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Jules Not Jude, All apples are red, except for those wich are not red

Pubblicato da: Fran il 22 novembre 2010 | Categoria: Indie Italia | 2 Commenti »

All apples are red, except for those wich are not red dei Jules Not Jude risponde ad uno dei grandi interrogativi irrisolti della musica rock (50′anni e più con un dubbio mai sciolto).
Ovvero: come sarebbe la musica dei Beatles se Lennon e McCartney fossero cresciuti negli anni 80, in un contesto culturale prevalentemente indie e con dei mezzi più che altro DIY?
La risposta è nei 38 minuti di questo gran bel disco.

E pensare che i Jules Not Jude sono gli italianissimi bresciani Simone Ferrari (voce, chitarra, tastiere), Mirza Sahman (chitarra, voce), Mauro Parolini (basso) e Marzia Savoldi (batteria, percussioni). Di cui gli ultimi due aggiunti in seconda battuta, dopo i buoni riscontri ricevuti da Simone e Mirza con l’EP Clouds of fish.
A dare una sterzata verso sonorità elettro-nerd, da cameretta ricoperta di poster dei Grandaddy, ha contribuito la produzione di Fabio Benni e Alessandro Paderno dei Le Man Avec Les Lunettes.
Alla registrazione dell’album hanno partecipato come ospiti, oltre ai LMALL, anche Freaky Mermaids, Edipo (presto un post su di lui, qui), Massimiliano Tonolini e Andrea Abeni degli Annie Hall.

All apples are red, except for those wich are not red pendola fra il pop british un po’ twee e l’indie rock venato di elettronica. I riferimenti, come già detto, sono per lo più i Beatles, ma anche il Paul pensiero del periodo solista, qualche altro gruppo che da quella scena ha preso le mosse, come Oasis (The Hospital) e compagnia brit-pop bella.
Il risultato è un disco coerente, ma mai monotono, episodi un po’ più obliqui fanno decisamente drizzare le orecchie e sgranare gli occhi. Come Chance, che ricorda gli indimenticati (e indimenticabili, per quanto mi riguarda) Unicorns; o Just a Girl, la mia preferita, che ha riverberi e solennità fra Phil Spector e la scena shoegaze di fine anni 80 inizio 90.

Album POPolare per l’ora del tè, indicato per i pomeriggi uggiosi nel sobborgo di una qualsiasi città inglese degli anni 60. Disco che in vinile suona meglio, da ascoltare sul divano seduti a gambe unite, mani sulle ginocchia, occhi fissi sulla carta da parati e testa ciondolante.

Jules Not Jude - Chance

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2 Commenti a “Jules Not Jude, All apples are red, except for those wich are not red”

  1. 1 Wasabi Radio
    ha commentato alle 11:07 del 24 dicembre 2010:

    Non ho capito bene attraverso quali link ho raggiunto il tuo blog, ma per fortuna l’ho raggiunto. Davvero un’ottima scoperta per me! Complimenti.
    p.s. adoro questo disco. Lo acquistai già solo per il gioco di parole tra nome della band e il titolo.

    Barbara

  2. 2 Fran
    ha commentato alle 22:37 del 24 dicembre 2010:

    Eh, per fortuna che esistono i link, se no sai che noia il web :D
    Anzi il web senza i link non esisterebbe proprio, quindi linkiamo ragazzi linkiamo!

    Digressioni filosofiche a parte, anche io ho scoperto il tuo sito attraverso il tuo commento. Quindi dico, grazie per i complimenti ed evviva pure i commenti!


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