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Wilco, Sky Blue Sky

Pubblicato da: Fran il 31 maggio 2007 | Categoria: Alt. Country | 5 Commenti »

Strategies 2007 di Milano (convegno sulle strategie di marketing per i Motori di Ricerca). Nonostante la stanchezza, non rinuncio a spendere due parole su quella che è stata la colonna sonora delle 2 notti in Hotel: Sky Blu Sky dei Wilco. Precedo ogni obiezione: sì, è un disco tutt’altro che adatto a una città fagocita-tempo come Milano!

La prima cosa che va detta circa il nuovo lavoro della band di Jeff Tweedy, è che O’Rourke non imbraccia la chitarra, e questo non lo leggo dalle note in terza di copertina, ma è ravvisabile dalle prime 4 note di fingerpicking. La seconda costatazione è che O’Rourke si occupa nuovamente della produzione e questo è altrettanto immediatamente palese. In Sky Blue Sky qualcosa è cambiato. Bella scoperta!

In realtà in sei album il suono dei Wilco non è mai stato realmente ascrivibile a un vero e proprio genere. E’ stato solo, frettolosamente, accostato a una fantomatica scena Alt.(ernative) Country, forse coniata esclusivamente per loro e per pochi altri emuli. Così, solo per prendere in considerazione la triologia best-seller, siamo passati nei tre step Yankee Hotel Foxtrot - A Ghost Is BornSky Blue Sky, dal pop venato di country, al roots da frontiera canadese, all’attuale folk country, acustico e riflessivo, con picchi di psichedelica schizofrenia.

Riflessivo e schizofrenico sono forse le parole chiave del disco, registrato presso il loft studio di New York. Così ci troviamo di fronte a costrutti musicali che per lo più partono acustici e fortemente folk e poi vanno a concludersi con prolisse code di chitarre rocciose, raggirate da serpentine d’organi. Fra una steel guitar e una caccia al greezly, ci rendiamo conto che i Wilco sono maturati con noi. Le orchestrazioni che in Yankee Hotel Foxtrot erano un pretesto pop-giocoso, per stupire l’ascoltatore in maniera forse gratuita o involontaria, oggi sono convertite a uso consapevole.

Piano, organo e viole sono una scala a 45° per una facile ascesa delle perle di Tweedy nel firmamento dell’indie, cui Sky Blue Sky è l’ennesima tappa d’avvicinamento. Una nota di plauso particolare è da assegnare alle liriche di Tweedy. Jeff è ispirato come ai tempi di Foxtrot e ora è quanto mai credibile l’epiteto “unico credibile erede di neil Young”.


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5 Commenti a “Wilco, Sky Blue Sky”

  1. 1 Sachiel
    ha commentato alle 19:47 del 4 giugno 2007:

    I miei Wilco preferiti sono quelli di yankee hotel, mentre a ghost is born è quello che meno mi piace ina ssoluto della loro discografia.Quest’ultimo non mi è ancora entrato dentro, non so perchè…pero’…..pero’ sono reduce dal primavera sound dove li ho visti la notte tra sabto e domenica, e il loro concerto è stato un capolavoro di intensità, classe ed energia.Indimenticabile.

  2. 2 Fran
    ha commentato alle 20:22 del 4 giugno 2007:

    Ciao Sachiel, bella mossa il Primanera Festival. Ho letto molte recensioni positive su quella performace.Probabilmente concordo con te, Yankee è il loro migliore.Ciao cioa

  3. 3 giuseppe
    ha commentato alle 12:13 del 7 giugno 2007:

    disco strano quest’ultimo dei wilco…fulminante all’inizio(le prime 4 canzoni scivolano via che è un piacere) poi si arena un po’ fino a diventere un po’ noioso…prese singolarmente le canzoni sono eccellenti, ma nell’insieme non so..cmq si viaggia sempre su alti livelli….

  4. 4 joses
    ha commentato alle 12:15 del 7 giugno 2007:

    giuseppe..sarei joses… :)

  5. 5 Fran
    ha commentato alle 14:51 del 9 giugno 2007:

    Ciao Joses, non saprei, siamo su standard qualitativi altini. Probabilmente è questa omegeneità ad appisolare un po’ sul finale.Un gruppo chiave del decennio comunque, siamo tutti d’accordo.Ciao ciao


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