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Arcade Fire, The Suburbs

Pubblicato da: Fran il 12 agosto 2010 | Categoria: Indie Rock | 1 Commento »

A giudicare da quanto frigge la blogosfera e tutta la sociosfera, si direbbe che gli Arcade Fire siano diventati un argomento nazional popolare. Niente di meglio per noi popolo di politicanti da circolo sportivo, allenatori da bar, critici musicali da bocciofilo, autori di argute battute (ma solo su Facebook eh!), insomma, gli Arcade Fire sono pane per i nostri denti.

Ci provo anch’io a dire la mia e cercherò di farlo senza citare, mai, quel disco lì (dai che lo sai di cosa sto parlando).

The Suburbs è il terzo disco (più un ep d’esordio) della band di Montreal, è disponibile dal 2 agosto (da subito in testa alle classifiche Uk e USA), con 8 differenti copertine, tutte realizzate dalla designer Caroline Robert, è licenziato dalla Merge in America e dalla Mercury in Europa.

Per spiegare The Suburbs, bisognerebbe prendere in considerazione alcune dinamiche socio/economiche della musica negli anni 2000. A certi livelli la differenza non la fanno i picchi, i pezzoni, i singoli ammazza classifica, ma gli altri brani, quelli che non finiranno mai sul lato A di qualche singolo.
Pensaci, è una riflessione che hai sicuramente già fatto tante altre volte, devi solo applicarla alla tua libreria di mp3. I dischi che hai amato in passato, i “classici” per così dire, quanti pezzi brutti contenevano? Quasi sempre nessun pezzo davvero brutto. Di solito ti piacevano anche i pezzi meno pubblicizzati. Questa è la differenza fra un classico e un disco che starà sulla home di iTunes per poche settimane, grazie al “tiro” di una manciata di singoli.

Un disco mediocre ha 3 o 4 singoli, il resto è prescindibile. Un classico ha pezzi pregni di significati, che continueranno a darti emozioni anche a mesi di distanza.
Quando The Suburbs non mantiene la solennità della tripletta iniziale di quel disco là (cosa che sarebbe impossibile), sfodera pezzi meno carichi ma ugualmente interessanti. Modern Man non è certo una killer-track, ma ha idee melodiche che certa gente ci costruirebbe un intero disco.

Bello anche il concept del disco, legato alle periferie ed ispirato, pare, ai quartieri di Houston in cui Butler è cresciuto. Sobborghi, auto abbandonate, capannoni in disuso facili bersagli di sassaiole, cieli plumbei, guardia e ladri; scene da b-movie rubate alla nostra infanzia che gridano alla rivalsa sociale, incarnata dalle note del disco.

Gli Arcade Fire sono ad una svolta. Hanno le carte in regola per passare dall’ indie all’ hype, senza corrompere il loro stile, senza perdere l’attitudine da beautiful loser e senza perdere fans, anzi, acquisendone di nuovi.
Come qualcuno ha già detto, questo è il loro Ok Computer, grandi ambizioni supportate da tanta qualità, pur rimanendo accessibili anche per la “grande platea” (grande, molto grande platea).

Tutti lo stanno ascoltando e raccontare di come l’apertura mi ricordi Badly Drawn Boy in modo spiazzante, o citando Bowie, i Television, i Cure o Echo & The Bunnimen, o parlando di altre cose legate alla mia percezione e al mio background musicale, mi pare superfluo.
The Suburbs è un magnifico 3° album, che chiude una triologia di rara qualità, chi si ricorda 3 dischi consecutivi su questi livelli, senza scomodare Radiohead o mostri del genere?
Certo manca un po’ della maestosità che da sempre li accompagna, ma Rococo, City With No Children ed Empty Room (una cavalcata sospinta dalla bellissima voce di Régine Chassagne) sono pezzi carichi e solenni che rimandano direttamente a quel disco che ormai avrai capito quale.

Non è il loro migliore e nemmeno il top assoluto del 2010, ma è il disco della svolta (il loro Authomatic For The People) e il prossimo tour degli Arcade Fire lo apriranno gli U2 (vabbè dai, non fino a questo punto).

Arcade Fire - Empty Room

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1 Commento a “Arcade Fire, The Suburbs”

  1. 1 Gli Under 30 che guideranno l’industria musicale, secondo BillBoard | Indie Riviera
    ha commentato alle 07:48 del 26 agosto 2010:

    [...] Mi ha colpito il fatto che fra i 30 giovani abbiano trovato spazio anche diversi dirigenti delle etichette indie, che sembrano in grado di conquistarsi sempre più spazio. E’ la stessa tendenza osservata di recente nel successo in classifica di The Suburbs degli Arcade Fire. [...]


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