Forty Winks, Bow Wow
Pubblicato da: Fran il 31 marzo 2011 | Categoria: Indie Italia | 1 Commento »
Dei Forty Winks mi sono sempre chiesto in quale degli oltre mille concerti fra Italia, Europa, Giappone e USA, abbiano perso il The (articolo determinativo inglese) davanti. Sì perché con quel sound così aggressivo e diretto, con quei riff così catchy e graffianti, sarebbero stati un caso da manuale indie rock, al capitolo “Gruppi garage con il The davanti: le band italiane”.
Bow Wow (marzo 2011), è il terzo disco della discografia dei Forty Winks, sancisce l’ingresso della band bolognese nel roster della Unhip ed esce dopo 3 anni di silenzio e altrettanti di aspettative (la rivista Alternative Press li segnalò come uno dei migliori gruppi europei).
Il disco, che sarà distribuito da Audioglobe, rappresenta un cambio di rotta per quanto riguarda il sound della band: alle consuete chitarre si affiancano in modo importante sintetizzatori, piani elettrici, hammond e tastiere varie. Questo cambiamento, netto ma anche credibile e ponderato, assieme ad un background di riferimento difficilmente inquadrabile (i riferimenti spaziano da Elvis Costello al primo Bowie fino al unconventional britpop dei Blur), denotano un eclettismo e una capacità di rinnovarsi fuori dall’ordinario.
Segnalo infine che Forty Winks presto saranno “in missione per conto di dio” (e per conto della Virus Concerti) nei migliori e peggiori locali d’Italia, un feedback sul loro potente approccio live potete chiederlo a Queens Of The Stone Age, Juliette and the Licks, Blink-182 e Jimmy Eat World.
Gran bel disco davvero.
Forty Winks - Meet You At The Bar


Ash Gray Sunday 

ha commentato alle 11:41 del 14 febbraio 2012:
“Dei Forty Winks mi sono sempre chiesto in quale degli oltre mille concerti fra Italia, Europa, Giappone e USA, abbiano perso il The (articolo determinativo inglese) davanti. Sì perché con quel sound così aggressivo e diretto, con quei riff così catchy e graffianti, sarebbero stati un caso da manuale indie rock…”
Il mi sono SEMPRE chiesto è un po’ esagerato … il “the” non c’è mai stato semplicemente perchè i grandi FW nascono punkrock e chi li segue dai tempi del “magnotta” questo lo sa.
Grazie alla loro bravura ed il loro saper leggere i tempi, ora la The se la meriterebbero..ma chiedete a loro se siano d’accordo…