Karate, Pockets
Pubblicato da: Fran il 2 settembre 2004 | Categoria: Indie Rock | 0 Commenti »
Dopo un decennio di tentativi più o meno riusciti, il gruppo di Geoff Farina, sembra aver centrato il bersaglio. Sempre seguiti da un buon numero di appassionati nel nostro paese, i Karate finora non erano mai riusciti ad esprimere tutto il loro potenziale; seppure fosse chiaro ai più il valore di questo collettivo. A ricambiare l’affetto del pubblico nostrano, in copertina e nel book una serie di tickets delle autostrade italiane -seppure a ben guardare il disco sia stato registrato in Francia- e i ringraziamenti “all our Italian Friends”.
Pokets nei negozi da qualche giorno risulta essere l’opera della maturità dunque, stilisticamente impeccabile, dotato di un ottima tecnica, è omogeneo e compatto. Questi quaranta minuti di puro piacere scorrono che è una bellezza.
Pubblicati dalla Southern Records e provenienti da Boston, i Karate sono tra i più alti esponenti di un indie rock dalle chiare influenze jazz. Ottimamente riusciti gli intrecci sonori, il disco è impreziosito da un’ottima chitarra che alterna accenti blues malinconici a graffiate più swing. Da sottolineare inoltre gli illuminatissimi testi di Farina.
Coinvolgente lo swing veloce e grintoso di Tow Truck e di With Age, quest’ultima perfetta colonna sonora del classico inseguimento automobilistico “all’Americana”. Notevoli pure la malinconica intensità di Water, il romanticismo di Cacophony o il southern funk dell’impegnata The State I’m In.
Disco che spicca su tutta la discografia del gruppo, un’ottima iniziazione pure per i neofiti.


Ash Gray Sunday 

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