Mishna Wolff, Credetemi, c’ho provato
Pubblicato da: Noemi il 21 luglio 2010 | Categoria: Libri | 5 Commenti »
Credetemi, c’ho provato è molto più di un romanzo autobiografico. È un libro. Con tutte le straordinarie implicazioni che questa parola comporta. È un libro che si stringe tra le mani e che a ogni singola pagina si fa stringere ancora di più. E a ogni episodio dell’infanzia e dell’adolescenza della sua bravissima e bellissima autrice, Mishna Wolff, è spontaneo esclamare: “Oddio, no!” E subito dopo, con un sospiro di sollievo: “Ah già, ma poi scrive il libro!”
(E lo pubblica, e avrà successo, e girerà il mondo per presentarlo, e, e, e in una parola: la riscatterà).
Perché quello che lei racconta in questo strepitoso memoir – 342 pagine che scivolano via come l’acqua, ma dense come il sangue, per l’editore Fandango – è davvero un pezzo di vita che non lascia fiato.
Nata da una famiglia che definire “sgangherata” è farle un complimento, Mishna cresce insieme alla sorella Anora, alla madre debole e assente, al padre e alle sue svariate fidanzate nel quartiere povero e afroamericano di Rainier Valley. Sballottata dal ghetto, dove il padre fa il bello e il cattivo tempo e soffre per le sue difficoltà a integrarsi, alle migliori scuole per bianchi, che frequenta grazie alle sue qualità superiori ma dove fatica a trovare un equilibrio in mezzo a compagni di scuola ricchissimi (tutti con il Nintendo e le vacanze sugli sci), a proprio agio ovunque ma da nessuna parte, si trova di fronte alle accese sfaccettature e lotte del mondo black e le insospettabili asprezze di quello white, nella costante paura del domani.
Una bambina meravigliosa (guardate le divertenti polaroid inserite qua e là), sportiva, tenace, ambiziosa, ironica, molto ironica e piena di progetti che però è costretta a non mollare mai la presa neanche per una crisi depressiva e a costruirsi con violenza il proprio destino, perdendoci anche il sonno, la spensieratezza e la tranquillità che nelle case povere, si sa, è una prospettiva davvero sconosciuta.
Ma il luminoso risvolto della faccenda è che il futuro di Mishna è proprio quello che noi lettori stringiamo con curiosità e affetto tra le mani. Il suo libro, la sua storia, la sua sincerità nell’averla raccontata così bene.


Ash Gray Sunday 

ha commentato alle 16:06 del 21 luglio 2010:
Oddio, ma sai che mesi fa ho preso in mano questo libro e l’ho scartato in favore di Mercoledì delle Ceneri di Ethan Hawke? Che buffo rivederlo qui!
ha commentato alle 16:13 del 21 luglio 2010:
:) Magari questa può essere una buona occasione per riacciuffarlo! Com’è invece quello di Hawke?
ha commentato alle 02:02 del 29 luglio 2010:
Quello di Hawke bellissimo, effettivamente però ora potrei proprio riprendere il qui presente volume :-)
ha commentato alle 08:53 del 29 luglio 2010:
Lo leggerò allora… poi mi dici se questo ti è piaciuto?? :D
ha commentato alle 14:53 del 7 agosto 2010:
Volentieri. Scusa se rispondo con così tanto ritardo rispetto alla media :D