Pubblicato da: Fran il 24 agosto 2010 | Categoria: Appuntamenti | 0 Commenti »

La Tafuzzy Records, come si può leggere dal sito ufficiale, è una etichetta discografica indipendente romagnola. Le band della Tafuzzy cantano e scrivono in italiano, suonano POP con approccio LO-FI , testardaggine PUNK, visionarietà FOLK e spacconeria HIP HOP.
L’ultimo week-end di Agosto i ragazzi della Riviera Free Music Society organizzano un Festival al castello degli Agolanti di Riccione: il Tafuzzy Day.
La due giorni di musica Indie comincerà venerdì 27 con un reading di Massimo Vitali e a seguire i live di Distanti, Aidoru, Late Guest (at the party), Drink to me e la performance di Dj Balli “Pizza Noise 100%”.
Sabato 28 si aprirà nuovamente con un reading di Massimo Vitali e di seguito i live di Dj Minaccia vs. Zagor Camillas, Cristio, Dino Fumaretto e Marino J Malagnino, per finire con la sonorizzazione a cura di Lompa!
Tanti amici e tanti gruppi attesi si susseguiranno sul palco, fra cui 2 vecchie conoscenze di questo blog. I Drink To Me, sensazione nostrana della primavera scorsa, fra elettronica, minimalismo, psichedelia e kraut rock, Brasil sarà uno dei dischi italiani dell’anno.
I Late Guest (At The Party) gruppo riminese dalle spiccate attitudini punk-funk con un sound molto vicino alle cose di casa DFA; segni particolari: abilità live fuori dal comune.
Siete avvisati per tempo!
Pubblicato da: Fran il 12 giugno 2010 | Categoria: Appuntamenti | 1 Commento »

Sono davvero eccitato all’idea che si terrà a Rimini la prossima edizione di Young Digital Lab, il format che fa capo, fra gli altri, agli amici Michele Polico e Alberto Antonello.
Il secondo appuntamento con il Young Digital Lab, l’evento formativo dedicato al social media marketing con il programma più attuale e cool d’Italia, si terrà l’1 e il 2 luglio, presso la sala workshop di ManagerZen a Rimini.
L’obiettivo di Young Digital Lab è quello di mostrare alle aziende, agli appassionati che vogliono approfondire, ai liberi professionisti e ai semplici curiosi, le opportunità che il web sponda social offre oggi. Allo stesso tempo si vuole sottolineare la necessità del cambiamento, nel marketing e nella comunicazione soprattutto. Il cambiamento che i media 2.0 impongono a chi vuole entrare dentro alle nuove conversazioni con i prospect, con i clienti e con i competitor. Queste conversazioni esistono già, che noi ci siamo o meno, è necessario esserci per non rimanere esclusi dalle nuove nicchie.
Il programma dell’evento prevede fra i relatori, alcuni dei giovani professionisti più promettenti a livello nazionale, per una volta largo ai giovani (ma solo a quelli più preparati).
A chi si rivolge?
A tutte le persone che vogliono tornare in ufficio con un carico di idee pronte per essere messe in pratica, per chi vuole capire meglio, per chi vuole imparare una nuova ed attuale professione.
Se segui questo blog capirai facilmente che io non potrò perdermelo, e tu?
Per richiedere maggiori informazioni o per prenotare direttamente, puoi scrivere a Michele o telefonare ad Alberto (348 9225265). Se ti capita, ricordati di fare il mio nome, patteggerò un trattamento di favore, ma non so se sarò ascoltato :)
Occhio però a non aspettare troppo, ci sono solo 30 posti e solo per chi prenota entro il 15 di giugno, c’è uno sconto del 10% sui 300€ previsti per l’ingresso.
Ultima cosa (giuro!), ovviamente il 1° luglio sera ci sarà un’evento nell’evento, mi riferisco alla Young Digital Night, stiamo cercando un posto adatto, hai un’idea carina per la location?
Pubblicato da: Lara Vedovato il 4 dicembre 2007 | Categoria: Appuntamenti | 0 Commenti »
Il Post-Song che vi propongo oggi è della mia amica/collega Lara Vedovato. Anche quest’anno ho bucato il MEI, ma per fortuna c’è andata lei. Ecco i suoi stornelli.
Grazie Lara.
Introduzione. Io c’ero! In realtà, per sostenere Massimiliano Nuzzolo della Jost Multimedia e i suoi “Soluzione” in lizza per il Premio Italiano Video Indipendenti, ma avendomi dato buca (vatti a fidare degli scrittori e manager discografici!) sono finita al MEI ad ascoltare un bel po’ di musica. Per chi non lo conoscesse, il MEI ospita etichette discografiche indipendenti, approfondisce e fa conoscere le iniziative di questo mondo attraverso convegni, incontri e showcase e dà voce alle band, le quali hanno a disposizione tre tende in cui esibirsi ininterrottamente e contemporaneamente dalle 11 alle 22. Per me, tutto ciò equivale al paradiso.
Strofa sui convegni. Ho assistito all’ interessante convegno “Musica e Territorio”. L’impatto degli eventi musicali sul contesto sociale, economico e turistico in cui è intervenuto anche Jan Briers, vicepresidente EFA (European Festivals Association) e General Manager del Flander Festival International, il quale ha presentato attraverso una slide i percorsi da affrontare per organizzare un festival in un determinato territorio e, al termine, ha riportato alcuni esempi di festival “alternativi” che mi hanno fatto pensare alla Coda Lunga: festival di nicchia organizzati per chi ama andare in bici, per chi ama andare in barca e così via. Insomma, più festival per tutti! :) (ed io, come posso non appoggiarlo?!). Per me, tutto ciò (festival per tutti!) equivale al paradiso.
Strofa sui live. Riguardo ai live, non avendo ancora il dono dell’ubiquità, mio malgrado, ho dovuto rinunciare ad ascoltare alcuni artisti dal vivo, sacrificandoli per altri, ma alla fine della giornata, sono stata comunque in grado di decretare i miei personalissimi vincitori: Premio Miglior Live agli”IoDrama (davvero molto coinvolgenti). Premio Originalità ai “ragazzi del Love Bus”. Premio Simpatia al cantante dei “MyChewingGum”. (per aver bloccato la sua esibizione e aver implorato al microfono: Ehi voi, non andatevene. Rimanete ancora vi pregooo, riferendosi a me e la mia amica, che imbarazzate e rosse vermiglio, abbiamo fatto retromarcia e atteso terminasse di cantare.
Conclusione. E’ stato stimolante e quasi commovente aver trascorso una giornata circondata dai live, dai ragazzi con la passione per la musica e dagli stand delle etichette indipendenti. Tutti con la voglia di farsi conoscere e in cerca di conferme o giudizi sinceri e professionali…
Ragazzi sorridenti con un forte sogno da inseguire e voglia di esprimere la propria creatività, essenza. Tutti riuniti in un unico posto. Il MEI. Per me, tutto ciò (festival per tutti!) equivale al paradiso.
Pubblicato da: Fran il 6 novembre 2007 | Categoria: Appuntamenti | 4 Commenti »
Il 28 ottobre 2007 è decorso il trentesimo compleanno di Neverminds The Bollocks, l’esordio dei Sex Pistols, convenzionalmente considerato la data di nascita del Punk.
La storia della musica, come la Storia con la S maiuscola, ha bisogno di convenzioni e punti di riferimento, così poco importa che le estetiche alla base del Punk fossero già da tempo sperimentate a Detroit, nelle incisioni di Stooges, Ramones ed Mc5, ad esempio. Neverminds The Bollocks arrivò nei negozi preceduto da una grande attesa, 125.000 copie erano già state prenotate ancor prima che il disco fosse messo in vendita.
I ragazzini che preannunciavano la rottura con l’Art-Rock, con il Progressive e con il “rock che non faceva altro che rigurgitare Chuck Berry” non ci misero molto a scalare le classifiche inglesi. John Lydon, Steve Jones, Paul Cook e Glen Matlock celebreranno il trentesimo anniversario da quella storica data: il 9 Novembre, con un concerto alla Brixton Academy di Londra. Non sono mai stato un grandissimo fan del Punk, ho amato solo i Clash, che da molti non sono nemmeno considerati Punk.
Questo per almeno un paio di motivi: pur avendo esordito lo stesso anno dei Sex Pistols, il gruppo di Joe Strummer sapeva suonare bene (caratteristica che andava contro la logica dei “tre accordi” in auge nelle bettole Punk) e fece un sacco di soldi. Oltre ai Clash, non sono mai riuscito ad affezionarmi a un genere che è nato come movimento ideologico ed è divenuto poi linea di abbigliamento. I Punk inizialmente erano giovani ragazzi senza distinzione di classe, c’erano sia appartenenti alla working class, che rampolli in vena di trasgressione.
Ma già pochi mesi dopo, l’onda d’urto aveva calato d’intensità e il senso comunitario si era spezzato. I gruppi più rappresentativi, che inizialmente dichiaravano di voler sovvertire il sistema, soprattutto quello discografico, ben presto si ritrovarono nelle mani delle stesse case discografiche. Il Punk era già una farsa anacronistica e contraddittoria. Trovo molto più interessante il proselito del Punk, ovvero il Post-Punk che interessò l’arco cronologico dal ’78 all’84.
Nel 1978 Johnny Rotten (il cantante dei Pistols) lasciò il gruppo, in seguito a gravi incomprensioni sorte durante il tour americano. Non solo, l’ex leader del gruppo si vide revocare il nome d’arte da McLaren, il manager dei Pistols. McLaren inizialmente lo aveva voluto per la sua prestanza fisica (sintomo di una pianificazione anche estetica, che cozzava un po’ con i principi Punk) e ora rivendicava la paternità e l’uso del nomignolo. John Lydon (questo il vero nome di Rotten) rimase segnato dalla piega che presero gli eventi ed è anche per questo motivo che decise di chiamare il suo nuovo gruppo Public Image Ltd (immagine pubblica a uso limitato).
I Public Image furono una sorta di gruppo Proto-Post-Punk, l’inizio di un nuovo approccio alla musica. Il Post Punk, partendo dall’Art-Rock, si prefisse l’obiettivo di una musica moderna e modernista, arrivando anche a performances estreme che coinvolgessero le altre arti, come la poesia, il cinema, la letteratura e la fotografia. Il peccato capitale del Punk, secondo i Post-Punk, era stato quello di reinterpretare in maniera aggressiva e trasgressiva un genere, quello garage, in realtà già esistente e quindi inadatto a rompere con la tradizione.
Alcuni gruppi Post-Punk sono in assoluto fra i miei favoriti di sempre: Devo, Pere Ubu, Joy Division, Fall, The Smiths, Talking Heads, Gang Of Four… Rispetto il Punk del ’77, ma ho dei seri dubbi su chi “consuma” l’estetica Punk oggi (e non mi riferisco alla musica): un modello ormai barbaramente commercializzato e assolutamente privo di significato. Qualcuno mi spiega qual è il senso, ad esempio, di Avril Lavigne?
Pubblicato da: Fran il 18 giugno 2007 | Categoria: Appuntamenti | 2 Commenti »
Giovedì 21 Giugno alla Corte degli Agostiniani a Rimini, saranno di scena i Blonde Redhead. La data rientra in un ciclo di concerti più ampio, chiamato Perquotere la Mente, usuale appuntamento estivo, imperdibile per i riminesi amanti della musica altra.
Già, ma chi sono i Blonde Redhead? Per quanti si fossero persi la puntata precedente, ecco il mio post dedicato al loro Misery is a Butterfly.
Ma credo comunque che una breve rinfrescata non faccia male a nessuno. Trattasi sostanzialmente di un trio, di sangue per i due terzi italiano e per la rimanente parte giapponese, con base a New York, città hype di quest’inizio millennio. 1993 I fratelli gemelli Amedeo e Simone Pace vivono a New York dell’età di 13 anni e nel
1993, dopo aver conosciuto in un ristorante italiano Kazu Makino e Maki Takahashi (l’allora batterista), decidono di mettere su la band.
1995 Blonde Redhead è il titolo di una canzone dei D.N.A. di cui i quattro si scoprono presto fans. L’ensamble viene inizialmente accostato ai primi Sonic Youth, causa un’ evidente propensione al noise e alle melodie acide. Non è un caso che dietro ai mixer, in fase di produzione dell’esordio omonimo, ci finisca Steve Shelley, il batterista dei Sonic Youth. Era il 1995 e poco dopo la stampa del loro debutto, Takahashi molla, la line up rimarrà invariata fino ai giorni nostri.
2000 La consacrazione definitiva del gruppo avviene al volgere del millennio, con l’uscita del magnifico Melody Of A Certan Damaged. Il successo viene confermato dall’imminente appendice, l’ EP Melodie Citronique.
2004 E’ l’ennesima svolta, il trio rompe definitivamente con la Touch And Go, l’allora casa discografica dei Blonde Redhead. Le registrazioni di Misery Is A Butterfly, di fatto, avvengono senza avere una casa discografica alle spalle, ma le sonorità, volutamente o no, ammiccano già ai lavori targati 4AD. Causa o effetto non è dato saperlo, ma la conclusione è che i 3 firmano per l’etichetta di Chris Sharp. Lo zoccolo duro dei fans rimane un po’ sconcertato, passare alla 4AD record significa abbracciare una filosofia musicale diversa, meno noise e sicuramente più melodica. Kazu tenta di placare gli animi: “abbiamo scelto di tenere a bada la nostra naturale tendenza a esplodere in momenti più dinamici, a volte violenti, per rendere più evidente la ricerca del bello”.
2007 Il resto, è storia, 23 è il “disco conferma” datato 2007, ancora sotto l’ala della 4AD e denota ancora una rinnovata empatia, con i suio suoni eterei e solenni della label di Sharp (un tempo barocchi e decadenti, quando a guidare la casa discografica era Russell-Watts).
Il concerto dei Blonde Redhead a Rimini è un’avvenimento imperdibile, se vuoi rimanere aggiornato sui migliori concerti della Riviera e sugli avvenimenti organizzati da Indie Riviera, ricordati di iscriverti a postcard, la newsletter di Indie Riviera.