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Burial, Untrue

Pubblicato da: Fran il 27 novembre 2007 | Categoria: Elettronica | 6 Commenti »

Burial è, come qualcuno prima di me lo ha già ribattezzato, lo stato dell’arte dell’Ambient Dub londinese. Il suo esordio, come musicista (era già un affermato produttore), è di soli due anni fà e gli valse la citazione in numerose classifiche dei migliori dischi del 2006. Se l’omonimo Burial aveva necessitato di 6 anni di gestazione, Untrue arriva nei negozi un po’ meno elaborato, meno celebrale, più genuino e con un pizzico di malizia markettara in più.

Solo 5 persone all’infuori dei familiari sanno che Burial è un musicista. Un’altra differenza fre i due capitoli della discografia di Burial sono le atmosfere, decisamente più nottornue, spaziali e ipnotiche in questo Untrue. I bassi pesanti di Burial dipingono paesaggi di una Londra industriale, dove gli scarponi si sporcano di fango, il genere di posto dove nessuno vorrebbe passare proprio prima di rimettere piede sul parquet di casa.

Voci deformate come plastica vinilica sciolta, artificiosità estetiche al rallentatore, nebulose primordiali sottoforma di elettronica ambient, scricchioli della puntina sui solchi rovinati di un vecchio vinile. Tutto questo, sulla punta delle dita di un compositore dell’era elettronica. Avete mai visto Ghost In The Shell? Ricordate la scena in cui la protagonista robot, Motoko Kusanagi, s’immerge tuffandosi all’indietro dal bordo della baraca, di notte, nell’oceano?

Ecco, questa è la sua colonna sonora ideale. Attualmente, assieme a Kieran Hebden, Burial è il leader indiscusso della scena elettronica londinese. Freccetta verde verso l’alto per lui!

Burial – Unite