Stars, The Five Ghosts
Pubblicato da: Fran il 21 giugno 2010 | Categoria: Indie Pop | 3 Commenti »
Gli Stars sono uno di quei gruppi che gli indie bloggers attendono al varco ad ogni nuova uscita, ci scaldiamo l’indice per 3 anni e poi appena scatta l’ora X siamo tutti pronti a puntare il dito, reclamando chissà quale promessa non mantenuta.
Succede solo a chi ha preso la mira per qualche anno e poi ha avuto l’ardire di sparare un disco nell’olimpo dei Dischi Indie Di Sempre, è questo il caso di Set Yourself On Fire del 2005.
Per chi si fosse perso il disco clamoroso di cui sopra, o In Our Bedroom After The War il suo seguito del 2007, ecco due note biografiche sul gruppo canadese (anche se dubito che ce ne sia davvero bisogno).
Gli Stars sono una creatura nata dalla mente di Torquil Campbell (cantante) e Chris Seligman (tastierista) che condividevano, oltre al domicilio in Toronto, anche una smodata passione per Smiths e Marvin Gay. Il successo planetario che poi seppero conquistare gli permette oggi di pubblicare The Five Ghost, il quinto album del gruppo, per la propria personale etichetta discografica. Il disco, la cui uscita è prevista per il 22 Giugno, sarà pubblicato in Canada dalla Soft Revolution, mentre nel resto del mondo uscirà per la Vargant Records.
Ognuno dei 5 membri del gruppo ha partecipato attivamente alla scrittura dell’album tanto che, Amy Millan, la magnifica voce femminile, ha definito The Five Ghosts come “il disco più coeso e rappresentativo … la quintessenza degli Stars“. La produzione ha visto il ritorno di Tom McFall, che si occupò già del loro masterpice Set Yourself on Fire.
Un filo rosso lega The Five Ghosts a In Our Bedroom After The War, visto che ancora una volta agli sterrati elettroacustici Pop-edelici di Set Yourself on Fire, si sono preferiti i tappeti carichi di tensioni elettriche sciolte dalla meravigliosa voce di Amy Millan.
Ne esce un Pop melodico (penso soprattutto al primo singolo Fixed) a metà fra il wall of sound a tinte tenui dei Radio Dept. e la carica epica dei Broken Social Scene (How Much More, il pezzo migliore?!?). Non manca qualche ammiccamento ai sintetismi anni ’80 (We Don’t Want Your Body).
Changes sospinta verso brezze notturne è di sicuro uno uno dei pezzi migliori, così come tanto delicate ma allo stesso tempo struggenti sono Dead Hearts e Winter Bones, inizio e chiusura dell’album.
Disco di tutto rispetto davvero, torno a scaldare l’indice inquisitore per il prossimo album del 2012, vegliate Stars, vegliate, gli “indie moralizzatori” vi aspettano al varco, come sempre!
Stars - Fixed


Ash Gray Sunday 

ha commentato alle 10:59 del 21 giugno 2010:
Disco che mi ha convinto fino ad un certo punto. Molto piacevole, con bei momenti, ma anche cadute di gusto ( we don’t want your body la trovo terribile) e qualche momento così così. Il mio giudizio è ancora in divenire perché lo devo riascoltare ancora qualche volta. Più che sufficiente, non buono.
ha commentato alle 11:08 del 21 giugno 2010:
Io il buono lo concedo invece e come già detto lo trovo in linea con il precedente, anche un po’ meglio. We Don’t Want Your Body la trovo divertente, un momento un po’ più leggero.
Se pubblichi qualcosa su IFB o Sullivan Street fammi un fischio, sono curioso di leggere le tue considerazioni!
ha commentato alle 10:21 del 24 giugno 2010:
Personalmente penso che The Five Ghosts sia il disco migliore che hanno fatto finora, senza nulla togliere agli altri. Però questo non ha né punti di debolezza disastrosi, né canzoni che ti fanno dire “Oh mio dio, una canzone orribile per tappare un buco nella tracklist”. Fila tutto dall’inizio alla fine :-)