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The Flaming Lips, U.F.O’s At The Zoo – The Legendary Concert In Oaklahoma

Pubblicato da: Fran il 15 ottobre 2007 | Categoria: Indie Rock | 6 Commenti »

I Flaming Lips si sono formati più di 20 anni aà a Oklahoma City (U.S.A.), attualmente sono un terzetto, ma la line-up, attorno al carismatico Wayne Coyne, è cambiata spesso nel corso degli anni. Il loro suono, allo stesso modo, ha conosciuto diverse fioriture.

Gli ultimi tre dischi in particolare (The Soft Bulletin, Yoshimi Battles The Pink Robots e At The War With The Mystics), hanno segnato una svolta verso territori pop decisamente psichedelici conditi di elettronica. Tuttavia sul palco il loro imprinting di indie rockers, noisers e bizzarri sperimentatori, si fa ancora sentire.

U.F.O’s At The Zoo – The Legendary Concert In Oaklahoma è stato registrato il 15 di settembre 2006 nella loro città d’origine: dire che sono stati profeti in patria, sarebbe poco. Il gruppo, che da sempre raccoglie consensi fra critica e pubblico e per le proprietà tecniche e per le doti carismatiche sul palco, da qui il meglio di sé. Il disco è in formato DVD, con foto e filmati, ma dopo essersi registrati è possibile avere tutto in mp3.

Il trittico d’apertura è dedicato ai singoli di maggior successo degli ultimi tre album: Rice For The Prize, Radical Free e Yoshimi Battles The Pink Robots part 1. Lo zenith della prima parte del concerto è l’interattiva The Yeah Yeah Yeah Song, introdotta da un lungo preambolo, poi spiegata strofa per strofa, e poi eseguita.

Il discorso di Coyne, a introdurre The Yeah Yeah Yeah Song, suona davvero beffardo alla luce del fatto che Al Gore avrebbe potuto essere il presidente degli States, e oggi è Premio Nobel per la Pace. Quello che è in carica ora per la seconda volta di fila è il presidente più guerrafondaio che gli U.S.A. abbiano mai avuto. E dico questo non a caso il giorno del Blog Action Day in favore dell’ambiente, visto che Gore si è spesso battuto proprio per il surriscaldamento globale.

Coyne introduce il pezzo come qualcosa like a protest song, dice che “you can use a song to combat something like a bomb”, e che una canzone può fermare una guerra o change the president mind, ma voi dovete farvi sentire: you gotta fuck and scream. My Cosmic Autumn è una nuova bordata di energia, scuola Sonic Youth e Yo La Tengo, con la consueta predilezione psiche-pop a ventate Beach Boysiane, cui Wayne & Co. ci hanno abituato. Le cavalcate di Vein Of Stars imbrogliano la mente e intorpidiscono i sensi, She Don’t Use Jelly, ha gli stessi connotati power-pop, ma muta presto in uno dei momenti più toccanti del concerto.

La romantica ballata mette daccordo tutti che cantano all’unisono. Segue Do You Realize, uno dei pezzi più belli che il gruppo abbia mai composto, a mio avviso. Gli intervalli fra una canzone e l’altra spesso si risolvono in sermoni acclamati alla stregua di un predicatore, amore ricambiato dai Flaming: “We love you guys”. Pochi gruppi Indie possono vantare questo tipo di rapporto con il proprio pubblico, quanto mai fidelizzato e presente. Non vorrei esagerare con i sensazionalismi, e vi chiedo di ascoltarlo o di darmi il vostro giudizio, ma credo che in ambito indie si tratti di un concerto paragonabile al Concert In Central Park di Simon & Garfunkel o all’esibizione di Hendrix sul palco di Woodstock, o ad altri eventi live epocali. Straconsigliato.


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6 Commenti a “The Flaming Lips, U.F.O’s At The Zoo – The Legendary Concert In Oaklahoma”

  1. 1 OcchiChiusi
    ha commentato alle 08:16 del 15 ottobre 2007:

    i loro concerto a Ferrara resterà il più grande spettacolo a cui abbia mai assistito. il posto, la gente e loro, tutto perfetto; una festa continua, emozioni, divertimento. Andate ad un loro concerto, spendete soldi e vedeteveli da sotto un bolla trasparente

  2. 2 Fran
    ha commentato alle 08:19 del 15 ottobre 2007:

    Ciao Manuel, grazie per queste foto.Sono stati anche a Rimini, al Velvet… ma me li persi… : (Che disdetta, è un rimorso che non so se metabolizzerò mai.

  3. 3 evaristo
    ha commentato alle 12:01 del 16 ottobre 2007:

    è bello che questa recensione mi sia stata linkata proprio mentre ascoltavo quest’album. Per quella che dev’essere già la centesima volta.

  4. 4 Fran
    ha commentato alle 13:37 del 16 ottobre 2007:

    Ciao Evaristo, però così non vale, se ascolti un album 100 volte mentre navighi, prima o poi la becchi una recensione che parla di quell’album : DScherzi a parte, anche io sto divorando solo questo (e il nuovo di Jens Lekman).Ciao ciao

  5. 5 Anonymous
    ha commentato alle 11:12 del 1 novembre 2007:

    Io li ho visti sia a Roma (l’anno scorso, con tutta la famiglia,,) che nel 2003 a Rimini. Entrambi i concerti sono stati indimenticabili (è un esperienza da provare) ma purtoppo non a livello di quello di Oklahoma City (almeno come scaletta)

  6. 6 Fran
    ha commentato alle 12:08 del 1 novembre 2007:

    Io a Rimini me li sono persi e non riesco ancora a capacitarmene, visto che è la mia città. L’esperienza dei Flaming Lips con la famiglia, soprattutto con mio figlio, visto che con la moglie ho già visto tanti concerti, è un privilegio che spero di poterprovare anche io un giorno.Ti credo sulla fiducia quando dici che la scaletta della serata ad Oklahoma è insuperata, questo è un disco grandioso.Ciao ciao


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