Il 70% delle persone ritiene la pirateria socialmente accettabile
Pubblicato da: Fran il 3 marzo 2011 | Categoria: Music Business | 0 Commenti »
La Rockwool Foundation Research Unit ha pubblicato uno studio su alcune leggi ed usanze della Danimarca, in particolare su quali di queste sia socialmente accettabile una eventuale trasgressione.
La fondazione danese ha preso in considerazione questioni come l’evasione fiscale, la frode assicurativa, la discriminazione fra uomini e donne e, qui viene la parte che c’interessa, la pirateria digitale.
Per la maggior parte dei temi trattati la soglia di accettabilità non pare essere scesa o salita rispetto a 10 anni fa, lo stesso dicasi per il file-sharing. Il 70% degli intervistati ha dichiarato, infatti, che il download di materiale “piratato” da internet è moralmente accettabile, a patto che musica, film, libri e quant’altro non siano poi rivenduti. Tre persone su quattro ritengono del tutto inaccettabile il download a scopo di lucro.
A proposito del peer to peer è stato chiesto agli intervistati, su una scala da 1 a 10, quanto sia un atto socialmente accettabile il download non autorizzato per uso personale. I ricercatori hanno scoperto che il 70% degli intervistati crede che il file sharing sia socialmente accettabile. Addirittura il 15/20% di tutto il campione ritiene che la pirateria sia del tutto accettabile.
Per poco più del 30% degli intervistati la pirateria è assolutamente inaccettabile.
Tutto ciò stride con il rimedio adottato dalle industrie dell’intrattenimento negli ultimi anni: citare in giudizio alcuni file-sharers creando così un clima di paura al fine di scoraggiare gli altri, per la serie “punirne uno per educarne cento”. Inutile sottolineare, ancora una volta, che non ha funzionato particolarmente bene; lo stesso si può dire del tiro al bersaglio intrapreso al fine di tirar giù siti torrent, hanno solo resto la rete un posto peggiore.
È interessante notare che, nonostante le campagne intimidatorie senza fine contro la pirateria, l’atteggiamento degli utenti non sembra essere cambiato molto. Un studio del 1997 aveva già segnalato come 7 utenti su 10 ritenessero accettabile l’utilizzo di software craccato.
I risultati dello studio (potete scaricarlo qui, ma è in lingua danese) dimostrano, ancora una volta, che la possibilità di fare past & copy sui contenuti digitali è un comportamento ormai assimilato dall’uomo e difficilmente sradicabile dalle sue abitudini, di conseguenza anche la vendita al dettaglio di file digitali non è più un modello perseguibile, semplicemente perché non è percepito come bene materiale e quindi perché pagarlo?


Ash Gray Sunday 

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