Vampire Weekend, Vampire Weekend
Pubblicato da: Fran il 11 febbraio 2008 | Categoria: Indie Pop | 4 Commenti »
Quando penso a un Weekend vampiresco, le prime cose che mi vengono alla mente sono i film di vampiri che non mi facevano dormire da adolescente. Oggi alcuni di questi, come Ammazzavampiri e Ragazzi Perduti, li considero dei veri e propri cult.
I Vampire Weekend sono la nuova sensazione del panorama indie rock newyorkese, suonano un rock frizzante di matrice post-new new wave. Una piacevole chitarrina ritmica e un ritmo tutto sommato sostenuto accomunano i ragazzi della Columbia University alle sonorità più rilassate dello storico CBGB‘s. Un nome del genere potrebbe farti pensare all’ennesimo gruppo horror-pop, buono per far un po’ di schiamazzi al toga party dell’università: non è così.
Quello che ti troverai in cuffia è un easy listening afro chic (c’è addirittura un brano reggae: The Kids Don’t Stand a Canche) da loro stessi ribattezzato Upper West Side Soweto. Ebbene sì, hai letto bene, proprio afro chic. I Vampire Weekend propongono un bell’assortimento di strumenti tribaleggianti, diciamo: maracas, bongo e flauti. Tutto perfettamente in linea con la decisione di rifarsi ai “late ’80″, ovvero a quel periodo in cui i più coraggiosi iniziaro ad ammiccare ai ritmi tribali e all’africa.
A distanza di anni, i più rappresentativi nell’immaginifico/storico musicale, rimangono Simon Paul con l’inossidabile Graceland, Gabriel Peter e i Talking Heads. Benché non sia un disco in grado d’infiammarmi, ai Vampire Weekend va il merito di aver per lo meno tentato, una possibile via d’uscita all’ormai imbarazzante scena new new wave. I ragazzi non inventano nulla, semplicemente rielaborano una soluzione già intrapresa nel periodo di riferimento sopra menzionato.
Niente ritmi anfetaminici o cripticità noise come siamo stati abituati dai circoli alternativi della grande mela. Ritmi delicati invece, percorsi musicali ovattati, speziature afro e sinfonismi da chamber pop, il paragone con Graceland è il più immediato e probabilmente rimane il più veritiero. Giovani anticonformisti crescono, a loro l’onore delle armi e il riconoscimento dell’audacia, a me un altro disco grazie.
Dormire tutto il giorno. Festeggiare tutta la notte. Non invecchiare mai. Non morire mai. È bello essere un vampiro. (Ragazzi Perduti, 1987)


Ash Gray Sunday 

ha commentato alle 20:08 del 11 febbraio 2008:
a me suddetto dischetto è piaciuto un bel po’.c’è dentro una freschezza che raramente trovo da altre parti..sicuramente nulla di nuovo, però attirano l’attenzione quando li ascolti…da altre parti ne ho parlato anch’io(attenzione: non è pubblicità occulta!) forse mezza stella più ci sta tutta :D
ha commentato alle 09:06 del 12 febbraio 2008:
Ciao Joses, ho letto la tua rece su Sullivan Street Record. Mi sono procurato quel disco anche per la tua rece.Per la mezza stellina in più, tieni presente che il mio giudizio si basa anche sulle mie voglie stagionali, ma oggettivamente è un disco più fresco rispetto alla ormai trita new new wave. Quindi bravi.Niente di nuovo, vero, ma se parliamo degli ultimi 2 decenni di pop, allora la loro idea sembr aun po’ più originale.Teniamoli d’occhio!Ciao ciao
ha commentato alle 10:29 del 12 febbraio 2008:
si si,fran, mi trovi d’accordo con tutto quel che dici, absolutly!!!il discorso sulla mezza stella era per fare della sana polemica spiccia…sto cercando diventare un uomo migliore e mi sto guardando tutti i varietà televisi, da amici al grande fratello..quindi sono molto polemico! muahahahahaha:)
ha commentato alle 12:38 del 12 febbraio 2008:
Ahahahaha, potrei assumerti come “pubblico parlante”, come quelle vecchie che infiammano i dibattiti con domande acide nei programmi della De Filippi.Anzi credo che ogni blog che si rispetti debba avere una figura di questo tipo :DCiao ciao