• Enthusiastic about digital music, sound surfer, loves vinyl.
  • Art, like knowledge, should be free to the world.
  • How music changes through the years.
  • Cause none of them can stop the time.
  • Pop culture addict.
  • Listen, mate, life has surface noise.

Das Racist, Sit Down Man

Pubblicato da: Fran il 11 gennaio 2011 | Categoria: Hip Hop | 2 Commenti »

Le tendenze musicali del 2011, quelle compilate da Shazam mica un guru qualsiasi, danno il rap come uno dei protagonisti dell’anno appena cominciato.
Leggo, rileggo, leggo-di-nuovo.
Ci sono almeno 2 cose profondamente sbagliate in questa frase, roba da accartocciare il blog e buttarlo nel cestino con un “cioff” da NBA.
Puzza sotto il naso numero 1: il Rap è schifosamente di tendenza da almeno un decennio.
Puzza sotto il naso numero 2: il rap di chi si prende troppo sul serio, il rap patinato, il rap senza storia, senza radici, senza fantasia e fine a se stesso “perché tanto vende”; quel rap lì lo schifo dal profondo.

Quello che apprezzo invece, probabilmente senza comprenderlo davvero a fondo nonostante le letture e gli ascolti propedeutici, è quel meltin-pot di campionature, quegli scratch ignoranti, roba che dove gira sta musica le uniche catenelle che si vedono sono quelle dei bagni pubblici. Certe rime sprezzanti e veloci, sbiascicate in chissà quale slang, rimangono spesso solo un’intuizione, ma mi fanno sorridere e divertire.
Poche volte colgo la provenienza di una campionatura, ma dialoghi tratti da film, temi musicali di vecchie pellicole, risate e schiamazzi coagulati in musica sono frutto di menti superiori, io dico.
Qualcuno ha detto MF Doom? Esatto proprio come lui, ma si chiamano Das Racist e mi piacciono, e di sicuro non finiranno fra le tendenze del 2011.

Das Racist è un duo rap di Brooklyn formato da Himanshu Suri e Victor Vazquez (supportati da Ashok Kondabolu nelle esibizioni live). Non solo Il Razzista non ha ancora un’etichetta che io sappia (e non è detto che ne voglia una), ma ha pure delle idee tutte sue sul copyright, tema che discuterà giovedì (13 gennaio) in un intervento dal titolo Fair Use in Hip-Hop Culture in occasione del World’s Fair Use Day presso il Washington Post Conference Center.

Il rap dei Das Racist, per loro stessa ammissione, ha un approccio “decostruzionalista”, le rime sono ricche di humor e di riferimenti criptici che spesso rimangono un vero e proprio segreto fra i due autori. Come quando alle medie le mie amiche mi dicevano “fafa pfife fafavano fifu fofifi” e io non ci capivo un cazzo e loro ridevano. Poi un giorno mi hanno detto che sostituivano qualcosa con la f e che era un’alfabeto-qualcosa e che era figo, ma era gente con parecchio tempo libero e pochi dischi da ascoltare credo.
I due sbarbatelli si fanno notare nel 2008 con il pezzo Combination Pizza Hut and Taco Bell e nel 2010 sfornano il doppio mixtape, a Shut Up, Dude segue questo Sit Down, Man, che vi consiglio caldamente se apprezzate il genere.

Ah, come ogni disco di questo tipo, è fitto di featuring, collaborazioni e produzioni di grido: da Jay-Z a Diplo a El-P.

Das Racist - 17 You Can Sell Anything (Produced By Diplo)

Potrebbero interessarti anche...

  • (m+a), (M+A)

    Non è stata una settimana facile e penso che questo si rifletta in qualche modo anche negli ascolti: tutta roba che s'ingarbuglia nelle orecchie...

  • L’orso, L’Adolescente EP

    L'orso è un progetto di Mattia Barro e Tommaso Spinelli e L'Adolescente è il loro EP d'esordio, with a little help of their friends...

  • Vanity, The First Quiet Night

    Una volta qualcuno di importante per me, mi disse: "sapevo che avresti trovato presto la tua strada". C'ho pensato spesso e credo che sia un gran...


2 Commenti a “Das Racist, Sit Down Man”

  1. 1 Dav
    ha commentato alle 22:09 del 22 gennaio 2011:

    Das Racist è davvero un progetto geniale. Non siete stati in molti in Italia a parlarne.

    Complimenti per il blog.

  2. 2 Fran
    ha commentato alle 22:33 del 22 gennaio 2011:

    Ciao Dav, grazie per i complimenti.
    Das Racist merita davvero anche secondo me, in effetti in italia non se n’è trattato molto, io l’ho ascoltato sul podcast di Alza il Volume di Radio Rai 3, gran bella trasmissione, ed è stato amore al primo ascolto.
    Da seguire.


Lascia un commento