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Robert Wyatt, Cosmicopera

Pubblicato da: Fran il 19 novembre 2007 | Categoria: Free Jazz | 1 Commento »

Per chi si fosse perso le puntate precedenti Robert Wyatt è il fondatore e batterista di uno dei gruppi di Rock Progressivo più influenti nella storia della musica rock: i Soft Machine. 7 anni dopo aver fondato i Soft Machine, nel 1973, Robert durante un festino cade dal 3° di un palazzo e rimane paralizzato dalla vita in giù.

L’incidente lo prova duramente, nell’animo e nell’approccio alla musica e al suo strumento in particolare. Da lì in avanti comincia la sua carriera solista, il debutto post-incidente lo incide addirittura durante il periodo di riabilitazione, è il magnifico Rock Bottom. La musica del Wyatt solista è a dir poco inclassificabile, rock progressivo, free jazz, musica etnica, tantissime sono le influenze che convivono nelle incisioni del musicista di Canterbury. Cosmicopera è sicuramente un disco più leggero e meno denso di Cuckooland, più lucente in qualche modo più allegro.

Forse anche da questo il significato del titolo. In realtà tutto si può dire di Wyatt tranne che sia un tipo allegro. Interessante, meditativo, filosofico, cupo, ironico, profondo… tutto tranne che allegro. Il disco è diviso in 3 atti: Lost in Noise, The Here and The Now e Away with the Fairies. La divisione, simil formato vinilico, forse tradisce una velata nostalgia all’epoca in cui i dischi venivano concepiti in maniera organica e incisi per essere ascoltati interamente.

Cosmicopera è stato prodotto e arrangiato da Wyatt, registrato in casa di Robert in Louth, con session men che lo stesso Wyatt considera amici e il cui apporto e tracciabile durante l’ascolto del disco. Il musicista, come sempre, fa di necessità virtù e i mezzi espressivi che ha a disposizione vengono esaltati risultando un sound unico. I piatti della batteria, gli strumenti a fiato, la modulazione della voce trattata come uno strumento danno corpo a una visione della musica da una prospettiva “altra”. Il linguaggio musicale di Wyatt apre all’ascoltatore nuovi paesaggi sonori non convenzionali, spiazzanti, ma sempre oggettivamente belli. Cosmicopera non è certo Cuckooland, Shleep e tanto meno Rock Bottom, ma l’ascolto è caldamente consigliato e soprattutto, per chi ancora non lo conoscesse, l’avvicinamento è dobbligo.


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1 Commento a “Robert Wyatt, Cosmicopera”

  1. 1 joses
    ha commentato alle 09:55 del 23 novembre 2007:

    si si, fran concordo con te su questo dischetto..e ‘just as you are’ è una canzone come quelle di una volta..quanto me sento vecchio quando dico così, sob……saluti :)


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