Boards Of Canada, Trans Canada Highway [EP]
Pubblicato da: Fran il 10 luglio 2006 | Categoria: Indietronica | 0 Commenti »
A poco più di un anno di distanza da The Campfire Headphase esce un nuovo lavoro, questa volta un ep, firmato dagli scozzesi più elettrici in circolazione: i Boards Of Canada.
Il duo nasce con l’intento di rielaborare in chiave cinematic ciò che di televisivamente chic la cultura dei passiti anni ’70 seppe elaborare. Altrettanto devoti all’ elettro-new-wave i due, sfogarono ben presto le loro deviazioni sonore nel progetto Boards Of Canada. The Campfire Headphase li aveva visti adottare un mood più introspettivo, se possibile, rispetto a una discografia precedente quantomeno sbarazzina, Trans Canada Highway continua prevalentemente sulla stessa “autostrada” stilistica.
Ancora un disco “strumentale” quindi, nel senso letterario del termine, visto che in certi tratti appare perfino sinfonico. Non completamente una novità, visto che i nostri avevano imbracciato le chitarre già nel pluricitato disco precedente, suonando qualche accordo in studio, fatto inedito per un gruppo che semmai le chitarre era solito campionarle.
Un po’ tutta l’esperienza Boards Of Canada è raccolta in questo simpatico dischetto, paesaggi erbosi sintetici e sfrizzolanti di elettricità, beat sostenuti e ipnotici, synth eterei e filosofeggianti, passaggi strumentali e introspettivi. Caldamente consigliato, per chi li ha sempre seguiti, per chi è poco avvezzo all’ elettronica “ma però prima o poi…” , per chi è rimasto orfano in questo 2006 dei Radio Dept. Per tutti voi qui c’è una corposa ghiottoneria.
P/s Inizialmente il disco doveva a essere pubblicato il 06/06/06, richiamando così una cabala numerica già utilizzata in Geogaddi. L’intero ep è un concept realizzato durante un viaggio di mezz’ora, nel canadese, da St. John’s a Victoria. Ultima curiosità per l’ep è stato realizzato il primo video della band Scozzese.

Per gli Electric President un esordio che è già un classico della mitologia indie. Giovanissimi da Jacksonville (Florida) Ben Cooper e Alex Kane, si chiudono nella cameretta (ormai un classico) e con computer e chitarra acustica incidono il disco che stavamo aspettando.
Vale la pena parlare ancora di Khonnor perché la wide ha finalmente reso reperibile il suo esordio, Handwriting, anche in Italia. E così, nell’ estate della noia ecco quello che non ti aspetti, il disco dell’anno, quell’unica perla che vale la pena acquistare nel mare della mediocrità.

Ash Gray Sunday 
