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Musica e Motori di Ricerca, cosa ci attende

Pubblicato da: Fran il 2 luglio 2010 | Categoria: Music Business | 4 Commenti »

Cloud-Based Music targato Google

La notiza è di quelle sconcertanti, secondo il Wall Street Journal Google lancerà entro il 2010 un servizio per il pay-per-download di mp3 collegato al proprio motore di ricerca. Non è tutto, l’anno successivo offrirà un servizio di streaming ad abbonamento. Sempre secondo l’autorevole quotidiano online le trattative fra Google e le case discografiche sarebbero già ben avviate, anche se da Mountain View non lasciano trapelare nulla.
Il progetto è quindi un po’ più ambizioso della vendita di singoli mp3 e riguarderà un servizio di cloud-based music. Se sarà davvero così c’è da scommettere che tutto andrà a confluire in un’offerta musicale che integra streaming sul “Web tradizionale” e sui cellulari con sistema operativo Android.

Quello che molti si aspettano è che inizialmente il servizio funzionerà semplicemente come motore di ricerca che fornisce link ai download già esistenti, con un’interfaccia ad-hoc, magari un box sopra i risultati organici come è successo per i mondiali. La sottoscrizione al servizio di streaming cloud-based e la possibilità di averlo anche sul cellulare, potrebbe essere il passo successivo.

Google Vs. Apple

Si tratta dell’ennesimo guanto di sfida lanciato al colosso della musica digitale online, leggasi Apple, dal pretendente al titolo, ovvero Google. Dopo gli accordi che Google ha stipulato iLike e Pandora e l’acquisto di Lala da parte di Apple, la mia idea è che quando smetteranno di guardarsi storto e arriveranno alle mani, ne vedremo delle belle.

In casa Bing che succede?

Microsoft ha implementato pochi giorni fa un servizio musicale per Bing, cercando dagli Stati Uniti (non l’ho mai visto attivo sull’Italia) i nomi di alcuni artisti, ci si imbatte in alcuni casi sul player di Zune.net, ma proprio quando si avvia l’ascolto in streaming appare l’avviso “coming soon”. Ecco il messaggio ufficiale di Zune.net

Il servizio musicale che hanno in mente in casa Bing prevede che per ricerche collegate a band o artisti, il motore restituirà testi, foto, video, date dei concerti e lo streaming naturalmente. Tutto questo non sarà ad abbonamento, ma fornirà un ascolto di una traccia per intero dopo uno spot video di 30 secondi. Lo stesso motore di casa Microsoft fornirà i link per l’acquisto della traccia ascoltate, su Zune, ma anche su iTunes e Amazon MP3.

Parentesi Facebook

Ovviamente a Fecebook non stanno certo a guardare con le mani in mano, ma il capitolo su Facebook e la musica merita una trattazione a parte, quindi pazienta!

La Musica Online è davvero un buon business?

Che io sappia la muscia è uno dei settori trainanti del web, anche se a basso margine di guadagno, nonostante questo c’è chi sconsiglia a Google l’entrata dentro questo mercato.
Tu che ne pensi?


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4 Commenti a “Musica e Motori di Ricerca, cosa ci attende”

  1. 1 Fraintesa
    ha commentato alle 11:59 del 2 luglio 2010:

    io sono d’accordo con P.Kafka: credo che Google non possa ignorare la situazione e che gli convenga entrare in gioco. e davvero la soluzione più “indolore” sarà la strada sicura di copiare iTunes..
    e so che la cloud music sarà qualcosa di cui non potrò fare a meno. ma temo che così si diffonderà ancora di più una conoscenza musicale superficiale. complici anche gli “artisti suggeriti in base alle tue ultime preferenze”, tutti conosceranno almeno una canzone di moltissimi artisti…senza approfondire veramente la conoscenza di nessuno :S

  2. 2 Fran
    ha commentato alle 13:58 del 2 luglio 2010:

    Ciao Fra, grazie per il tuo parere. Accodo un paio di riflessioni mie.

    La prima è che forse a Google conviene entrare in questo business perchè è un forte traino per arrivare a nuovi e giovani consumatori. Infondo, fra i tanti plus che hanno portato nuovi consumer alla Apple negli ultimi anni c’è proprio la musica, non solo iPod e iTunes, ma anche l’attenzione di tutto l’os verso al software musicale. E Google sta lanciando proprio un Operative System sulla nuvola, ignorare questo business collaterale potrebbe essere troppo caro.
    Del resto con la musica in se per se non ci si guadagna tanto, iTunes qualcuno l’ha definito un “epic fail”, economicamente parlando.

    Per la “conoscenza superficiale”, sfondi un portone aperto, ma è una strada che abbiamo intrapreso tanto tempo fa. Quindi non mi preoccuperei ancora di questo, dobbiamo fare con quello che abbiamo.
    Purtroppo iTunes e iPod per primi spronano le band ad uscire con un disco fatto di 2/3 singoli e tanta fuffa, tanto poi si comprano solo i singoli!
    Per assurdo il file sharing, con il download gratuito di interi dischi fa meglio alla musica! Che paradosso!

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    ha commentato alle 09:30 del 8 settembre 2010:

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