d’estate. Resterete fulminati dalle due voci che si intrecciano prima del temporale, sul finire di Inside Outside, ne sono certo.

16 Lovers Lane - Inside Outside

Esterina è il secondo gruppo della giornata viene da Massarosa, in provincia di Lucca. È un quintetto di tutto rispetto composto dalla ruvida voce di Fabio Angeli, da fisarmonica e piano di Massimiliano Grasso, dalla batteria di Giovanni Bianchini, da fiati e glockenspiel Michele Vannucchi e dal basso di Lorenzo Del Grande. All’attivo hanno già due ottimi dischi e Come satura è il loro ultimo lavoro uscito il mese scorso. Dieci tracce, dieci storie che incendiano come paglia. Protagonisti sono una campagna amara e terrosa, il mare all’orizzonte e il costante strizzar di cuori in amori estivi. Neppure vengono scordate le ferite della storia e di quella terra. La bellissima 12 Agosto, va ricordare la follia e la crudeltà insensata della strage nazista di Sant’Anna di Stazzema. “Dicono che ormai il paese in piazza brucia il sangue crepa sulla soglia di ogni giorno anche quel giorno venne notte.”

Esterina - Oceano

Il culminare dei consigli di oggi è questo grande ritorno dei Diane and the Shell, progetto che sembrava defunto dopo l’ultimo disco del duemilasei e che in vece è vivo e vegeto e più intrigante che mai. La forumla del gruppo catanese composto da Alex Munzone, Giuseppe Schillaci, Luca Siracusa ed Emanuele Venezia è un math-rock labirintico ed ipnotico. Il quartetto è capace però di sperimentare e sfociare in sonorità differenti, vedi il pezzo a cappella Last-call, in una sorta di crescendo disomogeneo non diverso dal trip da paracetamolo che sto avendo in questo momento. Il culmine è la fantastica title-track, Barabolero, che è posta a chiudere il disco e ricorda (Ma anche Tendo-nin non scherza) la colonna sonora in midi di un qualche RPG ben incastonato nella mia come nella vostra memoria. Posto che siate dei nerd stagionati anche voi.

Diane and the Shell - Dancefloor on a Loveboat

Inaspettati e freschissimi come un acquazzone estivo tornano gli Aldrin con un nuovo lavoro uscito il venti luglio. Hendrick, Marco, Massimiliano e Roberto sono quattro giovanotti romani matti da legare che fanno post-rock da dio. Dopo avermi fatto innamorare con i primi due dischi, The outstanding tale of Buzz Aldrin e La Roque, arriva il colpo di grazia con Bene. Quattro tracce potenti e succose. Monologhi e altri inspiegabili campionamenti fanno da cornice. Un fantastica mezz’ora di viaggi sonori interstellari, pestaggio di batterie e riffoni. Neppure i cori mancano. E il cuore si lacera davanti a cotanta grazia. Summa di tutto il disco è la traccia finale che vi si ripropone qui sotto, La drogue.

Aldrin - La Drogue

Infine ci tengo a lasciarvi con l’anticipazione di un disco in uscita a settembre. Tornerete dalle vacanze e ad aspettarvi ci sarà il primo full-lenght dei Big Charlie. Too Little Too Late in uscita per la Snowy Peach Records, giovane netlabel che con questo disco metterà a segno un colpo memorabile. Il singolo che anticipa questo fantastico album è Here Comes The Mobster accompagnato da un video avvincente con una criptica storyline.


Sons & Daughters, Mirror Mirror

Pubblicato da: Fran il 25 luglio 2011 | Categoria: Indie Rock | 0 Commenti »

Al quarto album in studio gli scozzesi Sons And Daughters cambiano (quasi) completamente le carte in tavola.
Fieri esponenti di quell’indie-rock secco e spigoloso da pub glasgowiano, la leggenda li vuole appena esordienti nel 2003, con Love The Cup, e pochi mesi dopo già al tavolo con la Domino Records. Nel 2005 è la volta di The Repulsion Box, che gli valse un tour al fianco di Morrissey, fino ad arrivare al terzo album The Gift nel 2008, il disco sicuramente più equilibrato e compiuto.

I cambiamenti portati da Mirror Mirror (giugno 2011, Dominio Record) sono stati anticipati da diverse dichiarazioni ufficiali dei membri della band, secondo Adele Bethel si tratta di 10 pezzi “molto inquietanti e femminili … con un mood quasi malevolo”. Io credo che il punto l’abbia comunque centrato Scott Paterson, dichiarando: “Suoniamo meglio quando siamo minimal. Vogliamo che sul nuovo album ci sia solo il necessario, nessuna “fuffa” aggiuntiva.”

Con queste sensazioni in testa, per la produzione la band si è rivolta all’amico (e fan dichiarato) Keith McIvor, aka JD Twitch, ovvero metà del duo elettronico Optimo. La scelta è maturata proprio per dare risalto alla componente elettronica e per aggiungere un elemento elettro-dance glitterato al sound rock del quartetto. L’umore cupo è stato ulteriormente potenziato dal missaggio di Gareth Jones, già al lavoro con Depeche Mode e These New Puritans.

Dal canto suo la chitarra di Scott Paterson è diventata chirurgica, in grado di colpire con note frastagliate e noise, piuttosto che con bordate di riff. Da un lato gli episodi più rarefatti ricordano gli XX, dall’altro i pezzi più ritmati i Devo.
Questo è per metà il nuovo sound dei Sons & Daughters, per l’altra metà il segnale è quello di una continuità, perpetuata sotto il segno dalla potente voce di Adele. Orion, Rose Red e The Model (che pezzo carico di sensualità!) riprendono il discorso direttamente da The Gift.

Non tutte le band sono capaci di cambiare e convincere subito, bravi!

Sons & Daughters – Silver Spell by DominoRecordCo