Pubblicato da: Fran il 1 febbraio 2011 | Categoria: Promuovere una Band | 1 Commento »
Questa ricerca di eMarketer che vi segnalo ha un titolo vergognosamente sensazionalisitico: What Makes Facebook Fan Pages Successful? In realtà, al di fuori di un paio di grafici e di qualche breve intervista, non c’è molto altro.
Tuttavia credo che una menzione la meriti ugualmente, visto che eMarketer, una corporation newyorkese che si occupa di ricerche relative al settore internet/informatica, è la più affidabile nel suo settore (assieme a Nielsen//NetRatings). Senza contare che i post di questo blog su come promuovere una band su Facebook riscuotono sempre molto interesse, almeno dalle mail che mi arrivano.
Secondo eMarketer “le imprese locali rappresentano il 17,6% di tutte le pagine fan presenti su Facebook, mentre le società rappresentano il 6,3% del totale e i prodotti stanno solo al 3%.”
Di fronte a questi numeri mostruosi i musicians si comportano più che bene, prendendosi il 6,5% di tutte le fan page, è uno spettacolare 3° posto assoluto. La musica in generale torna anche più in basso nella classifica con un 2,6% (poco meno dei prodotti!).
L’articolo di eMarketer riporta anche poche, ma significative, parole di qualche decision maker come Alexandra Wheeler, direttore della strategia digitale di Starbucks (18.500 fan a partire da novembre 2010): “Il punto è operare su Facebook ogni giorno, per dare a questi supporters una sorta di valore aggiunto. Avere 10 milioni di persone che ti seguono su Facebook sarebbe inutile se non facessimo qualcosa per loro.”
Impegno, interesse e un costante contatto con i fan, sembrano essere il minimo comune denominatore delle differenti strategie attuate dai grandi brand, applicabili anche alle pagine di musicisti o di piccole attività locali.
La cosa sorprendente davvero, che sfata una certezza che sembrava già assodata, è che i fan raramente cercano dei prodotti ad hoc, quelli che per una band sono gli inediti, le extra tracks, il bonus content o chiamateli come accidenti volete; il punto è che sono meglio le promozioni esclusive su prodotti ufficiali.
Lesson learned
- la social media agency Cone ha osservato che il 77% degli utenti vorrebbero delle offerte esclusive online, piuttosto che nuovi prodotti esclusivi.
- Coca-Cola intraprende delle lunghe campagne (anche di un anno) in cui lascia che siano gli “ambasciatori del brand” ad aggiornare la pagina.
- Oreo grazie al lancio di un video game su Facebook, ha conosciuto una crescita di 6 milioni e 700 mila fans in 3 mesi.
Pubblicato da: Fran il 15 dicembre 2010 | Categoria: Film | 3 Commenti »

Ovvero: quello che tutti ci siamo chiesti appena finito il film The Social Network.
Da una ricerca fatta da me, con livelli di attendibilità rasenti lo 0 assoluto, da fonti quali wikipedia, The Facebook Effect (che è un po’ il controaltare di Accidental Billionaires), Google e le mie conoscenze personali, ecco alcune chicche a proposito di com’è andata a finire.
Mark Zuckerberg ed Eduardo si sono riappacificati?
Saverin, dal processo messo in scena nel film, ha ottenuto una quota del 5 per cento della nuova società Facebook Inc. ed è stato ufficialmente reintegrato tra i cofondatori nel sito ufficiale della compagnia.
Che fine ha fatto Sean Parker?
Nel 2004 Sean Parker, uno degli artefici di Napster, cominciò a consigliare in via informale Mark Zuckerberg ed Eduardo e scalò la società fino a diventarne il presidente con il 7% delle azioni di Facebook. Venne obbligato dai membri del consiglio a lasciare Facebook dopo essere stato arrestato con l’accusa di possesso di cocaina, anche se il processo non si concluse mai con una condanna.
Mark Zuckerberg, dopo quell’estate in California è tornato all’università?
Nel giugno 2004, dopo aver completato l’anno accademico, Mark si trasferì a Palo Alto, in California e non è mai tornato ad Harvard da studente.
Davvero Mark ha distribuito un software gratuitamente invece di venderlo alla Microsoft?
Mark prima di iscriversi all’università, come progetto finale alla Phillips Exeter Academy, ha programmato Synapse, un plug-in per lettori di MP3 come Winamp. Il software era in grado di decifrare i gusti degli utenti in base ai loro ascolti. Nonostante le offerte fossero arrivate a 2 milioni di dollari in seguito ad un’asta fra Microsoft, AOL e Winamp, Synapse fu distribuito su internet gratuitamente.
Il blog di Mark Zuckerberg su Livejournal esiste davvero?
Se anche esistesse non l’ho trovato. Ma in giro circolano i post che Mark “dedicò” alla sua ex ragazza, vedi i punti seguenti.
Erica Albright esiste davvero?
Il personaggio di Erica Albright è costruito attorno ad una ragazza realmente esistita: Jessica Alona, citata (in modo poco cavalleresco) da Mark Zuckerberg, sul suo blog, durante i primi giorni di incubazione del progetto Facebook.
Che cosa scrisse realmente Mark Zuckerberg sul suo blog a proposito della sua ex?
In giro per il web si trova un po’ di tutto, questo lo sappiamo, ma a proposito di quest’argomento, le fonti sono in accordo su queste parole:
“Jessica Alona is a bitch. I need to think of something to make to take my mind off her. I need to think of something to occupy my mind. Easy enough I just need an idea…”
Zuckerberg ha dei biglietti da visita con scritto: “io sono amministratore delegato … puttana”?
Sì secondo il libro The Facebook Effect, Mark aveva due tipi di biglietti da visita in uno dei quali c’era scritto “I’m CEO…bitch!”.
Chi canta la canzone nel trailer del film The Social Network?
Si tratta di una cover del brano Creep dei Radiohead, eseguita da Scala & Kolacny Brothers.
Mentre la fantastica colonna sonora del film The Social Network è stata composta da Trent Reznor dei NIN.
Come posso creare un social network?
Se non sei un programmatore e un genio (entrambi i requisiti sono preferenziali e propedeutici) puoi utilizzare alcune piattaforme gratuite, come Ning, BuddyPress o Mu WordPress.
Come posso diventare il più giovane miliardario del mondo?
Purtroppo in Italia siamo messi male in quanto a “capitalisti avventurieri” che avanzano di qualche milione da reinvestire a favore di giovani di belle speranze con buone idee. O meglio, i capitalisti li abbiamo, solo che non sono avventurieri e nemmeno avventurosi, ovvio che questa non può e non deve essere una scusa o un deterrente, ma tant’è.
Pubblicato da: Fran il 10 dicembre 2010 | Categoria: Promuovere una Band | 0 Commenti »
Come promuovere la propria band su Facebook e un’esempio concreto di ROI su attività di social networking, si confermano ogni giorno 2 dei post più letti di questo blog.
Questo è comprensibile, vista la crescente importanza che avrà Facebook sull’industria musicale (e sugli altri media) e vista la difficoltà di calcolare un ritorno sull’investimento (ROI, appunto), quando si investono delle risorse economiche o di tempo su attività promozionali attraverso i social network.
Alla luce di queste 2 considerazioni, una domanda sorge spontanea: quanto vale davvero un “Mi Piace” su Facebook?
Quel numerino che cresce è solo una febbrile smania del momento o può avere un concreto ritorno sugli investimenti che le band fanno per promuovere la musica su internet?
La risposta è ovvia
Dipende. Da tante cose.
I fans di una pagina che riguarda la tua band, che non gestisci direttamente, hanno un valore inestimabile, perché su quelli non hai nessun tipo di controllo e basta una scintilla… Il caso più celebre è quello della Coca Cola, che ha proposto ad una Fan Page unofficial, con tantissime adesioni spontanee, di diventare official. In questo modo in caso di criticità, sarà tutto più semplice da gestire.
In giro ho sentito anche parecchi numeri, ad esempio in alcuni speech si è parlato di un valore di 130 $ statunitensi per un fan. Inoltre non scopro certo io che c’è un discreto mercato di Fan Page ben avviate, che vengono rivendute e poi riassettate verso altri temi, poco distanti dalla tematica di partenza.
Fra le varie cose che ho letto vi segnalo questa ricerca di Syncapse (in pdf), Syncapse è una società piuttosto nota che si occupa di social media measurement.
Lo studio condotto da Syncapse riguarda 4.000 fans di 20 brand di primaria importanza (BlackBerry, Mc Donald’s, Adidas, Nike, Coca-Cola, Nutella…), la cui web reputation è forse al primo posto fra le kpi di ogni attività sul web. Mi rendo conto che certi numeri sono fuori portata per quello che riguarda la musica indie, DIY e la musica in generale, ma credo che si possano trarre comunque delle conclusioni.
In particolare dalla ricerca emerge che:
- In media, i fans spendono un extra di 71,84 $ che non avrebbero altrimenti speso sui prodotti di cui sono fan su Facebook.
- I fans hanno il 28% di probabilità in più, rispetto a chi non è fan, di continuare a utilizzare quel prodotto anche in futuro.
- I fans hanno il 41% di possibilità in più, rispetto a chi non è fan, di consigliare il prodotto a chi non è fan.
Ci sono i fans che sono tali da sempre e magari non hanno espresso esplicitamente questa condizione su Facebook ed è proprio questo il punto.
Se c’è su Facebook un tuo fan che non ha ancora cliccato sul pulsante “Mi Piace”, dovresti fare qualcosa perché ciò avvenga. Se è vero che un fan ha più possibilità di comprare un disco, di comprarne ancora in futuro e di consigliarlo ad un amico, tu hai il dovere di informarlo subito, non appena esce un EP, un disco o la data di un live. Puoi fare questo solo se lui è iscritto alla tua Fan Page, ti accorgerai tu stesso di quanto vale un “Mi Piace”.
[foto via Polaroid]
Pubblicato da: Fran il 3 dicembre 2010 | Categoria: Music Business | 1 Commento »

Mark Zuckerberg alla Web 2.0 Conference di San Francisco
Il mese scorso Mark Zuckerberg, CEO di Facebook, ha partecipato alla Web 2.0 Conference di San Francisco spiegando come, secondo lui, il suo social network in 5 anni cambierà l’industria della musica, della cinematografia, della TV e degli altri media in generale.
“Anything that involves content or specific expertise in an area – games, music, movies, TV, news, anything in media, anything e-commerce, any of this stuff.
Over the next five years, those verticals are going to be completely re-thought. There are going to be some really good businesses built.“
Non avevo nemmeno finito di inveirgli contro qualche mala parola, che già mi trovavo di fronte ad un esempio concreto dello scenario che lo sbarbato stava tentando di spiegare.
I Beatles su iTunes
A metà novembre, dopo lunghi corteggiamenti, i Beatles sono finiti su iTunes. Com’è facile immaginare le visite del sito web della Apple sono cresciute in modo vertiginoso, toccando il 382% di traffico in più, durante i primi giorni di disponibilità (tra domenica e martedì) e per fortuna che la musica digitale non ha bisogno di magazzini o di giacenze!
Ho trovato sul blog di Hitwise.com un post interessante, con alcuni dati circa questo spostamento di traffico e indovinate un po’ da dove proveniva il grosso delle visite? La soluzione dell’enigma a fine post, dopo un avvicinamento progressivo e ragionato.
Dai motori di ricerca verso iTunes? No verso la BBC
La ricerca svolta da Hitwise riguarda gli utenti internet del Regno Unito, un campione più che attendibile per riuscire a trarre delle conclusioni plausibili.
Secondo Hitwise le ricerche sui motori di ricerca, con chiavi relative a termini come “Beatles” e simili, sono aumentati fino a 30 volte. Guardando alle pagine che gli utenti hanno scelto come destinazione della ricerca “Beatles”, il sito di Apple si è piazzato 9°, nonostante il 67% del traffico di Apple sia acquistato tramite annunci sponsorizzati (ad esempio AdWords su Google). Chi ha beneficiato maggiormente di questo crescente interesse per la key “Beatles” sono stati, oltre al sito ufficiale, Wikipedia, YouTube e Facebook.
Incredibilmente il sito della Apple ha avuto pochi accessi anche per la key molto specifica “iTunes Beatles”, molti meno accessi rispetto a quelli registrati dal sito della BBC ad esempio, che stava trattando la notizia con diversi editoriali. In particolare una news della BBC si è piazzata al primo posto su Google per la key “iTunes Beatles”. Questo articolo, subito sotto il blocco delle Google News, si è aggiudicato il 12% di tutto l’hype di traffico registrato in quei 3 giorni.
Comprensibile, se ammettiamo che alcuni hanno cercato prima informazioni e solo successivamente si sono diretti sul sito di Apple.
Non a caso il traffico che il sito della BBC News veicola verso Apple è quadruplicato tra il 14 e 16 novembre.
Il senso di questa prima analisi è che, anche se Apple non è stata direttamente investita da quest’onda anomala di traffico, magari perchè non era ben piazzato sui motori di ricerca, ha raccolto comunque in seconda battuta il traffico proveniente da fonti terze, come la BBC.
Il secondo segmento da cui Apple ha raccolto parecchio traffico è quello dei social network, che sono stati il veicolo principale della notizia.
Dai social network verso iTunes: dal 16,59 al 26,32 %
Il primo giorno in cui i pezzi dei Beatles sono apparsi su iTunes, il traffico dai social network verso iTunes, è passato dal 16,59% del totale al 26,32%. Questo significa che, se prima dei Beatles su iTunes di 100 visite 16 provenivano dai social network, Lennon & Co. hanno attirato il 10% di visite in più dalle community.
Ogni 200 utenti che sono usciti da Facebook 1 è andato su iTunes
Nello specifico – e qui arriviamo al dunque – Apple ha visto un picco enorme di traffico proveniente da Facebook. Il Beatles-day ogni 200 visite in uscita da Facebook, 1 entrava nello store di musica digitale della Apple: sbalorditivo!
Nella graduatoria di “chi riceve più traffico da Facebook” Apple è salito dalla 86° posizione nella settimana dall’8 al 13 novembre, fino alla 20° nella settimana terminata il 20 novembre.
Facebook ricevere mediamente 40 milioni di utenti unici al giorno, nel Regno Unito, questo significa un bel po’ di traffico per iTunes/Apple e per i Beatles.
Facebook ha già cominciato a sconvolgere l’industria della musica.
Pubblicato da: Fran il 26 febbraio 2010 | Categoria: Promuovere una Band | 4 Commenti »

Attualmente Facebook è uno dei siti più trafficati al mondo, ha già da tempo scalzato You Tube e My Space in quanto a traffico, molti lo impostano come pagina iniziale del browser a discapito di Google.
Questo e altri mille motivi fanno di Facebook un canale privilegiato per la promozione di una Band.
1. Pagina Fan
La prima cosa da fare per promuovere la tua band su Facebook è quella di aprire una pagina fan. Potrebbe essere ok anche un gruppo, ma la pagina fan è più adatta, e per definizione e perché permette a chi sostiene la band di manifestare il proprio senso di appartenenza.
Invece il gruppo è un’associazione spontanea di fans che presuppone un certo grado di interazione.
E’ sbagliato anche creare un profilo per il tuo gruppo, perché Faebook dopo un certo numero di amici ti bloccherà. Ti serve proprio una fan page.
Lascia che i tuoi fan creino un gruppo per conto loro, quello che puoi fare tu è dargli una pagina fan in cui manifestare il loro supporto.
2. La registrazione
In fase di registrazione, quello che devi fare è scegliere una categoria corretta. Come categoria c’è “Artista, gruppo musicale o personaggio pubblico” non puoi sbagliarti, devi solo selezionare Artista o Gruppo Msicale nel menù a tendina. Mi raccomando, presta attenzione a scrivere correttamente il nome della tua band.
Attento anche alla foto di profilo che scegli di impostare. Se hai un logo utilizza quello o una foto che possa identificarti facilmente, la copertina del tuo album o un’immagine con una scritta. Ogni fan che deciderà di iscriversi avrà una notifica sul proprio profilo visibile ai suoi amici. Avere una foto di profilo riconoscibile è la prima forma di promozione. Questo comporta anche che meno spesso la cambierai e più forte sarà l’idendità e la riconoscibilità della tua band.
3. Descrizione
Altra cosa da fare è scrivere 2 righe di presentazione della band. Sound, influenze ed etichetta potrebbero bastare come inizio. Non dimenticarti di inserire alcuni indirizzi come il sito web e la pagina MySpace. Ricorda che mettendo http:// davanti all’indirizzo (e non solo www.miosito.com) renderai il link attivo e più facilmente consultabile dai tuoi fans.
4. I primi inviti
Diventa il primo fan della tua nuova pagina e condividila sia sul tuo profilo che tramite messaggio ad altri utenti. Utilizzando la funzione “Condividi” > “Invia come messaggio” (la trovi in fondo alla colonna di sinistra) della pagina fan, puoi suggerire a 20 dei tuoi contatti personali la pagina appena creata.
Invita subito piccoli gruppi di persone, non nascondere che si tratta di un messagio rivolto a più destinatari, ad esempio puoi cominciare con un “Ciao Ragazzi…”. Questo perché se qualcuno dei destinatari decidesse di ripondere al tuo messaggio, anche gli altri potrebbero leggere la risposta e Facebook aprirebbe una specie di thread condiviso.
Il mio consiglio è di creare dei piccoli gruppi di persone con un minimo comune denominatore, ad esempio un’altra band gemellata, un gruppo di fans della stessa città… Non escludere di mandare messaggi a singoli utenti, è finito il tempo della comunicazione uno a tanti, sui social network vincono le relazioni uno a uno.
Quando il grado di confidenza potrà permettertelo, richiedi al tuo interlocutore un aiuto a promuovere la pagina fan.
5. Personalizzazioni
Ricordati di rendere “Amministratori” gli altri membri del gruppo, ti aiuteranno ad aggiornare la pagina.
Un’altra cosa decisiva è impostare la vanity url, cioè l’indirizzo personalizzato. Una pagina fan su facebook ha un indirizzo composto da una serie di numeri, l’ideale sarebbe avere un’indirizzo di questo tipo: www.facebook.com/NOMEBAND potrai farlo quando la pagina avrà abbastanza fans a questo indirizzo www.facebook.com/username/
6. Gli aggiornamenti
E ora?
Ora tu e gli altri membri dovrete aggiornare la pagina, con news, nuove uscite e date dei concerti. Quando posterai sulla pagina fan non comparirà il tuo vero nome, ma sarà come se parlassi con il nome della band. Ricordati di postare spesso, gli aggiornamenti finiscono sulla home page dei tuoi fan e sono il modo migliore per trovare nuovi fan, ma occhio a non esagerare.
Nel prossimo post, ti consiglierò delle applicazione che ogni pagina fan di una band dovrebbe avere.