Sound Unbound, Musica digitale e cultura del sampling
Pubblicato da: Fran il 30 aprile 2011 | Categoria: Libri | 2 Commenti »
Avete presente il vangelo secondo Gesù?
No, infatti, perché non esiste, altrimenti si chiamerebbe autobiografia e Giovanni, Matteo, Luca e Marco, sarebbero solo dei ghost writer.
Un libro sulla “Musica digitale e cultura del sampling” curato da Miller Paul D. (tutti lo conosciamo come DJ Spooky) ha un po’ lo stesso significato di un vangelo scritto da Gesù.
Quale buon cristiano si perderebbe un vangelo scritto da Gesù? Ecco perché ogni amante della musica digitale dovrebbe avere una copia di Sound Unbound. Musica digitale e cultura del Sampling (di Paul D. Miller aka DJ Spooky, Arcana Edizioni).
DJ Spooky that Subliminal Kid vive e lavora a New York, dove si occupa di musica sperimentale e contemporanea, ma più in generale di arte e cultura. Personaggio affascinante e complesso, DJ Spooky ha studiato Letteratura Francese e Filosofia, maturando un’elasticità mentale che gli ha permesso di pensare la musica in modo trasversale, fondendo la cosiddetta dj culture, hip-hop, jazz, Jamaican roots, cinematic e molti altri generi e sotto generi.
Sound Unbound, Musica digitale e cultura del sampling, che ho appena cominciato, è lo specchio del suo curatore, un punto di vista completo di chi è in grado di ruotare a 360° attorno all’argomento, senza necessariamente fermarsi agli aspetti musicali. I capitoli sono accompagnati da tracce downloadabili attraverso l’apposito QR Code (fantastico!) e portano la firma di gente del calibro di Brian Eno, Steve Reich, Moby, Chuck D, Jonathan Lethem e tanti, tanti altri.
Non servono molte altre parole se non il fantastico incipit del secondo capitolo del libro “Entrare dalla porta d’uscita: campionamento e atto creativo” firmato dallo stesso DJ Spooky:
Il silenzio è una delle più rare comodità dell’attuale cultura d’informazione. In un mondo in cui esistono diverse migliaia di satelliti nel cielo che costantemente ci irradiano di informazioni, ripetitori di cellulari, segnali GPS, modelli climatici, persino l’idea di inquinamento luminoso assume un valore più che metaforico. Vediamo le luci nel cielo, ma non udiamo le frequenze che si trasmettono da ogni angolo e fessura d’un mondo messo tra parentesi da oggetti di umana creazione nel cielo. È un discorso differente, per non dire altro, quando la natura e l’educazione si confondono come è avvenuto durante il secolo scorso quando abbiamo creato una nuova sintassi della cultura umana, come dimostra la nostra incapacità di trovare altre “specie intelligenti” nell’universo; fino a ora abbiamo parlato soltanto con noi stessi, ciò dimostra che siamo soli nell’universo. Ecco lo scenario della corrente info-cultura. Parliamo a noi stessi perché è ciò che fanno a volte le persone sole. Se la metafora di “architettura e musica congelata” evoca il concetto di struttura, allora c’è bisogno di aggiornare la frase, rigirarla e vedere che cosa esce fuori; dopo tutto, se c’è una cosa che riguarda Sound Unbound è il remix: è un campionatore in cui ciascun suono puoi essere tu, e tutto il testo è solo una tenue rivendicazione dell’idea di creatività individuale. È un club di falsari per le anime affamate di una geografia del qui e ora.
Mi seguite?
Lo seguite? Vi consiglio di sì.


Ash Gray Sunday 

ha commentato alle 10:36 del 1 maggio 2011:
Questo tizio è un figo
ha commentato alle 09:11 del 4 maggio 2011:
Eh sì, assurdo!