Jens Lekman, Night Falls Over Cortedala
Pubblicato da: Fran il 26 ottobre 2007 | Categoria: Indie Pop | 2 Commenti »
Jens Lekman c’è chi sostiene se ne stia beato sotto le mani della parrucchiera citata in Shirin (…when Shirin cuts my hair it’s just a love affair…).
In realtà, in quell’espressione, io ci vedo l’aria assente e beata della trasfigurazione dei martiri. Sì, un martire, costretto a pubblicare un nuovo album quando quello che ama fare sono EP, EP e solo EP. Se all’indomani di When I Said I Wanted To Be Your Dog ci eravamo detti: “ok, come esordio vale anche una raccolta di singoli”, ora nulla sembra esser cambiato da allora: di fatto una nuova raccolta di pezzi (dal 2004 al 2007, ancora dedicati alla migliore amica Lisa).
La reticenza mi fa pensare al peso di un successo non ancora metabolizzato. Il primo posto nella classifica dei dischi più venduti nel suo paese, la Svezia, non è una cosa che ti aiuta a mantenere i piedi per terra, tanto che in certi periodi si parlava addirittura di un ritiro. “…things get more complicated when you’re older…”
Non solo, oltre a un post-debutto difficoltoso, Jens ha dovuto fare i conti con il ritorno a Cortedala, il quartiere di Goteborg che lui chiama casa. Cortedala, citata nel titolo, non è esattamente un posto adatto ai giovani, dice Jens: “What a depressing suburban hell this place is. Everyone goes to bed at nine, after that you can’t see one single window lit up. You can walk for hours without meeting one single person.”
Eppure il mood di Night Falls Over Cortedala risulta ancora romantico e vivace più che malinconico. L’iniziale And I Remeber Every Kiss parte con una rullata altisonante che, nel suo volgere sinfonico, è già un manifesto d’intenti, è una dichiarazione d’amore al chamber pop. Fin dai primi versi “..I remember evry kiss just like the first kiss…”, è di scena il romanticismo. A Postcard to Nina, con xilofoni e fiati che ne imoreziosiscono la trama, è uno dei pezzi più briosi del disco.
Novella biografico-o-inventata su Nina “che può essere la ragazza di Jens”, almeno ufficialmente, per nascondere, in realtà, altri gusti che il babbo evidentemente farebbe proprio fatica ad accettare. Fra i brani migliori, infine, doveroso menzionare l’ “infant joy” It Was Strange Time In My Life. Violini, arpa, flauto e le voci di Jens e di El Perro Del Mar ci ricordano che esistono ancora dischi che si lasciano ascoltare dall’inizio alla fine.
Una particolarità di rilievo è la presenza dei testi nel booklet. In When I Sai I Wanted To Be Your Dog, Jens aveva optato per alcune citazioni, senza le lyrics per intero. Bello sì, ma poco fruibile. Molto meglio questa seconda scelta. Disco delizioso e raffinato, appendice naturale di When I Sai I Wanted To Be Your Dog, nulla di più nulla di meno.


Ash Gray Sunday 

ha commentato alle 12:53 del 26 ottobre 2007:
Beh, come ben sai, per me è il disco pop dell’anno. Splendido nel suo genere.
ha commentato alle 13:44 del 26 ottobre 2007:
Ah, lo sò lo sò. Gran bel disco, il migliore pop dell’anno? Forse sì, ma deve vedersela prima con i Washinghton!!! ; )Ciao ciao