Harlem, Hippies
Pubblicato da: Fran il 9 aprile 2010 | Categoria: Indie Rock | 0 Commenti »
Tanta sana spensieratezza ma poca originalità nel nuovo (secondo) disco degli Harlem da Ausint (Texas). Se quello che stai cercando è un lo-fi di chiara matrice sixties e con un sound abrasivo molto garage, l’hai trovato, è Hippies.
Il trio texano degli Harlem corrisponde appieno allo stereotipo della band nata (e forse mai uscita) nel garage sottocasa. Del resto anche il titolo del primo disco, Free Drugs, non faceva nulla per scrollare dal gruppo quest’etichetta. Ecco il “ma” di questa storia: ma dove parrebbe regnare la monotonia, ci sono parecchie carte a favore dei nuovi fantini di casa Matador.
Hippies non sarà certo il disco ricercato dell’avanguardista di turno, ma ha il dono della melodia e i riffs che sono sufficientemente veloci e catchy pop descrivono costrutti mai ripetitivi. Questa varietà melodica è la vera arma vincente degli Harlem, puoi capirlo bene se sei avvezzo a certi dischi lo-fi con parecchi pezzi tanto brevi quanto veloci.
Le influenze invece sono dei veri e propri rimandi, più o meno espliciti: Beat Happening, The Replacements, Sebadoh, Black Keys e perché no, un po’ dei primi Withe Stripes. Insomma non roba da poco.
La California più acida degli anni Settanta non è mai stata così vicina, resta da scoprire se sarà distribuito in Italia o meno. Non è certo il disco imprescindibile del 2010, ma diverte assai. Per lo meno da provare.
Harlem - Friendly Ghost“…Someday soon, you’ll be on fire/ And you’ll ask me for a glass of water/ And I’ll say no/ You can just let that shit burn…” (from Someday Soon)


Ash Gray Sunday 

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