Amor Fou, I Moralisti
Pubblicato da: Fran il 7 maggio 2010 | Categoria: Indie Italia | 4 Commenti »
Ho I Moralisti degli Amor Fou in heavy rotation (come si diceva una volta) da domenica, e in tutta onestà non è che mi impressioni così tanto. A cominciare da quella sensazione di déjà vu che mi prende ogni volta che parte la traccia numero uno, ma non avevamo già vissuto tutto questo con i Blond Redhead e la 4AD 10 anni fa tipo?
Alcuni momenti a onor del vero sono davvero alti, con estetiche vicine al cantautorato italiano più melodico di De Andrè (Il Mondo Non Esiste), liriche da decadenze post-urbane “alla Baustelle” (Peccatori in Blue Jeans e Cocaina di Domenica) e brezze oniriche ammiccanti Battiato (Filemone e Bauci già su un Ep del 2009). Non tutti i pezzi mi esaltano allo stesso modo però, ma questa ovviamente è questione di gusti, credo. Diversamente sarebbe un capolavoro.
Di contro una scrittura molto originale, che alterna sotto l’occhio di bue personaggi protagonisti di vite proprie, le cui vicende sono sviscerate da fuori e da dentro attraverso la penna di Alessandro Raina (ex voce dei Giardini di Mirò). Per vouier di vite altrui.
Cosa si dice degli Amor Fou su Twitter
Che piaccia o meno, I Moralisti è uno degli album più chiacchierati in rete negli ultimi mesi, probabilmente anche questo ha contribuito al cambio di etichetta discografica (dalla Tempesta alla EMI). Ecco cosa si dice su Twitter:
L’inizio di Anita degli Amor Fou mi distrugge ogni volta, ogni cazzo di volta, è incredibile
L’ultimo degli Amor Fou spacca
lavora ascoltando l’ultimo Amor Fou!
ma ragazzi la prima strofa del testo di ‘Anita’ degli Amor Fou è preso da una poesia di Dorothy Parker, sapevatelo!
comunque zero indiesnobism: gli Amor Fou devono diventare famosi, quanto e più dei Baustelle
effettivamente “Le promesse” è un pezzo PAZZESCO. E lo dice uno che non ha mai amato gli Amor Fou.
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Amor Fou - Il Periodo Ipotetico (da La Stagione Del Cannibale)


Ash Gray Sunday 

ha commentato alle 14:03 del 10 maggio 2010:
Ma se un disco del genere lo avessero fatto le Vibrazioni?
Credo che ci sarebbe stato molto meno clamore nel mondo “indipendente”, purtroppo musicalmente questo disco degli Amor Fou offre pochino.
Baustellianamente indisponenti…
Però, un pò perchè siamo prevenuti un pò perchè ci si convince, siamo tutti a parlare di “capolavoro/disco del decennio”…
I testi? Molti sbrodolano e parlano di capolavori, dicono che Raina ha avuto il coraggio di sporcarsi le mani con la realtà, che ha cercato di raccontare questi nostri anni, questa nostra Italia con sguardo critico…io credo che non basti una battuta su Facebook o sul Videopoker per descrivere un decennio
ha commentato alle 13:38 del 11 maggio 2010:
Ciao Enrico, guarda mi ripeto, non è che mi abbiano impressionato così tanto. O almeno, non così tanto come il clamore che hanno suscitato in rete.
Disco del decennio no di sicuro, ma sicuramente ben sopra la sufficienza. Poi ti dico, alcuni pezzi sono davvero notevli e in generale i testi mi piacciono assai. Per quanto mi riguarda promossi, pur senza aver inventato nulla di nuovo, poichè i riferimenti mi paiono abbasatnza espliciti se non addirittura volutamente palesati.
Non credi?
ha commentato alle 13:32 del 13 maggio 2010:
Sicuramente è un disco “onesto”, piacevole ma niente di più…ciò che mi turba è il clamore con cui è stato accolto (fior fior di siti e magazine che danno voti tra l’8,5 e il 10) e soprattutto l’enfasi con cui si è cercato di vederlo come “un disco contro” e rivoluzionario solo perchè i testi criticano quei due o tre clichè…
In breve, il disco non è malaccio ma non è certo da meritare tutti quegli elogi…
ha commentato alle 21:51 del 18 giugno 2010:
forse piace così tanto perchè in Italia roba del genere non se ne vede da parecchio? :D
onestamente se Le Vibrazioni facessero un disco del genere oserei gridare al miracolo.
Per questo, teniamoci questa perla del 2010. Il nuovo decennio ci dirà se buttarla o meno :)