RIAA: le spese del processo sono di 40 volte superiori ai rimborsi ottenuti
Pubblicato da: Fran il 28 luglio 2010 | Categoria: Music Business | 0 Commenti »
Singolare l’esito delle azioni legali intraprese dalla RIAA (Recording Industry Association of America) nel corso del 2008. Secondo l’opinione di Ray Beckerman (tanto autorevole quanto di parte), le spese legali supererebbero di gran lunga i risarcimenti ottenuti a danno dei pirati, per cui tali cifre sono state sborsate.
Nello specifico la RIAA dovrebbe 9.364.901 dollari allo studio Holmes Roberts & Owen, più di 7.000.000 a Jenner & Block e 1.250.000 di dollari a Cravath Swain & Moore.
Tutto questo per recuperare dai downloaders 391.000 dollari di risarcimenti, per violazione del copyright e download illegale tramite peer-to-peer.
Beckerman giudica la cosa “imbarazzante” e c’ha pure ragione, il problema è che il 2008 è andato meglio degli anni passati. Sempre alla voce “spese legali” la contabilità della RIAA annovera spese pari a 21 millioni di dollari per il 2007 (più ovviamente i 3,5 milioni per “investigative operations”) e 19 milioni nel 2006 (più i soliti 3 milioni e mezzo per le immancabili “investigative operations”).
Il bello è che nei due anni il “recupero crediti” per duplicazione illegale di bit (non so se vi rendete conto di che stiamo parlando di riprodurre una serie di 0 e 1 !!!) non è arrivato al milione di dollari. Come dire, in casa RIAA l’importante è partecipare.
La cosa davvero importante è che, di fronte a tali cifre, anche il Telegraph è arrivato (pochi giorni fa) a suggerire per la musica un modello di business differente.
Cito testualmente il quotidiano inglese: “tattiche legali aggressive, contro i pirati, semplicemente non funzionano. Stanno gestendo in modo disastroso le pubbliche relazioni dell’industria musicale.”
Sempre secondo il Telegraph, che ancora non pare del tutto convinto, il downloading illegale costituisce una perdita economica innegabile, prima per le label e infine anche per gli artisti, ma dare la caccia ai singoli pirati non è la risposta giusta. Alleluja!
Del resto sconfiggere i pirati comporterebbe solo il passaggio ad una nuova tecnologia per lo sharing, ad esempio siti come FilesTube che indicizzano i contenuti di RapidShare et simila.
La soluzione sta altrove evidentemente, come dico spesso, qundo il vento aumenta c’è chi costruisce ripari e chi invece mulini a vento.


Ash Gray Sunday 

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