Pubblicato da: Fran il 30 marzo 2011 | Categoria: Promuovere una Band | 0 Commenti »
Quando si va allo stadio tutti vogliono vedere tanti gol, ma ogni buon allenatore (a parte Zeman) sa che una squadra vincente prima di tutto deve subirne pochi.
Dev’essere la stessa considerazione che hanno fatto alla Exact Target, quando hanno pensato di approfondire le ragioni dei dislike e defollow su Facebook, Twitter & co. nel survey che trovate qui (via). Suona un po’ come un vecchio spot, ma rimane comunque sempre vero, a volte prevenire è meglio che curare.
Una sola avvertenza: come spesso mi capita, accanto ai numeri nudi e crudi, trovate qualche mia considerazione, maturata di fronte a case history reali di band indipendenti italiane.
Dislike su Facebook, alcune possibili cause
Per quanto riguarda Facebook il fulcro del problema sta nel diverso modo in cui gli utenti percepiscono le pagine fan. Alcuni vedono il “Mi Piace” come un modo per sottolineare i propri gusti e per profilare ulteriormente il proprio profilo, altri vogliono restare aggiornati sui prodotti di uno specifico brand e sono più “consapevoli” che potrebbero ricevere messaggi pubblicitari. La discriminante in questo caso è l’età: il 40% dei giovani dai 24 anni in giù si aspetta messaggi pubblicitari via Facebook, dai 35 anni in su la percentuale sale al 55.
Ovviamente stiamo parlando di aspettative, ottenere un “Mi Piace” non equivale ad avere un consenso per l’invio di materiale pubblicitario.
Per esperienza diretta posso dire che l’alto numero di fan page a cui un utente aderisce, in concomitanza con un esagerato numero di post giornalieri delle stesse, può portare dei dislike, che devono essere letti come dei: “Hey mi stai sommergendo di messaggi, basta!”
Si arriva ad una situazione analoga permettendo alle diverse piattaforme musicali di connettersi con la propria fan page e di pubblicare qualcosa. Lo fa SellaBand, ad esempio, che quando è autorizzata pubblica la news relativa alla creazione di un nuovo progetto di crowdfunding sulla fan page della band interessata, e lo fa pure in inglese. E’ chiaro che i fans italiani potrebbero viverlo male, è uno spot finalizzato alla richiesta di un finanziamento ed è in inglese!
Anche la lingua in cui si posta è un problema per le band che hanno fans provenienti da diverse nazioni. In questo caso è necessario postare in italiano e decidere che questo aggiornamento sarà visibile solo agli utenti italiani (è possibile farlo cliccando sul menù a tendina “Tutti / Personalizza” di fianco al pulsante della fan page “Condividi”). Successivamente lo stesso contenuto può essere postato in inglese e visibile solo agli anglofoni, o in caso non postato affatto, del resto del tour in calabria, che gli frega ai fans statunitensi?!?
Defollow su Twitter, i motivi

Per quanto riguarda Twitter il problema sembra diverso, il punto non è la frequenza, ma la qualità dei contenuti. Di solito chi decide di non seguirti più lo fa perchè i contenuti postati sono noiosi (il 52%) o perché si erano iscritti in seguito ad una promozione (magari per un download pagato con un Tweet) e poi i contenuti pubblicati non sono stati all’altezza delle aspettative (il 27%). Gli aggiornamenti troppo frequenti sono il motivo del defollow solo nel 39% dei casi.
Se ti stai chiedendo come sapere chi non ti segue più su twitter, sappi che puoi utilizzare qwitter.
Pubblicato da: Fran il 23 marzo 2011 | Categoria: Promuovere una Band | 0 Commenti »
Sembra che passare i testi della canzone durante l’esecuzione di un video musicale sia una buona pratica. Detta così sembra un po’ un’idea di merda, mi rendo conto, eppure gli elementi multimediali legati al digital pack dell’ultimo album degli Arcade Fire, hanno giocato un ruolo determinante nel loro recente trionfo agli ultimi Grammy Awards. Certo questo non può essere un motivo sufficiente, mi sono detto, allora perché in rete ho trovato questi due post a proposito di questo argomento? Li ho letti e c’ho capito qualcosa in più, ecco in breve il punto e qualche considerazione.
I fans creano video in stile Karaoke
Dei due post il primo perora una tesi abbastanza semplice e quindi condivisibile: molti fan, magari non di lingua madre, aggiungono dei sottotitoli con i testi della canzone ai video musicali. Se lo fanno i fans, a volte con scarsi risultati estetici, perché il lyric video non dovrebbe farlo direttamente la band?
In effetti sul profilo ufficiale della band potrebbero essere caricate 2 versioni dello stesso video, una con i sottotitoli e una senza. In questo modo ad essere condiviso sarà quasi sempre un video ufficiale (con il link alla pagina YouTube della band).
In un contesto storico in cui la radio ha perso parecchi punti a favore di YouTube (e di internet in generale), questa idea è più che mai concreta, senza contare, come già accennato nell’introduzione, che i sottotitoli forniscono un’esperienza migliore per i fans, più ricca.
R.E.M. Vs YouTube
Il secondo articolo parte da un presupposto altrettanto ragionevole: nel web dell’istant search i fans esigono gratificazione immediata e quando cercano una canzone su Google si aspettano di trovare il tal brano nel primo link proposto dal motore di ricerca, soprattutto ora che siamo in piena post-MySpace Era.
E’ chiaro che questo stride con i lunghi tempi di produzione di un video professionale.
A proposito di questo sembra geniale l’idea dei R.E.M. di pubblicare un lyric video di Oh My Heart. Basti pensare all’ultimo album dei Radiohead, il giorno stesso in cui uscì The King of Limbs erano già presenti diverse playlist, tipo “The King of Limbs [Full Album]“, tutti un-official ovviamente.
Da questo spunto ecco l’idea mutuabile: pubblicare dei lyric video direttamente sul canale ufficiale della band o della label. Tanto se la canzone piace prima o poi qualcuno lo farà anche senza il consenso della band, perché non anticiparlo dunque?
Per quanto possa sembrarmi strano, pare che i nativi digitali passino da YouTube prima ancora che dal Peer! Questo è un vantaggio per gli artisti, perché sul Peer non c’è possibilità di intervento, se non la richiesta di rimozione (come andare contro i mulini a vento), mentre su YouTube caricare dei lyric video prima di chiunque altro significa per lo meno prendersi dei subscribers.
L’esempio di Oh My Heart si presta bene per essere replicato anche senza un grosso budget a disposizione, con un approccio tipicamente DIY. Con un po’ di fantasia, un’idea e un minimo know-how (with a little help of our friends Windows Movie Maker & Adobe After Effects) chiunque può ottenere un risultato analogo su YouTube.
Pubblicato da: Fran il 16 marzo 2011 | Categoria: Promuovere una Band | 1 Commento »

A proposito di Facebook qualche settimana fa eMarketer pubblicò un report sulle fan page di successo, l’analisi non menzionava le landing tab, ma il minimo comune denominatore degli esempi citati nella ricerca è proprio la presenza di una pagina welcome.
La pagina welcome, più propriamente detta landing tab o welcome tab è l’accoglienza dedicata a chi visita una pagina di cui non è ancora fan. Una volta atterrati sulla welcome, è possibile diventare fan (da quel momento in poi si verrà sempre reindirizzati alla bacheca) o navigare normalmente fra i vari contenuti in modalità “non fan”. Vedi esempio.
Dalla welcome tab si può passare alla bacheca con un click, anche senza diventare fan, ma questo non è ancora universalmente noto, ecco perché di fronte ad una landing tab c’è una percentuale di “Like” maggiore della media.
Il vero vantaggio di configurare una landing tab come “prima pagina” da mostrare ai “non fan”, è che questa è il luogo migliore per focalizzare l’attenzione dei distratti facebookiani su qualcosa di specifico, nel caso di una band: l’ultimo video, il nuovo album, le date del tour…
Esempio concreto: l’ultimo singolo della band passa per radio (o su MTV, o sul podcast di Polaroid, o viene menzionato su Italian Embassy), l’utente va a cercare il gruppo su Facebook, atterra sulla landing tab e trova subito il video del singolo che l’aveva colpito = tutto funziona = alta percentuale di “Mi Piace” (poi sta a voi stabilire quanto vale un Mi Piace).
Tutte queste considerazioni hanno mosso i My Awesome Mixtape a realizzare una landing tab (quella che vedete qui sopra) funzionale agli scopi di cui prima. La pagina è stata realizzata da Scismatica con qualche mia dritta. Sulla landing tab non c’è troppo spazio e conviene focalizzarsi su pochi e chiari elementi/obbiettivi, in questo caso li ho inquadrati in rosso e numerati:
1) La call to action, ovvero l’invito a cliccare sul “Mi Piace”, mai darla per scontata
2) Il contenuto da promuovere, in questo caso gli account social, ma successivamente l’ultimo video o il nuovo album
3) Il richiamo al crowdfunding un’attività molto importante per il gruppo
Tool DIY per realizzare una landing tab
Per chi volesse cimentarsi da solo con la creazione di una pagina del genere segnalo l’esistenza di questo tool, costa 3 € e qualcosa al mese ed è molto facile da usare. Chiaramente non è come realizzare qualcosa ad hoc.
Pubblicato da: Fran il 24 febbraio 2011 | Categoria: Promuovere una Band | 1 Commento »

Cogliere l’enorme differenza fra una buona strategia di email marketing e l’invio di email a centinaia di indirizzi tramite Outlook Express o Thunderbird, non richiede troppa immaginazione.
Usare un sistema di invio newsletter presenta moltissimi vantaggi rispetto a spedire email dal proprio pc. Ad esempio quando si invia una newsletter da Outlook, ogni destinatario finisce in CopiaConoscenza, molto sconveniente. Inoltre i principali provider di posta elettronica potrebbero bloccare il vostro indirizzo, ad esempio se il tal giorno, nello stesso istante, inviate una mail identica a 100 indirizzi GMail, finirete “flaggati” o nello spam. In questo modo, inoltre, non avrete mai nessun tipo di report, non potrete sapere chi legge la vostra newsletter e cosa fa (dove clicca).
La lista degli sconvenienti sarebbe ancora lunga, ecco perché è importante avere una strategia di email marketing, qui sotto trovate una semplice strategia DIY per le band.
Creare una lista
Chiunque arrivi a chiedersi quale strategia di email marketing sia più appropriata, per la newsletter del proprio gruppo, probabilmente ha già una lista di email da gestire. Spesso le band hanno una rubrica fitta di indirizzi dalla quale attingere, che è il frutto di anni e anni di corrispondenza con i fans. Esistono diversi modi per infoltire questa lista. – Senza contare che utilizzare la rubrica di outlook per fare email marketing non rispetta le norme che regolano la privacy. -
Una delle soluzioni più idonee e utilizzate dalle band per allungare la propria lista di iscritti alla newsletter è il widget di Topspin. Topspin è una piattaforma per fare del “direct-to-fan marketing” e fra i vari tool offre il widget per regalare un brano in cambio della sottoscrizione alla newsletter.
In questo modo la vostra lista di utenti profilati crescerà.
Inviare mail tramite Mailchimp
Per quanto riguarda l’invio periodico della newsletter, consiglio Mailchimp, che è uno strumento ideale per gestire liste di email (anche importabili da un file csv, magari lo stesso file esportato dalla rubrica di Outlook o da Topspin) e le campagne di email marketing. Mailchimp è al tempo stesso completo e semplice da usare, ha un piano “forever free”, fino ad un limite di 2.000 iscritti e 12.000 invii al mese.
Mailchimp ha talmente tante features che è quasi impossibile conoscerle ed utilizzarle tutte, i principali vantaggi di Mailchimp sono:
- le email non partono dal vostro pc ma dai server di Mailchimp, questo comporta che tutti i destinatari riceveranno sempre le mail
- potete schedulare l’invio
- disponibilità di reportistica completa su quanti (e chi) hanno letto la newsletter, cliccato sui link
- pulizia automatica della lista
- widget per l’iscrizione da incollare sul proprio sito o sui vari social network
- decine di template già pronti e testati sui vari client di posta, possibilità di creare dei template da zero
Tantissime altre features le trovate qui.
Se deciderete di provare Mailchimp, ricordate di utilizzare questo link, avremo (sia io che voi) 30 $ in servizi aggiuntivi!
Blog + Mailchimp = Rss driven campaign
Un’altra possibilità interessante offerta da Mailchimp (ma anche da Feedburner di Google) è quella di creare una newsletter da un feed rss. Ad ogni aggiornamento del proprio blog, e di conseguenza del feed rss dello stesso blog, in automatico verrà spedita una newsletter a tutti gli iscritti alla lista.
Feedburner ha una configurazione più semplice, invece con Mailchimp bisogna perdere qualche minuto in più, ma Feedburner non offre quasi nessuno dei vantaggi che abbiamo visto sopra.
App
L’ultima caratteristica interessante di Mailchimp è la capacità di individuare degli utenti VIPs all’interno della lista e di etichettarli con un rating alto (ad esempio 5 stelline), in base alla loro interazione con le newsletter che via via invierete a tutta la lista. Con Golden Monkeys, un’App per Android e iPhone, è possibile monitorare i comportamenti dei propri iscritti VIPs, non solo le letture/aperture di email, ma anche tutte le attività correlate sui vari social in modalità push. Come dire: date un’occhio alle vostre groupies 2.0!
Pubblicato da: Fran il 9 febbraio 2011 | Categoria: Promuovere una Band | 2 Commenti »

Di sicuro qualcuno pagherebbe per questo servizio e invece è gratis (per ora!), HyperArlerts avverte ogni volta che su Facebook viene menzionato un argomento di interesse (tramite contenuto o commento).
Ebbene sì, fa quello che dovrebbe fare Facebook o per lo meno Google Alert, solo che il primo sembra essersi dimenticato questa funzione e fa orecchie da mercante, il secondo all’ingresso di Facebook si ferma di fronte al cartello “io qui non posso entrare”.
HyperArlerts è uno strumento di monitoring indispensabile per le band che devono, ogni giorno, tenere sotto controllo la propria web reputation.
Questo nuovo servizio è ancora in fase beta testing, ma i suoi punti di forza sono già palesi: interfaccia pulita, facilità di utilizzo (less is more) e forte intuitività.
La registrazione al servizio e l’iscrizione ad un flusso da monitorare, avvengono in un’unica fase. Si può scegliere di monitorare o alcune Fan Page specifiche indicandone l’URL o tutte le pagine su cui il “richiedente” ha cliccato “Mi Piace”. In entrambi i casi si dovrà concedere ad HyperArlerts l’accesso al proprio profilo.
Per ogni pagina che si decide di monitorare si possono selezionare tempistiche di invio report differenti, ad esempio email ogni giorno oppure report settimanali. Inoltre è possibile escludere i propri contributi dal monitoring.
Questo strumento è davvero qualcosa che prima mancava, non tanto per motivi voyeuristici, quanto per poter interagire con i fan più attivi in modo tempestivo (gli alert arrivano dopo pochi minuti) e propositivo.