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Mark Oliver Everett, Rock, Amore, Morte, Follia

Pubblicato da: Noemi il 4 maggio 2011 | Categoria: Libri | 3 Commenti »

“Un giorno mi telefona Tom Waits per dirmi che l’album gli ricorda un gelato caldo. Ci penso e concludo che, se Tom Waits paragona il mio disco a un gelato caldo, allora è un grandissimo complimento da parte sua”.

Il disco in questione è Blinking Lights and other revelations e a parlare è Mark Oliver Everett, autore dell’autobiografia intitolata Rock, Amore, Morte, Follia e un paio d’altre sciocchezze che i nipotini dovrebbero sapere (Editore Elliot) nonché, l’avrete capito, il famoso incredibile cantante degli Eels.

Il cantante, mi permetto di aggiungere, con la faccia più strana del mondo. E se volete sapere come si è arrivati a quella faccia – oltre che ovviamente a quell’album e in generale, dall’inizio a oggi, alla sua leggendaria (ma attenzione che, come scrive lui a pagina 199 del libro: una vera leggenda non ha bisogno di chiamarsi “Leggenda”, e scoprirete perché, appunto, leggendo…) e complessa e a tratti devastante e delicata musica, dovete proprio entrare in questo libro.

Dico entrare perché qui Everett ci regala, con atroce e faticosa riluttanza, ma anche con una generosità mai vista, la chiave esatta per aprire le porte della sua vita, della sua famiglia piena di fantasmi, della sua mente, della sua forza e della sua arte. Credo che al mondo esistano pochi esseri umani cui siano capitate tutte le cose assurde successe a lui. Cose tragiche, quasi intollerabili (occhio a non leggere certe pagine prima di addormentarvi), e cose strabilianti, felici da sentirsi sopra una nuvola, cose che lasciano impresse sulla nostra retina di lettori niente meno che scintille, o punti interrogativi dorati e una speranza e una fiducia nella vita – in mezzo a tantissima morte – che fa l’effetto più rigenerante che possiate immaginare.

Leggere questo libro è stato come fare un’overdose di vitamine, in mezzo a tanta droga, e un vaccino contro la depressione, che miete le proprie vittime ovunque in questa storia. Un libro sull’umiltà “anche se ho scritto un libro sulla mia strampalata vita, non credo proprio di essere un mito” e al tempo stesso proprio esattamente su come nasce un mito: “Se soltanto mi avessero detto che un giorno sarei salito sul palco della Royal Albert Hall a cantare le mie canzoni davanti a un pubblico estasiato!”

Un invito a tutti, qualsiasi cosa facciamo, a non arrenderci mai, veramente mai e sapeste quante volte ritroviamo il nostro eroe in condizioni pietose: “Dopo tutto quello che ho passato, ho sviluppato un atteggiamento del tipo, ‘continua pure per la tua strada’, e così proseguii il tour”, e una scoperta e sincera ammissione di fragilità, di umanità, e di autenticità dell’arte, sì, niente meno di questo. Perché Everett qui proprio rivela se stesso e il significato, assolutamente vitale, che per lui ha la musica. In un’equivalenza totale precisamente tra musica e vita. Prima ancora che rock, amore, morte o follia.

Per chi ama o ha amato o amerà gli Eels, ma anche per gli scettici o per chi li ignorava. Qui si aprono le tende, e comincia lo spettacolo.


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3 Commenti a “Mark Oliver Everett, Rock, Amore, Morte, Follia”

  1. 1 Martina
    ha commentato alle 22:48 del 11 maggio 2011:

    Lo devo assolutamente leggere. Stasera ascoltavo Moby Dick su Radio 2, e hanno dedicato un’intera puntata ai musicisti con la barba. Mr. E. in primis. tocca leggerlo per forza :D

  2. 2 Noemi
    ha commentato alle 08:02 del 12 maggio 2011:

    Hehe, a questo punto sì e secondo me ne vale la pena… :)

  3. 3 EMI
    ha commentato alle 15:30 del 16 ottobre 2011:

    STUPENDO…letto un paio di settimane fa…..


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