• Enthusiastic about digital music, sound surfer, loves vinyl.
  • Art, like knowledge, should be free to the world.
  • How music changes through the years.
  • Cause none of them can stop the time.
  • Pop culture addict.
  • Listen, mate, life has surface noise.

Electric President, The Violent Blue

Pubblicato da: Fran il 22 marzo 2010 | Categoria: Indietronica | 2 Commenti »

Al primo impatto sembrerebbe che Ben Cooper e Alex Kane, entrambi nati e cresciuti in Florida, non siano tanto differenti dai loro coetanei connazionali. Ben è carino e Alex è un “pezzo di merda”, ma siccome è bravo al basso, Ben se lo porta dietro comunque. Entrambi amano la pizza (solo che lo stomaco di Ben è 2 volte quello di Alex) e bevono Coca Cola. Insomma, niente di troppo originale, se non fosse…

Se non fosse che insieme sono gli Electric President uno dei gruppi di Indietronica DIY (Do It by Yourself) più interessanti degli ultimi 5 anni. Sono partiti dalla cameretta di Alex, pare che la cosa abbia portato bene anche ad altri musicisti. Hanno registrato 2 dischi editi dalla Morr Music e ora se ne escono con questo The Violent Blue per la Fake Four Inc (Connecticut).

Ben oltre a essere stronzo e ciccione è pure iperproduttivo, a suo nome va il side project Radical Face e l’iniziativa Patients (ma questa cosa esula un po’ e magari ne riparliamo). L’esordio Self Titled degli Electric President è stato folgorante, forse anche questo ha contribuito a far crescere le aspettative e a sottolineare l’inadeguatezza del successivo Sleep Weel. Mi sono detto: “maledetti, a esser dispersivi ne risente la qualità, per forza!”

- Non so se rendo l’idea, ma questo disco è di fine Febbraio e il 10 di Marzo Ben ha finito di registrare (e mandato al mix) il nuovo disco dei Radical Face. -

Invece The Violent Blue riprende quelle atmosfere shoegaze crepuscolari, un po’ elettro-glitch che avevano fatto gridare al miracolo nel 2005. The Ocean Floor e Mr. Gone sono il segnale acustico di un faro che dice “sono tornati”. Tutto il disco è da pelle d’oca per intensità, un ritorno a casa stralunato e sognante, con l’autostrada davanti e la luna nello specchietto.

Ancora una volta quando questi due si mettono in disparte, per i cazzi loro, sfoderano le cose migliori. Un appello alla pur valida Morr Music, stracciategli il contratto e lasciateli autoprodursi e autoriprodursi, per il bene dell’umanità. (non ho capito se gli accordi con la Fake Four siano estemporanei o meno)
Non crescete più e moltipicateli i dischi come questo!

Electric President - Mr. Gone

Electric President, Sleep Well

Pubblicato da: Fran il 1 giugno 2008 | Categoria: Indietronica | 1 Commento »

2° prova senza affanni per Alex Kane e Ben Cooper, nel bene e nel male. Impossibile bissare il successo dell’esordio Self Titled datato 2006 e così ecco il seguito senza troppe pretese.

Per chi si fosse perso l’episodio pilota, gli Electric President sono un gruppo synth-pop sulla scia dei Postal Service, con una pronunciato senso del romanticismo Slowdive-iano. In un immagine gli Electric President sono un concentrato degli ideali sintetici sorti a Bristol nei novanta e tramontati senza aver trovato l’onor del vero.

Sleep Well non può più contare sull’effetto sorpresa, e anzi, dovrà fare i conti con le alte aspettative dei fans (me compreso). Il sound di Sleep Well è notturno e ovattato, gli umori del disco sono quelli crepuscolari e caldi delle nottate in Florida. Alex e Ben tritano il catchy pop dei Beach Boys sputando fuori da apparecchi analogici vintage puzzle d’indietronica passiti.

Se dovessi scegliere fra il Self Titled e Sleep Well non avrei dubbi, nettamente meglio il primo, c’è poc’altro da aggiungere. Forse We Will Walk Through Walls è uno dei pochi episodi degni dell’album del 2006. Tuttavia se siete a digiuno e dell’uno e dell’altro, ponete rimedio a questa “vergogna” in qualsiasi modo.


Radical Face, Ghost

Pubblicato da: Fran il 13 aprile 2007 | Categoria: Indietronica | 1 Commento »

Avverto vibrante tensione attorno a questo disco. Palpitante attesa e grandi aspettative s’intrecciano trovando sfogo nelle scariche sulla puntina del mio stereo.

Elettronica minimalista o forse minima e basta, con il consueto garbo e il giusto dosaggio cui Ben Cooper ci aveva già abituato. Niente pathos o intro pseudo-shoegazing che avevano decretato il successo di pezzi quali Ten Thousand Lines, Hum o Some Crap About the Future. In questo senso nel passaggio da Electric President a Radical Face assistiamo a una maturazione del suono, da un profilo pop frivolo ma appassionante, in stile Death Cab For Cutie, a un suono un po’ più impegnato, soprattutto dal punto di vista dei riferimenti. Una svolta “radical”.

Ghost fa nuovamente leva sul binomio acusticità/elettricità, ma questa volta l’ago della bilancia gioca decisamente a favore dell’apparato acustico, non è difficile scorgere l’ombra dei Neutral Milk Hotel nel susseguirsi delle tracce. Un’elettricità minima, come dicevamo, rilegata per lo più a flussi d’energia abbozzati in sottofondo o a giocosi orpelli con cui Ben agghinda le sue marcette.

Tra le novità anche la decisione di apportare sonorità lievemente esotiche, affidate a fischi, fisarmoniche e mandolini, che, a ben sentire, ti farebbero venir voglia di archiviarlo lì, di fianco a Beirut e A Hawk and a Hacksaw.

Inutile dire che mi aspettavo di più, prendo nota di una svolta “impegnata” anche dal punto di vista delle liriche (i fantasmi sono un po’ il filo conduttore del disco), ma mi manca l’originalità ingenua del “Presidente elettrico”.


Electric President, S/t

Pubblicato da: Fran il 16 gennaio 2006 | Categoria: Indietronica | 2 Commenti »

Per gli Electric President un esordio che è già un classico della mitologia indie. Giovanissimi da Jacksonville (Florida) Ben Cooper e Alex Kane, si chiudono nella cameretta (ormai un classico) e con computer e chitarra acustica incidono il disco che stavamo aspettando.

S/t così farcito di indietronica non poteva certo sfuggire alla sempre meno “tronica” ma sempre più “indie” Morr Music che, dopo gli American Analog Set, si aggiudica anche gli Electric President.

Il disco veramente a un passo dalla perfezione, condensa The Postal Service, Grandaddy, The Notwist e Jesus And Mary Chain.