Lava Lava Love, Their First Extended Play
Pubblicato da: Fran il 2 dicembre 2010 | Categoria: Indie Italia | 6 Commenti »
Arrivo a scrivere dei Lava Lava Love per ultimo dopo gli ultimi, mi rendo conto. Eppure la singolarità di questo progetto pop, che oscilla fra il synth e il chamber, accompagnato dalla delicatezza di certe produzioni stile Morr Music, merita una segnalazione seppur tardiva.
I Lava Lava Love nascono l’estate scorsa attorno ad uno zoccolo duro di musicisti, già militanti nell’indie nostrano: Vittorio Pozzato (Canadians, Fake P, House Of All), Massimo Fiorio (Canadians) e Matteo Cantaluppi. Ai tre si aggiungono Oliviero Farneti, anche lui già nei Fake P e Florencia Di Stefano, il cui apporto sarà determinante in Winona e la versione acustica dello stesso pezzo. Probabilmente i due episodi migliori del loro Primo Extended Play.
L’EP di cinque brani è stato presentato in streaming su Rolling Stone a partire dal 9 novembre (dai non sono nemmeno troppo in ritardo) e fin dai primi rumors, ha sempre goduto di un discreto buzz in rete. Ora sta lì su Bandcamp e secondo me sono 3,99 euro ben spesi (cazzo, son 4 caffè, in alcuni posti 3).
Ah sì, dicevo del buzz in rete. Di tutta questa storia l’insistenza a rimarcare l’estemporaneità del progetto, quasi fosse un flirt estivo, mi ha fatto sorridere. Anzi, mi ha ricordato il primo grande successo cinematografico di Aldo Giovanni e Giacomo, la scena al lago, in cui Giacomo racconta di doversi sposare il giorno dopo “sì ma, niente di serio!“. Come dire: è un progetto estivo ok, ma dovremmo crederci?
Io ci spero, in Their Second Extended Play.


Ash Gray Sunday 

ha commentato alle 21:34 del 2 dicembre 2010:
Carini e coccolosi questi Lava Lava. Questo pomeriggio mi sei venuto in mente perché sono passata di fronte al negozio dove da ragazzina compravo quasi tutti i miei dischi, e ho scoperto che ha chiuso. Mi sono sentita veramente, come dire, in colpa? per non averci più comprato niente dall’alba dei secoli. Era un po’ un’istituzione di Trento, il D.O.C., e ora non c’è più. Sta proprio cambiando tutto.
ha commentato alle 21:58 del 2 dicembre 2010:
Sì sì, molto carini i Lava Lava, anche il nome è molto “morbido”.
Per il negozio invece mi dispiace, sono luoghi per cui provo della nostalgia, soprattutto per quelli che tenevano l’usato, lo stereo per l’ascolto, il vinile e tutto il resto.
Certo che più passano gli anni e più appare naturale questo avvicendamento. C’è poco da sentirsi in colpa e poi vietato sentirsi in colpa quando si pensa a IndieRiviera : p
ha commentato alle 22:11 del 2 dicembre 2010:
Ma no, non mi sentivo in colpa per IndieRiviera :) scherzi! Ho solo pensato: “Ecco qui uno di quei negozietti, di cui Francesco spesso parla, che se ne va”. Era lì il collegamento :)
ha commentato alle 22:21 del 2 dicembre 2010:
Ok, ti sei salvata in corner! :D
ha commentato alle 22:26 del 2 dicembre 2010:
Altrimenti la punizione era un tubetto di Pasta Fissan in frigo :)
ha commentato alle 22:27 del 2 dicembre 2010:
Fantastico :(