Steal this label
Pubblicato da: Fran il 19 ottobre 2010 | Categoria: Music Business | 3 Commenti »
JUST SAY NO TO PIRACY (A special message from Gilbert Gottfried) from Indie Riviera on Vimeo.
La Victory Records è la label di Chicago fondata da Tony Brummel, sì proprio lui, il feroce nemico di iTunes di giorno, che poi caricava i pezzi della Victory sull’Apple Store, durante la notte.
La Victory Records nasce come etichetta per lo più hardcore punk, per poi lasciarsi andare a qualche uscita indie rock, ska e pop. Attualmente è di proprietà della Sony BMG (voglio dire…).
Alla Victory Records hanno le idee chiare sul Peer-To-Peer e sulla pirateria musicale, ma siccome la verità si dice scherzando hanno assunto il comico Gilbert Gottfried per delucidare al meglio qualche passaggio chiave: chi pirata la musica deve andare a farsi fottere.
Ora, la Victory, oltre a lapidare iTunes con una mano e caricare i propri mp3 con l’altra, ha pure una lunga storia di insoluti con gli artisti in scuderia. Non proprio un modello di rettitudine.
E’ la classica mossa dettata dalla frustrazione o l’intelligente strategia di cerca pubblicità?
-nel dubbio dimenticate il post subito dopo averlo letto-
Evidentemente nessuno di questi signori si è mai chiesto, chi scarica la musica illegalmente? Cosa c’è dietro? Quali sono le motivazioni?
Nessuno alla Victory ha mai pensato che chi scarica probabilmente non avrebbe comprato musica a prescindere dalla possibilità di averla gratis?
Facciamo il gioco delle parti.
Se voglio possedere fisicamente il supporto su cui la musica viene (veniva?) distribuita, continuerò a comprare musica a (quasi) qualsiasi prezzo.
Se invece non ho questo impulso, difficilmente avrei mai speso 22 € per un disco anche se internet non fosse mai esistito. Lasciatemi perdere, non sono io il vostro target, ok, scarico illegalmente, ma non avrei comprato comunque!!!
Se volevo ascoltare musica gratis lo potevo fare negli anni ’80 e nei ’90 come oggi. Pensate che più difficile è meno persone lo faranno? Avete così poca considerazione dell’intelligenza di chi ascolta/ama/scarica/compra musica?
Quello che penso è che i pirati non sono i potenziali clienti di questi signori.
Chi scarica non rappresenta un mancato guadagno, ma rappresenta la fine del sistema basato sulla copia fisica e forse la nascita di qualcosa di nuovo (ma qui comincerebbe un’altro post).


Ash Gray Sunday 

ha commentato alle 12:57 del 19 ottobre 2010:
Perfetto indieriviera.
Io sono proprio la tua descrizione.
E come me tanti amici altri.
ha commentato alle 13:51 del 19 ottobre 2010:
Ciao Ribio, io appartengo a quello che Lawrence Lessig definisce il “Tipo 2″: utilizza il p2p per farsi un’idea del disco, una sorta di valutazione prima dell’acquisto.
Mi piace comprare poca selezionatissima musica su supporto fisico, tipo un vinile al mese.
Acquisto mp3 su eMusic e sono abbonato a Last.fm.
Non ho mai scaricato illegalmente un solo mp3 italiano, per una sorta di rispetto verso i tanti bravi e volenterosi nostri operatori.
Al limite ricevo promo da redazioni-distributori-label varie.
Diciamo che sono un’ibrido con una policy tutta mia :D
ha commentato alle 18:54 del 19 ottobre 2010:
sante parole, ciascuno ha poi la sua etica.
se dovessi comprare tutta la musica che ascolto dovrei lavorare 300 ore la settimana (e poi non avrei cmq il tempo di ascoltarla). invece ascolto, valuto, vado al concerto, mi esalto, compro la maglietta, compro il cd, regalo un vinile, promuovo (nel mio piccolo) …ma agli occhi di alcuni sarò sempre un ladro.