Vampire Weekend, Vampire Weekend
Pubblicato da: Fran il 1 febbraio 2010 | Categoria: Indie Rock | 1 Commento »
I Vampire Weekend sono la nuova sensazione del panorama indie rock Newyorkese, visto che Contra è di poche settimane fa, propongo 2 righe che avevo scritto in merito al loro debutto. Sperando di far cosa gradita a chi, ascoltato Contra, vada in cerca dell’esordio omonimo.
Un nome del genere potrebbe farti pensare all’ennesimo gruppo horror-pop, buono per far un po’ di schiamazzi al toga party dell’università, non è così. Quello che ti troverai in cuffia è un easy listening afro chic (c’è addirittura un brano reggae: The Kids Don’t Stand a Canche) da loro stessi ribattezzato Upper West Side Soweto.
Tutto perfettamente in linea con la decisione di rifarsi ai “late ’80″, ovvero a quel periodo in cui i più coraggiosi iniziaro ad ammiccare ai ritmi tribali e all’africa. A distanza di anni, i più rappresentativi nell’immaginifico/storico musicale, rimangono Simon Paul con l’inossidabile Graceland, Gabriel Peter e i Talking Heads.
Ai Vampire Weekend va almeno il merito di aver per lo meno tentato, una possibile via d’uscita all’ormai imbarazzante scena new new wave. I ragazzi non inventano nulla, semplicemente rielaborano una soluzione già intrapresa nel periodo di riferimento sopra menzionato.
Dormire tutto il giorno. Festeggiare tutta la notte. Non invecchiare mai. Non morire mai. È bello essere un vampiro. (Ragazzi Perduti, 1987)


Ash Gray Sunday 

ha commentato alle 10:40 del 9 giugno 2010:
[...] avuto gli acidi invece dell’erba. Strumentazioni non convenzionali, strada già battuta dai Vampire Weekend, posta al servizio di un piacevole pop sinfonico easylistening e beat paiettato. Estetica canadese [...]