Enthusiastic about digital music, sound surfer, loves vinyl.

Sound Wave Riviera #6

Pubblicato da: Fran il 7 settembre 2010 | Categoria: Music Business | Tags: , | 0 Commenti »

iTunes 10 + Ping

La novità del momento è sicuramente Ping il nuovo social network all’interno di iTunes. A meno di una settimana dal lancio abbinato all’upgrade di iTunes 10, Ping ha già raccolto non poche critiche. Prima di tutto per l’impossibilità di “dialogare” con altri social network (con l’amico/nemico Facebook in primis) e poi per altri limiti tecnici, come le difficoltà che si riscontrano nel caricare una profile pic, o per la mancanza di profili ufficiali per le band. Per quest’ultimo punto le dichiarazioni ufficiali dicono che “i profili degli artisti sono stati creati ad invito e continueremo a crearne ancora e ancora.” Questa risposta è stata data a fronte delle lamentele di diversi gruppi indie per il mancato arrivo dell’invito. Del resto Ping rappresenta un canale marketing non da poco per molti gruppi.
Fra i detrattori c’è anche Erick Schonfeld che ha scritto un accorato j’accuse su TechCrunch.
Io non ho ancora avuto modo di provarlo in maniera approfondita, ma credo che tutte queste critiche lasceranno il tempo che hanno trovato, ci mancherebbe!

Nonostante questo a pochi giorni dal lancio più di un milione di utenti si sono già iscritti a Ping. Secondo Eddy Cue il vice presidente dei servizi internet di casa Apple “Un terzo delle persone che hanno scaricato iTunes 10 hanno attivato le funzioni di Ping. Di conseguenza siamo certi che anche le prossime persone che scaricheranno l’ultima versione di iTunes si aggregheranno alla community, contribuendo alla crescita del social network.” Si tratta di un bacino potenziale di 160 milioni di utenti.

Google Music

Secondo le solite accreditate fonti non ufficiali, Google sta stringendo gli ultimi accordi con le label per aprire l’mp3 store di cui avevo già parlato qui. Google Music sarà sia un download store che un servizio musicale cloud based, che consentirà ai propri utenti di ascoltare la canzoni ovunque essi siano, tramite mobile. In casa Google sperano che il servizio riesca ad aprire prima di Natale.

Ora il mercato è già in fermento ma non bisogna dimenticare che un colosso come Amazon, che aveva un discreto vantaggio strategico rispetto ad iTunes, non solo si è fatto superare, ma non è mai stato veramente competitivo. Attento Google!
Inoltre Google dovrebbe imparare tutto di un business che non gli è troppo congeniale, non sono l’unico ad avere queste perplessitaà, visto che da più fonti arriva a Google il consiglio di acquistare ExtensionFm, una start up davvero interessante.
Comunque vada è già aperta la caccia al CEO di Google Music.

Al di fuori della Silicon Valley

Nel frattempo nel resto del mondo:
- a fine mese vedrà la luce Digirido il sito web che aiuterà “the music industry share and discuss marketing in the digital world
- in Brasile si discutono nuove leggi sul copyright, fra mille difficoltà la volontà sembra andare verso il File Sharing, info più dettagilate qui.

Ho dimenticato qualcosa?


Il documentario The Pirate Bay, finanziato in 3 giorni con il crowdfunding

Pubblicato da: Fran il 1 settembre 2010 | Categoria: Music Business | Tags: , | 0 Commenti »

Poi dice che i digital natives vogliono tutto gratis…
Il documentario su The Pirate Bay dal titolo AFK TPB, è stato interamente finanziato in 3 giorni grazie al crowdfunding.
E di esempi come questo ce ne sono a centinaia, ricordate In Rainbows dei Radiohead? Nel primo mese di vendite solo online, a offerta libera, fu scaricato oltre 1,2 milioni di volte, per un totale (pare) di 2,3 milioni di dollari di fatturato. Su questo dato in realtà circolano tantissime voci e altrettante versioni diverse, proprio perchè uscì senza casa discografica e senza intermediari e i Radiohead vogliono tenere riservati, giustamente, i dati sugli incassi.

The Pirate Bay Documentary, il trailer from Indie Riviera on Vimeo.

Il regista e produttore svedese Simon Klose sta realizzando un documentario sui fondatori di The Pirate Bay, il film si intitolerà TPB-AFK.
Secondo quanto dichiarato da Klose “AFK TPB non sarà un film fan-oriented, non sarà nemmeno un pezzo giornalistico sulla battaglia al copyright. Sarà un film per lo più incentrato sulle 3 personalità dei ragazzi il cui hobby si trasformò in un movimento sociale mondiale prima e politico poi.”

Crowdfunding

Il film è in una fase di raccolta finanziamenti attraverso il crowdfunding, ovvero attraverso la donazione di fondi da parte degli utenti che credono nell’opera e vogliono contribuire economicamente anche nel loro interesse culturale.
Durante i primi giorni il crowdfounding ha beneficiato di un link ben visibile sulla homepage del sito ThePirateBay.org (presente fino a ieri, al posto del classico galeone); questo in parte spiega il successo della campagna: l’obbiettivo minimo di 25.000 dollari, fissato dalla produzione, è stato raggiunto in soli tre giorni.
Oggi a poco meno di un mese dalla fine siamo a quota 32.000 dollari circa, ma la cifra aumenta di ora in ora e se volete contribuire potete farlo su Kickstarter, la piattaforma di crowdfunding che hanno scelto.

Grazie a tutto questo sarà possibile noleggiare un editor professionale e uno studio per completare il making of del film in modo professionale.

Quando uscirà AFK TPB?

La data di uscita del documentario dipende da diversi fattori, il più importante dei quali è sicuramente la tempistica di disimpegno dal processo legale in corso contro The Pirate Bay.

“A meno che il processo in corso al tribunale svedese non accelleri miracolosamente, siamo almeno ad un anno di distanza dalla serata inaugurale di TPB AFK” commenta Klose in un post del blog, in pratica si parla di anni.


Gli Under 30 che guideranno l’industria musicale, secondo BillBoard

Pubblicato da: Fran il 26 agosto 2010 | Categoria: Music Business | Tags: | 0 Commenti »

A BillBoard hanno un po’ la mania delle classifiche, non lo scopro certo io. A loro piace mettere in fila cose, stilare liste, compilare graduatorie… Da 6 anni a questa parte segnalano anche 30 giovani sotto i 30 anni, che grazie alla loro visione artistica e commerciale, guideranno l’industria dello spettacolo in generale e quella musicale nello specifico. La top 30 viene redatta dagli editori su una serie di candidature suggerite dai lettori (quest’anno 200).

Mi ha colpito il fatto che fra i 30 giovani abbiano trovato spazio anche diversi dirigenti delle etichette indie, che sembrano in grado di conquistarsi sempre più spazio. E’ la stessa tendenza osservata di recente nel successo in classifica di The Suburbs degli Arcade Fire.

Altro fenomeno degno di nota è la presenza fra gli executives, di alcuni CEO e fondatori di Social Network e piattaforme 2.0. Del resto nel 2007, in tempi ancora non troppo sospetti, nella classifica era finito anche l’allora 23enne fondatore di Facebook, Mark Zuckerberg. E tutti sappiamo l’importanza di Facebook per le Band e per la musica in generale.

Ho fatto una piccola selezione delle 2 categorie indicate qui sopra, trovi qui invece tutti e 30 i giovani predestinati.

La cosa antipatica è che il giorno prima della pubblicazione di questa lista, è uscito questo aritcolo su NewsWeek, secondo cui, per farla breve, “i lavoratori più anziani sono più propensi ad innovare piuttosto che i loro colleghi under 35“.

Priya Dewan | U.S. label manager, Warp Records

Priya DewanPriya Dewan ha 28 anni, cittadinanza indiana, è nata nelle Filippine ma è cresciuta a Singapore, il suo volto tradisce decisamente le sue origini orientali.
Priya ha contribuito in modo determinate all’affermazione della Warp Records anche negli Stati Uniti: “Sono estremamente orgogliosa e al contempo grata a Steve Beckett (il proprietario della Warp nda), per la fiducia che ha riposto in me affidandomi questa posizione di responsabilità nel Nord America”.
Il momento più bello Priya Dewan l’ha vissuto con l’8° posto ottenuto al debutto, dai Grizzly Bear con Veckatimest, che ha rappresentato il primo vero successo “commerciale” della Warp oltre oceano.

Natalie Judge | European label manager, Matador Records

Natalie JudgeLa 26enne Natalie Judge, ha svolto un lavoro analogo a quello di Priya Dewan, ma a sponde invertite e per la Matador Records. Natalie ha ottenuto un notevole successo l’anno scorso con Eternal dei Sonic Youth, portando il disco a 75.000 copie vendute in tutta Europa, superando le vendite di Rather Ripped uscito per la Geffen.
Tuttavia il fiore all’occhiello di Natalie Judge, per sua ammissione, è The Chemistry of Common Life dei Fucked UP, che ha venduto più di 6.000 pezzi nel solo Regno Unito: “Non male per una band con zero passaggi radiofonici e un nome che la maggior parte delle riviste non potrebbe nemmeno stampare” (Fucked UP non è una bella parola in effetti).

Alexander Ljung | Founder/CEO, SoundCloud

Alexander LjungAlexander Ljung ha solo 28 anni ed è il Chief Executive Officer di SoundCloud, la piattaforma 2.0 che permette di gestire con facilità i propri file multimediali, con un occhio di riguardo alla cooperazione, distribuzione e promozione degli stessi.
Alexander vorrebbe che la sua compagnia, lanciata nel 2007, diventasse quello che è Flikr per i fotografi. I presupposti sembrano esserci visto che la piattaforma è flessibile e il widget (l’mp3 player che si può embeddare nel proprio blog) di recente sono stato reso indicizzabile dai meta motori quali Hypem.com, fattore chiave per il successo di un’applicazione che si basa su file musicali pubblicati in rete.
SoundCloud ha sede a Berlino e conta già più di 1 milione e 300 mila utenti registrati.

Naveen Selvadurai | Co-founder, Foursquare

Naveen SelvaduraiIl 28enne Naveen Selvadurai sul suo curriculum vanta già diverse aziende importanti come: Nokia, Sun Microsystems e Sony Music Entertainment.
Naveen Selvadurai oggi è il co-fondatore di una delle startup più calde di Internet: Foursquare (di cui ti ho già parlato qui). Foursquare non è esattamente un’applicazione musicale, ma il riuscitissimo mix fra social networking, gioco e geo localizzazione, riscuoterà un discreto successo anche nel settore musicale. Questo perchè il web mobile è in forte ascesa e le applicazioni basate su funzionalità di geo-localizzazione hanno un grande potenziale per gli artisti, organizzatori di concerti e gestori di pubblici esercizi.

Alex White | CEO, Next Big Sound

Alex WhiteAlex White ha cominciato con uno stage alla Universal Music Group, ma non gli è servito troppo tempo per capire come stanno andando le cose. Forte di questa esperienza, il 24enne Alex da Boulder, in Colorado, sta per lanciare Next Big Sound. Quest’applicazione fornirà dati ed eleborazioni agli artisti e alle etichette che vorranno monitorare l’efficacia delle loro campagne sui social media.
Secondo il CEO di Topspin Ian Rogers pare che “Chiunque abbia visto i nuovi prodotti di Next Big Sound Premier abbia riferito essere le più nuove e interessanti features dell’industria musicale“.
L’idea venne ad Alex mentre cercava di capire quali azioni portassero il miglior ritorno sull’investimento (ROI) sui social media, in favore di una campagna promozionale dei Sing It Loud.
A quanto diece Alex White “Next Big Sound fornirà indicazioni in modo che possano essere prese decisioni basate su dati concreti.”


Flattr la piattaforma per i social micropayments

Pubblicato da: Fran il 14 agosto 2010 | Categoria: Music Business | Tags: , | 0 Commenti »

This Is Flattr, official launch from Indie Riviera on Vimeo.

Il fondatore del sito torrent Pirate Bay, Peter Sunde Kolmisoppi, noto anche con il nick brokep, ha finalmente aperto “al pubblico” Flattr. Dopo qualche mese di beta, in cui l’accesso era possibile solo tramite invito diretto, ora la start up del giovane svedese è aperta a tutti.

Flattr è una piattaforma per i micropagamenti sociali, studiata appositamente per musicisti, artisti, bloggers e più in generale per tutti gli operatori che con il loro lavoro (spesso gratuito) arricchiscono il web con nuovi contenuti di qualità. L’idea di Flattr nasce dal background culturale di Peter e dalle sue passate esperienze con Pirate Bay.
Flattr mette a disposizione un bottone (una sorta di widget più relativo pannello di amministrazione e tutto il resto) tramite il quale gli utenti affezionati, o quelli di passaggio, possono lasciare un micropagamento all’autore.

Sarà sicuramente una feature interessante ed utile anche per coloro che vogliono promuovere una band online e vendere la propria musica su internet.


Sound Wave Riviera #5

Pubblicato da: Fran il 9 agosto 2010 | Categoria: Music Business | Tags: | 0 Commenti »

La mia prima “Sound Wave Riviera” da due mesi a questa parte non può che aprirsi con la segnalazione del post di Wesley Verhoeve 2012 (or the year we finally took music back). Wesley Verhoeve è il fondatore della Family Records e nell’ultimo post pubblicato sul suo blog, s’immagina come sarà il “mondo della musica” nel 2012, evidentemente buono, come si può capire già dal titolo.
Consiglio di leggerlo è arguto, lucido, con un discreto occhiello su quello che “abbiamo passato”, nei ’90, nel 2000, sulla crisi di oggi e sulla fine del tunnel, che secondo Wesley punta dritto al web, alle nuove tecnologie e al digitale.

Visto che siamo entrati in argomento blog, ho apprezzato anche uno degli ultimi post di Seth Godin, per la cronaca uno dei miei autori di Marketing preferiti. Seth parla delle classifiche (quella di Billboard e della lista dei bestsellers del New York Times), ma anche di misurazioni al tempo dei Social Network.
A proposito di questo, in molti compreso il sottoscritto pensano che oggi più che mai i Like su Facebook, o gli streaming su Last.fm valgano molto più delle classifiche di MTV. Una risposta in tal senso ha provato a darla BigChampagne con il servizio Ultimate Chart, iniziative del genere in passato non hanno trovato grossi riscontri. Vedremo!

Wesley Verhoeve vede la fine del tunnel nel digitale, un’altro discografico più pragmatico e concentrato sul presente, come Megan Jasper della Sub Pop, ha idee un po’ più “analogiche”.
Il general manager della famosa label dei Nirvana, ha dichiarato di recente “Per anni abbiamo regalato gadget, nel tentativo di invogliare la gente a pagare per la musica, ma stiamo ripensando la nostra strategia in modo che la gente paghi per il gadget ed insieme riceva la musica gratis.”
Detta così suona male, una label dovrebbe concentrarsi prima sulla musica, poi creare gadget che gratifichino i prosumer, penso soprattutto al magnifico lavoro della Rough Trade.
Ma del resto se ci pensate è la stessa cosa che accade negli stadi delle grandi squadre europee (italiane apparte), c’è il museo della squadra visitabile gratuitamente e alla fine del tour ti piazzano il negozio con il merchandising.

Pare che Jeff Kleinsmith, art director della Pop Sub abbia già alcune idee insolite, ad esempio “Si potrebbe fare un pacchetto cool, ma senza il cd. E invece di un disco, si acquista un piccolo pezzo di carta che dice ‘vai qui per il download.’ Mi piacerebbe vedere questo.”

Apprendo dal blog di Michael Robertson che recentemente Apple ha rilasciato un aggiornamento del software di iDisk, il servizio di online storage simile a Google Docs. Nelle note di rilascio della versione 1.2 è menzionata la possibilità di ascoltare in background la musica storata online.
Questo significa che se carichi dei file mp3 sul tuo account iDisk, potrai ascoltarli su iPhone, iTouch e iPad.
Ovviamente non si tratta ancora di “iTunes in the cloud” ma è l’ulteriore conferma che è quella la volontà.

Vi lascio con un po’ di numeri.
In Spagna le vendite di musica digitale sono cresciute fino a prendersi il 26% del mercato, ma le vendite di musica in generale sono calate del 12,3% rispetto ai primi sei mesi dell’anno precedente, ha fatto da traino la crisi del cd. I compact disc hanno venduto nei primi sei mesi del 2010 57,1 milioni di copie contro i 76,9 milioni dell’anno precedente.

Siete pronti per un Ferragosto da Leoni?