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Il canale video di PJ Harvey, un uso originale di YouTube

Pubblicato da: Lara Vedovato il 18 maggio 2011 | Categoria: Promuovere una Band | 0 Commenti »

Su YouTube siamo ormai abituati ai canali delle band musicali, sui quali possiamo trovare video ufficiali, riprese live, dietro le quinte dei concerti e altro materiale utile per promuovere la band. Non capita spesso invece di incontrare account YouTube dedicati ai singoli album del gruppo. L’ha fatto egregiamente Polly Jean Harvey con la sua ultima opera Let England Shake. Quindi, analizziamo insieme la strategia così che possiate prendere spunto e spingere qualche vostro progetto musicale.

Il 14 febbraio 2011 Pj Harvey esce con il nono album della sua carriera Let England Shake: un’opera registrata all’interno di una chiesa del 19° secolo situata a Dorset in Gran Bretagna con la collaborazione dei fidati John Parish and Mick Harvey. L’album è un ritratto dell’Inghilterra e le sue guerre, le battaglie vinte nel passato, ma che hanno pur sempre portato morti e feriti.

Il canale letenglandshake è stato attivato il 16 dicembre 2010, quindi due mesi prima dell’uscita dell’album, e conteneva due video:
- Written On The Forehead, un video semplicissimo composto dal fermo immagine della copertina. E’ stato incorporato e presentato ai fan sul sito ufficiale dell’artista solo il 10/01/2011.
- The Last Living Rose, il primo video a far parte del progetto diretto da Seamus Murphy. E’ stato incorporato e presentato ai fan sul sito ufficiale il 12/01/2011.

Successivamente è stato pubblicato periodicamente un video per ogni canzone (alcuni anche in qualità HD) fino a comporre l’intero album. Non si tratta di semplici video, bensì piccoli corti che vanno a comporre un vero e proprio film, a volte impreziositi da interventi di persone comuni. Ogni video è contestualizzato sul significato della canzone ed è stato girato da Seamus Murphy (sei volte World Press Photo Awards) durante un viaggio in una Inghilterra che credeva di conoscere. Alcuni video sono montati su tracce originali mentre altri pezzi fanno sentire e mostrano una Pj dal vivo che suona all’interno di una stanza. Questi ultimi sono i miei preferiti come The Words That Maketh Murder.

E’ una strategia che può essere facilmente ripetuta. Vi basta un’idea un poco originale, delle riprese video e il vostro album occuperà un posto tutto speciale all’interno di YouTube.

L’unica pecca che son riuscita a trovare a questo progetto riguarda il mancato, per il momento, utilizzo della playlist. A me, che spessissimo ascolto le playlist tramite YouTube, sarebbe piaciuto ne avessero creato una così da permettermi di ascoltare una versione alternativa al classico album acquistato su iTunes.


Promuovere una band indie in Cina: il caso dei Three in One Gentleman Suit

Pubblicato da: Fraintesa il 14 maggio 2011 | Categoria: Promuovere una Band | 0 Commenti »

Diritti d’autore? Sui brani? E perché dovrei pagare per qualcosa che mi diverte?

Questa è l’originale e schietta risposta che si sono sentiti dare i Three in One Gentleman Suit durante il loro tour in Cina.

La band emiliana, tornata di recente dopo un tour di 13 date organizzate da una tour manager cinese, mi ha parlato della percezione dei supporti musicali in Cina. Direi che la frase di poco fa vi abbia già fatto intuire che là la SIAE non esiste. E, di conseguenza, ai concerti tutti sono abituati a scattare foto e riprendere (esatto, niente security che ti ringhia contro).
A questo punto la domanda sorge spontanea: ma i dischi allora non li comprano? (E’ vero che senza i diritti d’autore si uccide la musica?)
Paolo, cantante e bassista del trio, mi ha raccontato di aver venduto molti dischi durante questa tournée cinese. Ah, per “dischi” intendo CD. Niente vinile: loro guardano avanti, e adorano le nuove tecnologie (con buona pace dell’autore di Indie Riviera, patito di vinili). Ad ogni tappa del tour, i 3 ragazzi hanno dovuto sottoporsi all’immancabile rito degli autografi e delle fotografie, scattate con macchine fotografiche digitali che forse noi vedremo in Europa l’anno prossimo. A quanto pare in Cina preferiscono comprare tutto ciò che sia piccolo, tascabile: alla faccia del vinile, appunto.

E nei negozi di dischi, come funziona? Paolo mi ha fatto l’esempio di Wuan, negozio di dischi e abiti usati. Pare che il negozio di dischi medio sia molto settoriale, e venda solamente cd delle band straniere che hanno suonato nei paraggi, o della decina di band cinesi indie-garage esistenti.

Anche la promozione sui social media sembra atipica, in questo paese.
I TIOGS hanno un blog che avrebbero voluto aggiornare in tempo reale durante il tour. Non l’hanno potuto fare: la piattaforma di blogging Blogspot in Cina è bloccata (in quanto tool di Google).
Facebook nei computer cinesi non funziona: la sua home carica a vuoto all’infinito. L’unico blocco che si può aggirare è quello della sua chat, che grazie alle applicazione per mobile è raggiungibile anche lì.
Myspace? E’ l’unico social network internazionale che funziona. Anche se una settimana sì e tre no.
Non rimane che il Facebook cinese, Douban (che ha 48 milioni di utenti), dove i TIOGS sono riusciti a farsi creare una pagina fan da un conoscente locale. Perché se il tuo IP non è su un server cinese, l’accesso al social network ti è proibito.

Ora capisco cos’è la grande muraglia cinese.

UPDATE
- i Tiogs suoneranno con Bologna Violenta il 14 maggio (stasera) a Milano al Festival No Harlan
- è uscito il loro nuovo China Box, una raccolta in edizione limitata che contiene un CD, un BOOKLET e alcune FOTO del tour in Cina


20 modi per distribuire musica in modo creativo

Pubblicato da: Fran il 5 maggio 2011 | Categoria: Promuovere una Band | 5 Commenti »

Il mondo delle netlabel è un micro sistema a parte in un sottobosco, quello della musica indipendente, già di per se abbastanza nascosto. Trattasi comunque di etichette che distribuiscono musica online, in formato digitale, spesso sotto licenza Creative Commons, con un’attenzione particolare verso la condivisone e lo sharing online, tutta roba che ci piace!
Se siete completamente a digiuno vi consiglio di cominciare dal blog di Eldino, in particolare dalla sezione su come aprire una netlabel, da lì è tutto un link tira l’altro.

Detto questo, ho trovato sul blog di Disquiet (una netlabel orientata verso la muisca elettronica e ambient) un post di Marc Weidenbaum molto interessante, con 20 suggerimenti su come distribuire musica in modo creativo, come alcune volte mi capita, ve lo riporto letteralmente tradotto. Buona lettura.

Il movimento – anche se pare che siamo distanti dal chiamare quello delle netlabel un “movimento” – continua a crescere. Ma in tutto il suo slancio culturale, forse proprio per via di quello slancio, non c’è un chiaro modello di come funzionano le netlabel, almeno non oltre l’idea condivisa di distribuire gratuitamente musica scaricabile con il permesso degli artisti coinvolti.

Le netlabel funzionano in modi diversi: come siti web indipendenti, come sotto-domini di servizi di rilievo (.soundcloud.com, .bandcamp.com, .blogspot.com), come progetti laterali di etichette di dischi tradizionali, come podcast leggermente mascherati, come operazioni inaffidabili, come eccellenti imprese con tutto il rigore procedurale caratteristico degli affari commerciali. La mancanza di coerenza in realtà è una buona cosa, per la vivacità del movimento. Ma non significa che non ci sia qualcosa da imparare da tutte le netlabel che sono venute prima della vostra.

Da ascoltatore di vecchia data di musica rilasciata attraverso netlabel, vi propongo la seguente lista di modi per distribuire musica in modo creativo.

1. Procuratevi una URL dedicata. Nessun servizio hosting è per sempre.

2. Abbiate un feed RSS. E se decidete consapevolmente di non attivarlo, per favore spiegate il perché. L’assenza dei feed RSS in numerose netlabel è uno dei grandi misteri del campo. Viceversa se l’avete ricordate di spiegare cos’è e come può essere utilizzato a vantaggio degli utenti (n.d.a.)

3. Permettete lo streaming in aggiunta al download delle vostre tracce individuali. Non date per scontato che per il solo fatto che state distribuendo musica gratuitamente allora chiunque voglia entrarne in possesso senza un pre-ascolto. Fate in modo che ciascuna canzone trovi il suo personale pubblico, e di ricondurre quel pubblico poi all’album.

4. Prendete in considerazione l’idea di una netlabel solo per singoli. Ci sono molte più netlabel per album che per singoli in circolazione. Questa disparità ci dice che le netlabel per album sono più semplici da mantenere. Sfidate allora voi stessi e i vostri musicisti a ridurre le loro uscite a un assetto più individuale, e singolare.

5. Permettete anche il download dell’album completo come un insieme all-in-one. Scaricare ogni singola traccia individualmente è una seccatura.

6. Abbiate un “look” accattivante o che rispecchi la natura dell’uscita, anche se ciò che conta è che ogni distribuzione sia diversa dalla precedente, per un motivo significativo, anche uno solo.

7. Non modellate le vostre distribuzioni su quelle dell’industria tradizionale. Prendete ispirazione da media differenti: la televisione, i film, l’animazione, i fumetti, i giornali, le riviste, la radio e altri media in serie.

8. Non abbiate paura di far pagare. Distribuite gratuitamente, certo, ma considerate l’opzione “paga quello che vuoi” (in cui zero è un’opzione come le altre), create degli sgargianti oggetti in limited edition, aggiungete un link per le donazioni.

9. Create il vostro sito HTML5-friendly. Se non sapete cosa significhi quest’ultima frase, c’è una buona probabilità che il rapido consumo in espansione che sta avendo luogo su iPad e iPhone vi stia oltrepassando.

10. Includete un breve comunicato per ogni uscita che contenga informazioni chiave (persone, location, date, strumenti, un manifesto, etc.).

11. Linkate le informazioni sull’artista (biografia, discografia, presenza sul web, etc.). Senza i link non esisterebbe il web.

12. Rendete ogni lancio memorabile, non solo musicalmente e visivamente, ma nel modo in cui lo descrivete, come lo promuovete.

13. Considerate più servizi di file hosting. Quando archive.org o sonicsquirrel.net vanno giù nessuno si ricorda ma di “riprovare più tardi”.

14. Considerate le opzioni di copyright. Leggete Creative Commons, e magari prendete spunto la strada delle netlabel che ammirate.

15. Non fate uscire troppa musica, ma nemmeno troppo poca. Non lasciate che i vostri utenti si chiedano se esistete ancora, ma nemmeno dovete sovraccaricarlo.

16. Tag, non generi. Ripetete: tag, non generi.

17. Non alzate il volume più della vostra musica. Non dovete convincere nessuno facendo promesse troppo esagerate sul genio trascendentale dell’ultima release. Siate oggettivi e ogni uscita troverà il suo pubblico

18. Sviluppate un senso di comunità tra gli artisti della vostra netlabel. Fate in modo che si remixino a vicenda, e fate sì che quei remix portino il pubblico di un artista a cercare l’album di un altro artista. Combinate tracce simili per gradimento in percorsi tematici. Fate nascere collaborazioni.

19. Non siate insulari. Sviluppate un senso di comunità con altre netlabel.

20. Sorprendete la gente. Infrangete tutte queste regole in modo creativo.


Instagram per le band musicali

Pubblicato da: Manuel Da Ros il 27 aprile 2011 | Categoria: Promuovere una Band | 1 Commento »

Conosci Instagr.am?
E’ un’applicazione per iPhone che ti permette di condividere fotografie direttamente con gli amici, una sorta di diario (si lo so, non è un’idea nuova). Una delle cose che ha reso famosa questa applicazione sono i filtri “vintage” per rielaborare la tua fotografia.

Poi puoi condividere la fotografia molto velocemente all’interno degli altri social:
Facebook, Flickr, Foursquare, Twitter e via E-mail.
Effettivamente è un programma molto veloce, scatti la foto, la modifichi con un tot di filtri già impostati e la condividi.
Ti parlo di questa applicazione perchè la stanno già utilizzando gruppi musicali quali i Deftones.

DeftonesOppure in Italia la vediamo utilizzata da Frankiehinrg (che integra le fotografie sulla piattaforma Tumbler).
Anche i brand esterni alla musica la stanno usando, come ad esempio Redbull.
Instagram vanta 2 millioni di utenti registrati (non tutti realmente attivi) che inseriscono circa 290,000 fotografie al giorno.
In realtà non si capisce bene il successo di questa applicazione a discapito di molte altre tra cui Picplz o Hipstamatic.
Molto probabilmente queste applicazioni hanno fatto breccia sopratutto con le versioni precedenti dell’iPhone che avevano una qualità dell’obbiettivo fotografico scarsa, ecco quindi che correggevi il tiro facendo diventare la foto “vintage”;  infatti è nata una nuova applicazione, Burstn, che cita proprio “perchè modificare le foto? l’Iphone 4 ha una buona camera!”.
I filtri seguono tutto il filone Toy Camera quali Holga e il mondo Lomography.

Capiamone le potenzialità: chi non possiede un Iphone? :)
A parte questo, sperando che un domani l’applicazione si apra anche ad altri sistemi quali Android e similari, l’applicazione consente di interagire molto velocemente con i fans. Come dicevo scattare la fotografia e condividerla è una cosa velocissima, 3 click. Una volta inserita la foto viene vista da tutti gli amici di Instagram, allo stesso tempo viene inserita anche all’interno degli altri social (in modo da interagire anche con i non possessori dell’installazione).
E’ importante quando inserisci una fotografia di ricordarsi di inserire i tag, in questo caso si deve mettere il simbolo cancelletto davanti alla parola chiave. 

Non dimenticate di interagire con i fan e di trovarne sempre di nuovi andando a caccia di amicizie social per social.

Chiudo il post consigliandoti qualche altra applicazione sempre iPhone dedicata alla modifica delle fotografie:
PictureShow: è la mia preferita, ti permette di modificare con filtri già impostati ma allo stesso tempo di elaborarla al meglio come preferisci.
Panorama 360: ti permette di fare fotografie a 360°, perfetta per riprendere il pubblico davanti al palco.
IncrediBooth: hai presente le foto tessera che facevi in stazione dei treni? Quello è l’effetto.
Phoster: per fare i poster, cara band perchè non la provi per la locandina del tuo prossimo concerto?
Diptic: ti permette di fare collage di più fotografie.
Blender: puoi inserire una fotografia sopra l’altra, effetto doppia esposizione.
Decim8: ti trasforma le fotografie seguendo schemi…. matematici? mah, è da provare sicuramente
Labelbox: puoi inserire delle etichette alle fotografie.


Il progetto Burberry Acoustic

Pubblicato da: Manuel Da Ros il 11 aprile 2011 | Categoria: Promuovere una Band | 0 Commenti »

Il futuro è dei video, lo sappiamo bene noi italiani. Un video può dire velocemente molto più di un sito ben strutturato. Non parlerò dell’importanza per una band di realizzare uno o più video clip. Non parlerò degli okgo! e di come una band sia arrivata al successo grazie ai suoi video (non voglio quindi entrare nella discussione di chi dice che gli okgo! hanno firmato per una grossa etichetta solo per i loro video e non per le loro doti artistiche).
Vorrei però portare alla luce progetti video-musicali che definisco paralleli, lontani dai video clip pieni di Ferrari, Maserati e striminziti bikini.
Vorrei parlare di progetti come www.blogotheque.net che fa suonare gli artisti in posti “insoliti”, unplugged: sotto un esempio con gli Stars.

Stars | A Take Away Show from La Blogotheque on Vimeo.

Famoso il video del 2007 degli Arcade Fire in cui suonano all’interno di un ascensore. Qualche altro esempio: Chk-Chk-ChkBloc-PartyMumTahiti-80Vampire WeekendBeirutSufjan StevensThe NationalGrizzly BearThe Kooks…..

In casa nostra c’è Prontialpeggio, un progetto molto simile dove troviamo i nostri artisti “di casa” alle prese con esibizioni unplugged nei posti più insoliti; la sezione corretta si chiama piazza-delight. Qualche nome: A Toys OrchestraTre Allegri Ragazzi MortiDenteLe Luci Della Centrale ElettricaCanadiansEx-OtagoAmari, ecc..

Di questo fenomeno se ne sono accorte anche le marche di abbigliamento, un esempio su tutti è quello di Burberry con la campagna Burberry Acoustic, che ha attivato una collaborazione tra il brand e giovani artisti del panorama musicale britannico emergente.
Entrando quindi nella pagina fan di Burberry si trova il link “Acoustic” che riporta (nel momento in cui pubblico questo articolo) 20 video di altrettante band, tutte riprese rigorosamente acustiche in situazioni non standard per una band.

Sicuramente una riuscita campagna di avvicinamento tra il brand e il target giovane. Forse per i lettori che nel 2007 avevo visto il video citato prima degli Arcade Fire, può sembrare una copiatura, ma a noi va bene anche così, è pur sempre un canale di promozione in più per una ventina di giovani band inglesi.