L’importanza di essere Morrissey
Pubblicato da: Fran il 31 dicembre 2010 | Categoria: Libri | 3 Commenti »
Morrissey c’ha il suo epiteto fisso, è come un eroe dell’Iliade:
Achille piede veloce,
Odisseo l’ingenioso,
Atena dagli occhi azzurri,
e Morrissey osiamaosiodia
Già perchè Morrissey osiamaosiodia ha diviso gli anni 80, li ha infiammati e chissà cosa sarebbe stato il brit pop dei 90 senza quei quattro dischi bada bene di un colore solo (il blu).
Morrissey osiamaosiodia s’è costruito un personaggio quasi a tavolino, mixando l’impensabile, Oscar Wilde da una parte e James Dean dall’altra. Un’operazione ridicola per chiunque altro miracolosa per lui che ha tirato fuori dal cilindro un personaggio d’altri tempi, con uno charme da diva e una penna da poeta. A lui serviva solo una band alle spalle e ha trovato Johnny Marr, mica pizza e fichi, io lo chiamo destino.
Morrissey osiamaosiodia, qualcuno l’ha messo assieme ad altre 99 persone folli e li ha chiamati i 100 geni viventi e io sottoscrivo. Delle 28 conversazioni, dal 1983 ai giorni nostri, raccolte in L’importanza di essere Morrissey non c’è una risposta che non sia coerente con il suo stile di vita. Un pensiero complesso, mai banale, mai scontato, mai tradito. Da quella sessualità non rivelata, all’astinenza, dal non volere riformare la band, al vegetarismo estremo e ostinato, fino a qualche chicca voyerista per feticisti di Morrissey osiamaosiodia, tipo che tifa per lo United o che si guarda pure qualche partita, birrozza alla mano.
Coerenza, ironia, carisma, riservatezza e divismo convivono miracolosamente in lui e nei suoi dialoghi con la stampa, ma del resto Morrissey o si ama o si odia.
P/s
Libro di cui non se ne capisce l’utilità, per quei polli che, come me, non mancheranno di acquistarlo -io poi, l’ho pure già letto-


Ash Gray Sunday 

ha commentato alle 15:54 del 31 dicembre 2010:
Ohhh, bello bello, lo leggerò!
ha commentato alle 15:58 del 31 dicembre 2010:
Sì, devi, comunque nel post non ho specificato il prezzo, le pagine, la casa editrice e non ho messo link.
Si vede proprio che questo post, anche se di un libro trattasi, non l’hai scritto tu! :D
Vabbè gente googlate!
ha commentato alle 21:32 del 19 marzo 2011:
Una delle cose più importanti che ho letto nel libro è stata la descrizione da parte di Moz di come ha vissuto all’epoca la fine degli Smiths. La cosa piacevolmente strana è che coincideva molto con quello che sentivo anche io allora da ventiduenne rispetto alla questione. Avrei descritto la cosa più o meno con parole analoghe. Per me che in fondo non ho mai accettato l’evento è stato tutto sommato liberatorio ! Oltre a questo naturalmente c’è tanto altro ed in maniera assolutamente non equivoca in quanto direttamente di bocca dall’interessato. Un occasione interessante per conoscere meglio un artista unico !