Roky Erickson, True Love Cast Out All Evil
Pubblicato da: Fran il 12 maggio 2010 | Categoria: Indie Rock | 1 Commento »
La storia di Roky Erickson è triste, segnata da droghe, carcere e problemi mentali. Roky è oggetto di un culto paragonabile a quello che aleggia attorno a Syd Barrett, che lo ha di fatto trasformato nella controfigura vivente di una leggenda inarrivabile.
Roger Kynard “Roky” Erickson è stato il leader dei 13th Floor Elevators, gruppo di punta della scena Psycho-Rock americana di fine anni ’60.
Lo spartiacque della vita di Rocky è inevitabilmente l’arresto per possesso di stupefacienti ad inizio anni ’70. A questo segue il ricovero in clinica psichiatrica per 3 anni, con l’intento di “guarirlo” dalla schizofrenia viene, sottoposto anche ad elettroshock.
La sua vita non sarà più la stssa.
Parodia del se stesso, “dio dorato” del Rock Psichedelico anni ’70, al Roky Erickson in carne ed ossa non rimane che il divano, le droghe e l’auto commisearzione. Oltre, ovviamente, a quel sussidio statale di 200 $ al mese con cui affronta gli anni ’90. Artisticamente di quel decennio vale la pena menzionare qualche apparizione su qualche OST, un tributo e un disco (All That May Do My Rhyme del 1995) che suonava eccessivamente manieristico e “lineare” per essere davvero credibile.
True Love Cast Out All Evil è il primo disco in studio dopo 14 anni e arriva dopo qualche esibizione dal vivo, fra cui nel 2007 al festival di Coachella. Può essere considerato, a ragion veduta, il vero e credibile ritorno di Roky Erickson.
In True Love Cast Out All Evil, benchè accompagnato dagli Okkervil River (il disco è prodotto da Will Sheff), c’è molto spazio per l’estro del 62enne texano, che viene semplicemente assecondato nelle sue visioni sonore.
Tutto il disco contiene riferimenti alla vita di Erickson, vengono affrontate tematiche che per lui sono ferite aperte: la prigione (Please, Judge), il ricovero all’ospedale psichiatrico (per non dire manicomio), Dio e la famiglia. Tutte sensazioni intense di vivido dolore, tanto che i brani spesso e volentieri sono cantati in modo impersonale, come a volersi discostare dall’emozione nel momento stesso in cui la racconta (“… Your father is your father / Your mother is your mother / Your sister is your sister / Your brother is your brother … ” da Think Of As One)
Al di là dell’essere fantastico per il semplice motivo di esserci Love Cast Out All Evil è davvero un gran disco, che non potrà essere l’equivalente di un disco degli Okkervil River per gli ascoltatori più giovani, ma l’occasione per conoscere uno che ha parecchie cose ancora da raccontare.
Fra i pezzi migliori la “youngiana” Goodbye Sweet Dream e la ballata Southern-Gospel-Rock Be And Bring Me Home. Nel disco, che si apre e si chiude con due brevi registrazioni lo-fi dense di spiritualità (metafora del cerchio che si chiude?), si fanno notare anche John Lawman con un piglio power vicino ai momenti più dinamici degli Okkervil River e la commovente title track True Love Cast Out All Evil.
Il migliore della sua discografia solista, speriamo sia un nuovo inizio.
Roky Erickson - True Love Cast Out All Evil


Ash Gray Sunday 

ha commentato alle 15:24 del 15 febbraio 2011:
[...] tempi del disco consacrazione The Stand Ins (2008, Jagjaguwar), senza contare la collaborazione con Roky Erickson in True Love Cast Out All Evil , così Southern, così Gospel, così Rock e così Psychedelic da rendere il sound della band [...]