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Long Tail: di marketing, di musica e di altre sciocchezze

Pubblicato da: Fran il 24 settembre 2007 | Categoria: Music Business | 4 Commenti »

Qualche settimana fa mi è capitato di leggere su Blow Up (celebre rivista musicale) un articolo di Valerio Mattioli sulla Long Tail. Lì per lì sono rimasto un po’ stupito, perché davo per scontato che “la lunga coda” fosse una tematica prettamente legata al marketing o al web marketing (cioè il mio lavoro).

In realtà quello della Long Tail è un concetto facilmente associabile a diversi settori, non da ultimo a quello musicale, poiché riguarda un’evoluzione sociale di ampiezza globale. Il termine “lunga coda” è stato coniato a metà anni ’90 da Chris Anderson e sta a rappresentare un nascente modello socio-politico-economico. Dove prima c’era la globalizzazione (in realtà c’è ancora), che portava a un consumo massificato di (relativamente) pochi prodotti, oggi i prodotti in commercio sono infiniti (LUNGA), ma via via che si arriva ai prodotti più nicchiati, il grafico del numero di vendite per prodotto si assottiglia (come una CODA).

In soldoni, un magazziniere spiegherebbe così la lunga coda al proprio direttore: tantissima scelta ma pochi colli venduti per ogni referenza. Ma i ricavi rimangono identici a quando si vendevano migliaia di colli per meno referenze. Come si è passati dalla globalizzazione alla “coda lunga”? E’ evidente che internet ha fatto la parte del leone.

Internet amplia all’infinito le mie potenzialità d’acquisto, ad esempio, su Amazon potrei comprare una maglia della Neutronic, una marca alternativa (inventata), ed essere l’unico possessore di quel modello in tutta la città. Arriviamo alle cosiddette nicchie, ognuno si personalizza il proprio carrello della spesa. Ma come può la Neutronic competere con la Converse? Semplice: Amazon e internet abbassano i ricarichi della distribuzione e del punto vendita, che prima gravavano sulla prezzatura finale, e inoltre la Neutronic non fa pubblicità.

In questi modi il prezzo diventa molto molto attraente. Questo fenomeno riguarda anche i motori di ricerca e la musica. Ma in che modo? E’ provato che un gran numero delle query (ricerche) effettuate su un motore di ricerca non riguardano più coppie di key, come avveniva qualche anno fa. Oggi gli utenti digitano intere frasi, i motivi potrebbero essere legati a una maggior abilità degli utenti nell’usare i motori o a una scarsa precisione del motore.

Le frasi ricercate dagli utenti tramite il motore sono una ricerca spesso unica non ripetibile, a causa dell’alto numero di key da cui sono composte. Eppure a un sito attrezzato le “key phrase” potrebbero portare moltissime visite. Solo teoria? No, ad esempio Wikipedia conta un grande numero di voci di bassa popolarità, che collettivamente generano piú traffico rispetto al numero limitato di voci molto popolari presenti in una enciclopedia convenzionale. Senza contare che internet è soggetto attivo per quanto riguarda il formarsi di nicchie.

Un esempio su tutti: con un semplice lettore di feed, posso crearmi i miei contenuti personalizzati, filtrando solo alcune fonti. E’ evidente che posso fare lo stesso con tutte le categorie di mio interesse. E qui arriviamo alla musica: se negli anni ’60 si poteva scegliere fra Beatles e Rolling Stones, oggi anche i miei vicini di casa, grazie a MySpace, possono avere il loro Warholiano “quarto d’ora di celebrità” e pubblicare un disco. Probabilmente confrontando le iPod playlist di tutta Italia, non ce ne sarebbero 2 uguali fra loro.

Le case discografiche per la Siae e le royalties fanno orecchie da mercante, ma una cosa l’hanno capita: produrre 3.000 dischi all’anno è più conveniente che puntare su “soli” 100 dischi. Ecco cosa potrebbe pensare un amministratore delegato della Universal: “finanzio tutti i demo che mi entrano in casa, sicuramente 4/5 buoni li becco e vendendo questi rientro nei costi. Se do retta al mio talent scout, come l’anno scorso, e spingo forte solo quei 5 gruppi che piacciono a lui, finisce che vado in rosso solo perché un blogger si è svegliato male e m’ha sputtanato il disco”.

Chi di voi non si è mai chiesto: “ma quanti cavolo di dischi escono ogni settimana”? Bè, ora sapete perché. L’argomento è davvero vasto, ho buttato lì qualche imput, spero siano il pretesto per qualche utile confronto. P/s Mi sono sempre definito un anticonformista, ma la long tail è il paradiso degli originali, e se tutti lo sono, non ci vedo nulla di originale nell’essere originale. Ho deciso, io mi metto ad ascoltare Britney Spears, questa è la nuda verità. Mercato: sono sempre più avanti di te di una mossa!!!


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4 Commenti a “Long Tail: di marketing, di musica e di altre sciocchezze”

  1. 1 camillo miller
    ha commentato alle 00:19 del 30 settembre 2007:

    C’è da dire che effettivamente su myspace l’ originalità è rara . Diciamo che è un ottimo metodo per dare un boost a questa tendenza. Da utilizzatore di Myspace mi rendo conto che comunque nel mare magnun di simpatici sconosciuti coloro che emergono sono spinti comunque dalle major e dai talent scout seppur in maniera diversa da come avveniva fino a pochi anni fa .Mi permetterei di aggiungere alcune righe di inutile vaniloquia per approfittare del fatto che quando stamperai questo commento per l’ estrazione , domani o giu’ di li , il mio sara il fogliettò piu’ grosso di tutti e inevitabilmente ti capiterà in mano per primo ….Amazon sto arrivando !!! :)

  2. 2 Fran
    ha commentato alle 07:58 del 30 settembre 2007:

    Eheheheh, bella la tecnica di scrivere un commento lungo per far massa nell’urna, si vede che sei uno smaliziato fruitore di MySpace.Per quanto riguarda le considerazioni tecniche, sì, sicuramente per myspace si aggirano orde di talent scout. Questo autorizza migliaia di ragazzini a presenziare massicciamente su quel circuito anche con centinaia di commenti auto promozionali leggasi spammosi? No, ma lo fanno lo stesso.Ciao ciao

  3. 3 CamilloMiller
    ha commentato alle 11:43 del 2 ottobre 2007:

    pero’ ora un bel contest sarebbe rergalare il disco dei radiohead . La trovata dell’ offerta libera decisa dall’ utente è una grande cosa secondo me . Il promo vero calcio nel sedere alle major da parte di una band internazionale. Comunque nulla di personale nel suggerire il contest, io il disco l’ ho già ordinato !

  4. 4 Fran
    ha commentato alle 12:48 del 2 ottobre 2007:

    Già già, brutto colpo per le major.Anche un famoso (il più famoso?!?!?) gruppo indie americano ne ha studiata una bella. Ne parlerò in un post presto…Ciao ciao


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