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26 consigli di Email Marketing per musicisti

Pubblicato da: Fran il 23 giugno 2011 | Categoria: Promuovere una Band | 4 Commenti »

Come fonte di informazione Twitter è impareggiabile, soprattutto se all’improvviso accade qualcosa di veramente importante, su Twitter lo sapresti pochi secondi dopo che il fatto è avvenuto. E’ accaduto qualcosa del genere per il terremoto in Giappone, per l’incendio alla server farm di Aruba (sia Indie Riviera che Indie For Bunnies sono “andati giù” per un’intera giornata), per i risultati del referendum e tanti esempi simili.
Fenomeni del genere si verificano quando una singola notizia interessa a moltissimi individui, ma quando siamo in presenza di tante notizie che interessano a relativamente poche persone, per non perdere la notizia la cosa migliore è iscriversi alla newsletter.

Ogni newsletter è composta da svariati elementi funzionali e grafici, quando questi coesistono in armonia, ricevere una newsletter può diventare un’esperienza davvero piacevole, quando questo non avviene può essere una scocciatura necessaria. Questo può fare tutta la differenza del mondo, davvero!

Questo post è la traduzione di un articolo scritto da Chris Rockett, musicista e consulente di marketing musicale londinese che utilizza le tecniche di marketing direct-to-fan per mettere sullo stesso livello i musicisti indipendenti e gli artisti delle major (almeno così sostiene lui).
In questo suo post troverete un po’ di strategie che potete attuare per migliorare l’efficacia della vostra newsletter, se non ne avete ancora una potete seguire queste linee guida su come creare una newsletter (una strategia DIY per le band). Per qualsiasi altra cosa chiedete pure nei commenti!

I 26 consigli di Email Marketing di Chris Rockett

1. Fate in modo che i vostri fan non debbano scorrere giù per vedere il modulo di iscrizione. Ho letto una statistica che dice che l’80% delle persone non “scrolla” fino al fondo quando arriva su una pagina web, il che significa che non vedranno mai la vostra offerta musicale gratuita.

2. Il modulo di iscrizione per la newsletter dovrebbe apparire su tutte le pagine del vostro sito. Se state usando un blog, mettetelo nella sidebar.

3. Fate uno split test del vostro box per vedere quale grafica preferiscono i vostri fan.

4. Iscrivetevi alla vostra newsletter, così potrete farvi un’idea di come i vostri messaggi vengono visualizzati e immedesimarvi nel punto di vista dei fan o di chi legge. Se iniziate ad annoiare anche voi stessi, è ora di rivedere la vostra comunicazione.

5. Includete un link “forward to a friend” in TUTTE le vostre mail.

6. Se usate Mailchimp (consigliato) potete integrare il vostro modulo con Facebook. Assicuratevi di usare quell’optional.

7. Create un’offerta irresistibile per i vostri fan per unirsi alla vostra lista e rendetela molto chiara. Ho notato che 9 TRACCE GRATIS scritto in lettere maiuscole e rosse funziona meglio di spiegazioni di 500 parole.

8. Qualsiasi cosa offriate ai vostri fan in cambio del loro indirizzo mail, assicuratevi di dargliela nella pagina dei ringraziamenti, o nella mail di conferma. Ciò scaturirà subito fiducia. Se non otterranno ciò per cui si sono iscritti in pochi minuti, voi per loro siete morti.

9. Mandate ai vostri fan abituali musica gratis e video con regolarità. È come una banca: più soldi ci mettete dentro, più “interessi” riceverete.

10. Ogni volta che qualcuno vi scrive tramite il modulo dei contatti sul vostro sito, assicuratevi che abbia il modo di iscriversi anche alla vostra newsletter.

11. Andate in giro personalmente dopo ogni show e offrite alla gente più entusiasta della musica gratis in cambio dell’indirizzo mail.

12. Ogni volta che avete un nuovo contatto nell’industria musicale chiedete di poterlo aggiungere alla vostra lista. Questo è fare networking col pilota automatico e avere gente influente nel mondo della musica, può essere molto potente nel momento in cui loro osserveranno i vostri progressi e magari diventeranno fan.

13. Uste i QR Codes per condurre i fan offline alla vostra offerta di musica free.

14. Mettete un link nel vostro sito per il vostro merchandising (magliette, CD, banner, flyers o anche perizomi!).

15. In ogni mail che mandate dovete far sapere alla gente cosa volete che facciano. Questo si chiama “call to action” e non deve necessariamente riguardare l’acquisto della vostra musica, può essere anche solo un “like” alla vostra pagina Facebook o ascoltare il vostro ultimo pezzo su You Tube. Ogni connessione con i vostri fan dovrebbe avere una call-to-action.

16. Questa è una mia opinione personale, ma mandare una newsletter con dei link (senza testo) non è efficace. Scrivete ai vostri iscritti più spesso e fornite loro un link alla cosa che volete dire loro. Ciò evita confusione.

17. Fate split test con l’oggetto delle mail per vedere a quali tipi di oggetto i vostri fan rispondono meglio.

18. Per ottenere un oggetto accattivante, andate nella vostra personale casella di posta e osservate le newsletter dei professionisti. Chiedetevi perché e poi utilizzate ciò che avete imparato per far fare POP alle vostre intestazioni.

19. Utilizzate solo testo perché le immagini vengono scartate di default da molti clienti ultimamente.

20. Se decidete di ignorarmi e di scegliere delle pacchiane mail HTML, controllate che si vedano bene in Outlook e Gmail. E poi, includete un link a una versione online nel caso i vostri fan non riescano a visualizzarle.

21. Assicuratevi che il nome del mittente sia corretto. Per esempio, se il nome della vostra band è “Death by Seaman”, probabilmente vi dispiacerebbe se le mail arrivassero invece dal batterista “Norman Peabottom”.

22. Preparate una serie di risposte automatiche per presentare ai nuovi fan il vostro mondo musicale. Perché voi volete coinvolgerli nella vostra storia e alla fine anche portarli a sostenere economicamente il vostro lavoro.

23. Per ottenere il massimo dell’efficacia dalle risposte automatiche, fate un elenco delle mail che hanno riscosso più successo e mettete i link a queste nella risposta automatica di ringraziamento per l’iscrizione.

24. Offrite alla gente il vostro materiale migliore gratuitamente. Non vi preoccupate – ciò porterò loro a pensare “Mio dio! Se questa è la musica gratis mi conviene prendere l’album e fiondarmi subito nel fan club”.

25. Se state usando Mailchimp vi sarà utile separare la gente che non apre le vostre mail. E poi attuare una campagna di rifidelizzazione dicendo qualcosa tipo: “Ti sei perso questo”. Se continuano a non aprire anche questa volta, è ora di cancellarli perché è anche possibile che vi abbiano fornito un indirizzo falso. Ciò vi permetterà di risparmiare e di aumentare il vostro interesse.

26. Chiedete il nome oltre all’indirizzo mail così potrete aggiungere un tocco personale nel rapporto con i vostri fan. “Ciao Luca … ” otterrà più risposte che un “Ciao Utente …”

Altre idee?


Il canale video di PJ Harvey, un uso originale di YouTube

Pubblicato da: Lara Vedovato il 18 maggio 2011 | Categoria: Promuovere una Band | 0 Commenti »

Su YouTube siamo ormai abituati ai canali delle band musicali, sui quali possiamo trovare video ufficiali, riprese live, dietro le quinte dei concerti e altro materiale utile per promuovere la band. Non capita spesso invece di incontrare account YouTube dedicati ai singoli album del gruppo. L’ha fatto egregiamente Polly Jean Harvey con la sua ultima opera Let England Shake. Quindi, analizziamo insieme la strategia così che possiate prendere spunto e spingere qualche vostro progetto musicale.

Il 14 febbraio 2011 Pj Harvey esce con il nono album della sua carriera Let England Shake: un’opera registrata all’interno di una chiesa del 19° secolo situata a Dorset in Gran Bretagna con la collaborazione dei fidati John Parish and Mick Harvey. L’album è un ritratto dell’Inghilterra e le sue guerre, le battaglie vinte nel passato, ma che hanno pur sempre portato morti e feriti.

Il canale letenglandshake è stato attivato il 16 dicembre 2010, quindi due mesi prima dell’uscita dell’album, e conteneva due video:
- Written On The Forehead, un video semplicissimo composto dal fermo immagine della copertina. E’ stato incorporato e presentato ai fan sul sito ufficiale dell’artista solo il 10/01/2011.
- The Last Living Rose, il primo video a far parte del progetto diretto da Seamus Murphy. E’ stato incorporato e presentato ai fan sul sito ufficiale il 12/01/2011.

Successivamente è stato pubblicato periodicamente un video per ogni canzone (alcuni anche in qualità HD) fino a comporre l’intero album. Non si tratta di semplici video, bensì piccoli corti che vanno a comporre un vero e proprio film, a volte impreziositi da interventi di persone comuni. Ogni video è contestualizzato sul significato della canzone ed è stato girato da Seamus Murphy (sei volte World Press Photo Awards) durante un viaggio in una Inghilterra che credeva di conoscere. Alcuni video sono montati su tracce originali mentre altri pezzi fanno sentire e mostrano una Pj dal vivo che suona all’interno di una stanza. Questi ultimi sono i miei preferiti come The Words That Maketh Murder.

E’ una strategia che può essere facilmente ripetuta. Vi basta un’idea un poco originale, delle riprese video e il vostro album occuperà un posto tutto speciale all’interno di YouTube.

L’unica pecca che son riuscita a trovare a questo progetto riguarda il mancato, per il momento, utilizzo della playlist. A me, che spessissimo ascolto le playlist tramite YouTube, sarebbe piaciuto ne avessero creato una così da permettermi di ascoltare una versione alternativa al classico album acquistato su iTunes.


Calcio d’inizio: 4 strategie per entrare nel Music Biz

Pubblicato da: Fran il 15 settembre 2010 | Categoria: Music Business | 0 Commenti »

Vale la pena leggere questo post di Glenn Peoples pubblicato sulla sezione Business di BillBoard: 4 Strategies To Kickstart The Music Biz. Glenn parla di 4 strategie che aiuteranno l’industria musicale a prosperare, io mi accontenterei anche di meno!
Come mi capita spesso ho tradotto l’intero post per i più pigri. Buona lettura!

4 Strategies To Kickstart The Music Biz

di Glenn Peoples

Le recenti sfide poste dall’industria musicale sono ben note a questo punto – le vendite sono basse, la pirateria abbonda e i modelli di business di domani sono ancora in fase di sviluppo. Ma in mezzo a queste imprese ci sono nuove opportunità per lo sviluppo dei nuovi talenti, nuovi prodotti e servizi e per il raggiungimento di una connessione più profonda con i consumatori di musica. Qui abbiamo quattro strategie chiave che aiuteranno l’industria a prosperare nel prossimo decennio.

Finanziamenti alternativi a quelli delle label

Ecco un concetto obsoleto che ancora non è stato superato: le etichette discografiche sono le uniche che possono finanziare con successo lo sviluppo di un artista. Il motivo principale per cui stiamo parlando di tutto ciò, è che nel 2010 vi è stata scarsità di alternative per l’innovazione. Ci sono delle eccezioni, naturalmente. Gli artisti in passato hanno prodotto album finanziati privatamente, ma questo tipo di investimento tende a essere una tantum perché non esiste ad ora un’infrastruttura stabile che sovvenzioni un maggiore volume di questo tipo di progetti. Alcuni artisti si sono assicurati i loro affari con i marchi, come i Groove Armada con la partnership con Bacardi. Oltre al periodo, comunque, c’è bisogno di nuovi organismi per i veicolare finanziamenti in modo alternativo, che possano trovare progetti di musicisti al di fuori del tradizionale sistema delle etichette. Pensate al capitale di rischio per i musicisti in una situazione in cui un settore dell’industria dei servizi sostiene tali progetti di proprietà d’artista. E le alternative hanno già cominciato a emergere.
Una su tutti il crowdfunding (n.d.fran).

Usare la biglietteria per migliorare i rapporti con i fans

Ecco un’idea che è quasi un cimelio per fortuna: il ticketing è solo vendita di biglietti.
I clienti reclamano un servizio migliore e le imprese sono in ascolto, perché l’attività di biglietteria sta eseguendo un duro lavoro per migliorare l’esperienza dei fans. E’ importante che gli artisti, i manager e i promotori utilizzino le tecnologie delle società di ticketing per creare un miglior rapporto con i fan. Ticketmaster ha già introdotto una maggiore trasparenza dei prezzi durante il processo di acquisto e ci ha concesso un assaggio del nuovo processo di check-out che consente ai clienti di aggiungere elementi non musicali come il download digitale, il parcheggio VIP e i generi alimentari e le bevande. L’innovazione è viva e vegeta nella società in competizione, come pure si stanno sviluppando nuove esperienze di acquisto dei biglietti. EventBrite, per esempio, rende la ricerca e l’acquisto incredibilmente semplici. TicketFly e altri hanno spazi di ticketing integrato nei loro siti web, permettendo ai clienti di scoprire una mostra e acquistare un biglietto da un’unica postazione. Veritix e altri hanno creato metodi per rendere i biglietti non cartacei un’esperienza senza continuità per i frequentatori di concerti.
E anche Apple sta lavorando ad un ticketing digitale con acquisto tramite iTunes e check-in tramite iPhone/iPod (n.d.fran)

I migliori prodotti si affermeranno

L’industria dei contenuti sta diventando sempre più esigente nei suoi appelli al Congresso con i quali intende spingere i fornitori di servizio a banda larga ad affrontare la pirateria online. La loro argomentazione è buona: i servizi legali meritano una giusta opportunità nel mercato. E mentre questo potrebbe avverarsi, nessuno deve pensare che un intervento del governo da solo farà la magia. In poche parole, sono necessari servizi migliori e più esaltanti che attirino i consumatori verso la nuova generazione di musica digitale. Le scelte legali esistono da anni ma alcune non sono riuscite ad affermarsi su larga scala. I giorni dei negozi e servizi intermediari devono finire. I proprietari di contenuti in genere non creano e possiedono quelle tecnologie – Vevo è un’eccezione alla regola – ma in fine sono loro ad avere l’ultima parola su quali servizi e quali tecnologie rendono e quali no al mercato della musica digitale. E saranno responsabili per i futuri fallimenti dei servizi digitali volti a raggiungere consumatori tradizionali e favorire il ritorno alla musica registrata.

Utilizzare strumenti e servizi esistenti per prosperare nella fascia da “tiratura media”

C’è sempre più concorrenza perché i consumatori spendono meno. Ci sono circa 100.000 album pubblicati in un anno. Circa 5.000 di essi venderanno oltre 1.000 unità in un anno. Il fatturato più basso delle vendite musicali ha aumentato l’incentivo a guadagnare soldi dai concerti e la concorrenza accresciuta ha abbassato la pressione sui guadagni potenziali. Quindi, fondamentalmente, gli “artisti da tiratura media” sono aumentati, c’è più spazio per tutti ma i numeri sono più bassi per tutti.
Gli “artisti da tiratura media” potrebbero stare anche meglio, se ci fossero più alternative al finanziamento e alla gestione dei progetti (vedi il punto sui finanziamenti alternativi a quelli delle label).
Sebbene il mercato sia difficoltoso, ci sono tanti strumenti da utilizzare per consentire ai musicisti di presentare la propria musica, costruire un seguito e creare una carriera sostenibile. In definitiva la musica è ciò che conta, ma gli artisti che meglio usano gli strumenti a disposizione per mostrare creatività nel raggiungere i fan avranno le migliori probabilità di successo.
Per esempio, gli artisti dovrebbero utilizzare i social network per incoraggiare i loro fan al passaparola di notizie, musica, comunicati stampa e concerti. I video creativi e le applicazioni innovative di servizi esistenti come Twitter possono far conquistare la simpatia della gente a un artista. Informatevi sull’email marketing e imparate dagli esperti. E forse più importante, approfittate del basso costo della distribuzione digitale, offrite musica in modi nuovi e interessanti. Date via la musica, mettetela in vendita o in bundle con altri oggetti usando i servizi direct-to-fan popolari come Topspin, Bandcamp o Nimbit.

Che ne pensate?


Come monitorare la Web Reputation della Band

Pubblicato da: Fran il 2 settembre 2010 | Categoria: Promuovere una Band | 3 Commenti »

Monitorate la propria reputazione online è diventato un’obbligo per chiunque. Quale datore di lavoro, prima di affrontare un colloquio non “googla” il nome della persona che sta per incontrare? Lo fanno tutti, e se stai cercando lavoro, più che cercare una raccomandazione, dovresti preoccuparti che Google non sia il primo a parlare male di te.
Vale lo stesso per i prodotti e per le aziende che vendono servizi o prestazioni, gli acquirenti prima di comprare cercano dei feedback sulla rete. Ecco perchè sapere cosa dice la rete di te o della tua attività, ti permette di essere consapevole della credibilità che hai da spendere.

Questo è soprattutto vero per i gruppi musicali indie, che hanno una promozione basata quasi esclusivamente su internet e riviste (per le minor le radio sono inaccessibili). Non solo, spesso e volentieri i dischi finiscono per essere recensiti anche da bloggers appassionati o dai forum, senza che siano stati necessariamente invitati a farlo dalla label o dal gruppo stesso. Queste dinamiche a noi tutti ben note, delineano uno scenario e una mole di contenuti, su un singolo album, difficile da monitorare.
Come se non bastasse, negli ultimi anni, le piattaforme 2.0 hanno reso il web ancora più complesso e stratificato; oggi non basta più googlare la key “canadians the fall of 1960” per avere listate tutte le recensioni sull’ultimo disco dei Canadians. E i commenti su Facebook e le Twittate, che magari non finiscono su Google?
Questo comporta che se hai una band dovresti fare ricerche su Google e su tutti i principali social network ogni giorno, per sapere cosa dice la blogosfera dell’ultimo lavoro in studio o dell’ultima performance live.

Per fortuna esistono dei tools gratuiti che notificano ogni qual volta viene pubblicato un contenuto sul web con attinenza ad alcune parole chiave selezionate da te (ad esempio “nome band” o “titolo ultimo album”).

I Tools gratis per monitorare la Web Reputation

Ecco un elenco di tools per monitorare la web reputations della tua band (ah, tutti gratis, qui si parla di DIY).

Google Alerts è sicuramente il più semplice e il più facile da utilizzare. Google Alert ti avvisa tramite posta elettronica quando online compaiono degli articoli che corrispondono agli argomenti che hai specificato.

Monitter è un tool gratuito web based, che tiene sotto controllo le twittate circa una parola chiave da te scelta. E’ possibile abbonarsi al feed di uno specifico stream. In alternativa per Twitter è possibile utilizzare la pagina di ricerca ufficiale.

Per Facebook, forse la soluzione migliore è quella già insita nel social network di Zuckerberg, Facebook Lexicon infatti trova le ricorrenze di una singola key nelle bacheche di Facebook, in tempo reale.

SocialMention è un motore diricerca focalizzato sui social network. La cosa interessante è che come Google Alert permette di creare alert su una key o addirittura un Buzz Widget da pubblicare online.

Keotag è un’alternativa a SocialMention, funzionamento analogo, ma rimane preferibile il primo.

Metacritic è un interessante aggregatore di recensioni e feedback provenienti dalla rete. Aggrega i contenuti e cerca di assegnare un punteggio di rilevanza in base agli “umori” del web, scarsa la presenza di gruppi italiani.

Per quanto riguarda le discussioni, è buona cosa avere degli allert ogni qual volta qualcuno risponde ai tui commenti su blog o forum (è bene rispondere sempre, soprattutto alle critiche). Era quello che faceva l’indimenticato, ma oggi non più funzionante a quanto sappia, Cocomment, una cosa vagamente simile la fa Disqus.

E tu come tieni sotto controllo la popolarità della tua band online?


Come spedire la tua Musica nei posti che contano, guida DIY

Pubblicato da: Fran il 26 maggio 2010 | Categoria: Promuovere una Band | 0 Commenti »

Hai una demo, e ora?

Esistono molti servizi che fanno un buon lavoro di diffusione mp3 sulle varie piattaforme, alcuni sono italiani, come Zimbalam o UploadOltranza. Tuttavia è necessario presentarsi anche alle persone che effettivamente possono darti una marcia in più, in quello che fai e nella diffusione di ciò che fai. Mi riferisco a: case discografiche, produttori, direttori ed editori.
Potrebbe sembrare ovvio, ma penso che saresti stupito di sapere quante demo di qualità esistono al mondo, di cui l’industria musicale, suo malgrado, non saprà mai nulla.

Creare musica è una cosa che sai fare bene, ma promuovere la tua musica, richiede una serie di competenze completamente diverse.

Ascolta/Leggi/Raccogli

Come accade nella vita di tutti i giorni, prima di inserirti in una conversazione, è opportuno capire di cosa sta parlando il tuo potenziale interlocutore. Devi metterti in fase di ascolto e leggere cosa c’è scritto nelle policy dei siti delle varie etichette, a cui stai pesando di inviare i tuoi pezzi. C’è chi preferisce un cd, chi i file mp3, alcuni li vogliono in allegato, altri uploadati da qualche parte.
Il mio consigio è di metterti all’ascolto, capire chi fa al caso tuo sul web, cosa chiede e solo successivamente raccoglere contatti.

Chiedi

Qual’ora sul sito di un’etichetta mancasse una sezione dedicata alle modalità di invio materiale, non esitare e chiedi eventuali preferenze del destinatario. Le etichette ricevono materiale ogni giorno e averli già nel formato più congeniale per l’ascolto o per l’archiviazione, è un buon modo per aiutarli. Contemporaneamente è anche un buon modo per avere la possibilità di essere ascoltato senza troppi passaggi di mano.

Sii professionale

Soprattutto nel caso in cui decidessi di consegnare il tuo materiale a mano o di pianificare un incontro, ricordati di chiamare o di spedire una email di preavviso. Se si tratta solo di concordare un appuntamento, fa che questo primo contatto sia breve. Sarà necessario che tu ti presenti o che presenti il gruppo di cui fai (eventualmente) parte. Se sei stato indirizzato da qualche conoscenza comune, ricordati di menzionare il tramite, farai piacere a chi ti ha passato il contatto e spiegherai all’interlocutore dove hai avuto numero/mail personale.
Se qualcuno non si aspetta il tuo materiale, c’è anche la possibilità che venga ignorato. Sii professionale: preavvisa sempre.

Impacchetta bene

Se non hai mai visto lo studio di un discografo o di un produttore, sappi che hanno le pareti rivestite di cd, per lo più con le costine anonime. Stiamo parlando di centinaia e centinaia di case. Assicurarsi che il CD sia chiaramente etichettato, con pochi e semplici elementi: il tuo nome o quello della band, i contatti (telefono ed email) e i nomi delle canzoni.
Assicurati che ogni parte del pacchetto sia etichettata, devi mettere i tuoi dati sul CD, sulla custodia del CD e sulla costina; ricordati di taggare anche i file digitali ovviamente.
Meglio accompagnare tutto con un buon comunicato stampa.

Racconta La storia

A proposito di comunicati stampa, voglio darti un suggerimento valido per tutte le votle che scrivi una presentazione, di te o della tua band.
Ci sono tanti piccoli aneddoti che tutti conosciamo, che insieme fanno la storia del rock. Sono piccole storielline, di per se insignificanti, a ben pensarci, eppure ce le ricordiamo sempre. Capita anche nello studio, scordiamo la data di una battaglia ma ci ricordiamo la curiosità (appartentemente) insignificante.
Allega alla tua musica un piccolo aneddoto, aiuterai a farti ricordare meglio. Tipo: “Ho scritto questo pezzo su una mattonella del bagno dell’Estragon, poi sono dovuto tornare e staccare la mattonella perchè avevo dimenticato tutto”.
A patto che sia vero, questo dice molto di te e della tua musica; inoltre rimarrà indelebile nella mente di chi legge, perchè lo avrai colpito e incuriosito.

Ti Googleranno

Sembra una stronzata, ma è la cosa più banale che ti può succedere. Una volta che avrai pizzicato la curiosità di un produttore, il tuo nome o il nome del tuo gruppo verrà googlato. Cerca di occupare le prime posizoni di Google (ci sono almento 10 buoni motivi per far trovare siti ufficiali piuttosto che commenti scritti da altri), per le parole chiave “nome del tuo gruppo”. Generalmente basta avere un account Twitter e Facebook (e ovviamente un sito ufficiale). Hai mai provato a googlare “indie riviera”? I primi risultati sono il mio sito, il mio twitter e il mio facebook, proprio come ti ho detto poco fà.
A proposito, mi hai già aggiunto fra i tuoi contatti?

Pazienta

Dato che ci sono tante band, cantautori e canzoni là fuori, tutti in corsa per un numero limitato di posti, tutto si riduce alla pazienza. Dovrai avere pazienza con te stesso nel migliorare le tue abilità musicali e pazienza con “le persone del settore” che stai sollecitando.
Una volta inviato il tuo materiale, ecco cosa devi aspettarti: niente. Ovvero, è abbastanza difficile che tu riceva una risposta immediatamente dopo l’invio. Dovresti mettere in calendario di (ri)chiedere notizie del materiale inviato alla label, dopo due o tre settimane. Fai in modo che questo follow-up sia ancora più breve del primo contatto, la posta elettronica è probabilmente il mezzo migliore per questo.

Persevera

Lo ammetto, capita a me per primo (nel mio piccolo) di lasciar passare giorni prima di rispondere ad un invio di materiale. Se invece mi si chiede un parere da pubblicare sul blog, possono passare anche mesi (shame!). Questi ritardi possono avere 2 motivazioni. Nel mio caso, è ovviamente mancanza di tempo. Il lavoro, la famiglia e la volontà di ascoltare/scrivere, non mi lasciano altro tempo. Nel caso delle grandi realtà, potrebbe essere effettivamente l’alto numero di spedizioni che ricevono. Perseverare con educazione è una buona strategia per far colpo: sii il primo a credere in te stesso!

Ho dimenticato qualcosa? Sono pronto ad integrare questa piccola to-do-list con le tue idee/esperienze!