Uyuni, Salar Uyuni
Pubblicato da: Fran il 1 marzo 2011 | Categoria: Indie Italia | 4 Commenti »
Riccione / Musica Alternativa
Cocoricò / Festival di Musica Indi(e)pendente
Lago / Sale
Mare / Maglione
E la lista delle coppie in antitesi potrebbe continuare, ma gli indizi sono già più che sufficienti, solo una realtà in Riviera è capace di celebrare certe unioni, ebbene sì: i ragazzi della Tafuzzy Records sono tornati!
Da quella memorabile decisione di celebrare il proprio giorno (il Tafuzzy Day) sulle colline di fronte al Cocoricò, sappiamo che alla Tafuzzy le scelte banali non vanno a genio; così ecco gli Uyuni, un ritorno che è come aprire ad un vecchio amico e soffocare un sussulto per i cambiamenti subito leggibili sul suo volto.
Salar Uyuni (trattasi del più grande lago di sale al mondo) ufficialmente è un vero e porprio esordio per Lompa e Inserirefloppino, che per l’occasione si ribattezzano Uyuni, tutto sotto lo sguardo compiaciuto della (possiamo dire storica? ma diciamolo!) storica etichetta riccionese.
Quello registrato da Lompa (chitarre, sinth, loops) e Inserirefloppino (batteria, percussioni, noise), entrambi già con Mr Brace e B.I.P, non è un’opera facile.
Dopo l’esperienza con “il Brace” i due si rincontrano anni dopo “per cominciare una nuova avventura rimbalzando senza soluzione di continuità dalla Romagna alla Catalunya, dove Lompa ha vissuto e composto musica per due anni. Poi i brani diventano il progetto di un disco, poi diventano un live set, poi diventano un gruppo e poi diventeranno chissà cosa altro.”
Salar Uyuni, disponibile dal 1 marzo, è un disco denso di intuizioni, complesso e stratificato nella sua spontaneità, mai fine a se stesso, per certi versi scarno, che ricorda in qualche modo la voglia di sperimentare e di mettersi in gioco dell’ultimo Neil Young (ora pro nobis).
Quasi completamente strumentale, poche parole campionate (E Adesso dove ci troviamo) poche di più quelle cantate (Qui), Salar Uyuni è per lo più bordate noise sporcate d’elettroinica, ritmi “post” soffocati ed edonismo ipnagogico.
Un disco a 4 mani che, una volta tanto non è la matematica somma delle due parti, che assume i connotati di un rito agreste pagano, oscuro complesso e arcano.
Un magnifico viaggio di 37 minuti che parte a Riccione e termina sulle Highlands.
Uyuni - Cairngorms


Ash Gray Sunday 

ha commentato alle 17:49 del 2 marzo 2011:
per carità carine le coppie di parole eh……ma magari scrivi anche che il 95% del disco è chitarra acustica folk/blues…….dalla recensione non si evince……e invece sai……..aiuta l’ascoltatore…..
ha commentato alle 17:51 del 2 marzo 2011:
Ci son solo le tre tracce che hanno sul soundcloud? Sembrano fighi! Che dico, son fighi… Ottimi consigli come sempre!
ha commentato alle 17:58 del 2 marzo 2011:
@DVd ho trovato solo le 3 tracce sul sito della Tafuzzy (credo che siano le stesse del soundcloud). Non ho trovato nulla su Bandcamp, chiederò a Mr. Brace.
@Sart sono contento che l’abbia scritto tu, in effetti c’è molto in questo disco, che non mi ha colpito principalmente per la sua componente folk/blues.
ha commentato alle 12:57 del 10 marzo 2011:
[...] tutta roba che s’ingarbuglia nelle orecchie e fa da carburente ai pensieri. Così dopo gli Uyuni ecco i (m+a), punti di contatto praticamente nessuno, anche se penso che a Inserirefloppino [...]