Jonathan Lethem, Chronic City
Pubblicato da: Noemi il 6 luglio 2010 | Categoria: Libri | 1 Commento »
Confuso – è la prima cosa che sappiamo di lui già dall’incipit. Però bello, giovane, sensibile, affamato d’amore. Sprovveduto, ingenuo, fragile, intelligente, troppo gentile con tutti, curioso e annoiato allo stesso tempo, schivo ma perennemente sotto i riflettori. È Chase Insteadman, ex bambino prodigio, ex super star della popolare fiction Martyr & Pesty, nei panni del piccolo Warren Zoom, ex attore che ormai non ha quasi più bisogno di ingaggi, che non li cerca, che vive di rendita.
Chase è il protagonista di questo strabiliante e denso romanzo di Jonathan Lethem, Chronic City (Il Saggiatore, 457 p., 17 euro, traduzione di Gianni Pannofino). O, per meglio dire, il co-protagonista, insieme a un’inedita Manhattan futuribile, invernale, gelida, cupa, infestata da una feroce e fantomatica tigre che nessuno riesce mai a catturare. Una Manhattan viva, verticale, la cui aria di colpo si profuma di cioccolato, le cui strade numerate mantengono i segreti.
Chase Insteadman avrebbe tutto nella vita, compresa una sua consolidata e luccicante vita mondana immersa negli ambienti più esclusivi della città. Quello che gli manca però è la sua adorata, storica fidanzata-astronauta Janice Trumbull, imprigionata nel cosmo nella Stazione Spaziale Internazionale a causa di pericolosissime mine cinesi che ne impediscono il ritorno sulla terra.
Ma non basta: questa tragedia annunciata prende vita sotto gli occhi di tutti, pubblicamente monitorata dai bollettini giornalistici del Times (versione “senza guerra”!) e testimoniata anche dalle strazianti lettere che l’astronauta invia con frequenza al suo fantasmatico fidanzato terrestre.
Chase tuttavia affronta il dolore di questa vicenda del tutto oppresso da una violenta contraddizione tra il sentimento ufficiale e ineccepibile per la sua eroica Janice e il fatto di perderne progressivamente la memoria: “(…) mi ricordo di essermi innamorato di lei ma da un certo punto in poi non ricordo più nulla”, realizza, inquieto. Fatale allora gli sarà l’incontro con Perkus Tooth, anche lui ex gloria del jet set, ma in quanto critico musicale molto pop e definitivamente nerd. Perkus sta andando alla deriva, drogato di caffè più che di erba che tuttavia conserva in confezioni dai nomi suggestivi, come Ice o significativamente Chronic, compulsatore di riviste, sognatore di “frasi”, molto incline allo sgomento per l’ignoranza altrui, conoscitore di tutti i film e di tutta la musica del mondo. Lui davvero presta il fianco a Lethem alle trovate più strepitose del romanzo: le ellissi, i calderoni, Ava il cane flâneur, il singhiozzo letale e molte altre ancora: leggere per credere.
Sarà proprio Perkus poi a distrarre Chase dalla sua inesorabile vicenda umana e a presentargli la misteriosa Oona Laszlo, perfetto esemplare-donna di fauna newyorkese, fascinosa e cinica ghost writer che coinvolgerà Chase in una strana e torbida amicizia. Ma a ben pensarci: chi è veramente Oona? E Chase stesso? Perché in questo ennesimo capolavoro di Lethem, è proprio il caso di dirlo, niente è mai come sembra. Leggerlo, gustarlo come un ricco banchetto, è proprio come entrare in una, due, forse tre altre dimensioni. Si apre un mondo (due, tre…) fatto di sue regole, sue convenzioni, suoi rituali sempre al confine tra reale e irreale, tra astratto e concreto, tra luoghi e non-luoghi, tra amore e messinscena. E in questo mondo multiplo però è bello stare, è bello prendere la cittadinanza (serviranno forse una, due o tre carte di identità?) e crogiolarsi nella sua costante, amichevole ironia. Ironia pungente che il geniale Lethem sparge qua e là in parallelo a veri attimi di opalescenti piccole illuminazioni: “Il mondo era fasullo e al tempo stesso concreto, forgiato e falsificato da noi stessi e da altri non visti”, e di intricati enigmi da risolvere.
E alla fine di questa corposa avventura si deve fare appello a tutte le proprie forze per tornare con i piedi per terra, salvo poi scoprire che, come non di rado succede, la realtà è addirittura un po’ meglio della fantasia.


Ash Gray Sunday 

ha commentato alle 09:24 del 7 settembre 2011:
[...] però Jonathan Lethem, uno dei mie scrittori statunitensi preferiti, uscito di recente con Chronic City. E’ proprio Lethem ad occuparsi della sceneggiatura di questa nuova versione, affiancato ai [...]