• Enthusiastic about digital music, sound surfer, loves vinyl.
  • Art, like knowledge, should be free to the world.
  • How music changes through the years.
  • Cause none of them can stop the time.
  • Pop culture addict.
  • Listen, mate, life has surface noise.

Project Futura, il piano per rilanciare MySpace

Pubblicato da: Fran il 21 settembre 2010 | Categoria: Music Business | 1 Commento »

In molti lo avevamo dato per morto, io per primo, invece pare proprio che qualcuno in segreto stia lavorando alla sua rinascita, benvenuti a Project Futura – MySpace second Generation: The Rebirth. Ok, forse così è troppo da film di fantascienza, ma la notizia è proprio vera e in realtà nemmeno troppo segreta (ne parla anche TechCrunch)
Tom e i suoi amici, stanno lavorando ad una completa riprogettazione del primo(?) e più famoso social network musicale. I ragazzi devono aver preso la sensata decisione dopo aver udito le urla di Murdoch scuotere il palazzo, i numeri parlano chiaro e farebbero gridare chiunque. Nel dicembre 2008 MySpace aveva 125 milioni di visitatori unici mensili e 43 miliardi di pagine viste. Oggi sono 95 milioni i visitatori unici e 12 miliardi le pagine viste (fonte comScore). Myspace ha perso 30 milioni di utenti in 2 anni.

Project Futura, è il nome in codice del progetto che metterà a disposizione di un numero ridotto di beta tester alcune nuove funzionalità di MySpace, a partire dal 15 ottobre (occhio che la data potrebbe slittare). Le novità riguarderanno un’interfaccia più semplice, spazi pensati per l’usabilità del sito più che per l’advertising, meno disorganizzazione e l’immancabile streaming di attività, ormai marchio distintivo dei social network. Dunque molti elementi di puro design saranno rimossi e alcune modifiche saranno un evidente ripulitura del layout, questa nuova politica è stata intrapresa dopo le dimissioni del CEO Owen Van Natta, all’inizio di quest’anno.
Speriamo che riescano pure a renderlo più veloce (IMHO).

Fonti vicine a MySpace dicono che la News Corporation di Murdoch seguirà Project Futura molto da vicino, dicono fonti vicino a MySpace. La speranza è che tornino i grandi numeri di qualche anno fa, quelli che nel 2005 indussero Rupert Murdoch a sborsare 580 milioni di dollari per MySpace. Soldi mai rientrati nelle tasche dell’imprenditore australiano.


The Thermals, Personal Life

Pubblicato da: Fran il 20 settembre 2010 | Categoria: Indie Rock | 2 Commenti »

L’angolino dell’outing: sono uno di quei tipi noiosi che tengono la propria collezione di dischi ordinata per casa discografica, suscitando le ire della moglie che “non ci si capisce mai niente”. Ebbene sì!
Sono così fissato con sta cosa che quando prendo in mano un vinile o un cd la prima cosa che faccio è girarlo e controllare label e anno di uscita.
-poichè siamo nell’angolino dell’outing mi aspetto che tu che hai fisse analoghe ti faccia avanti, mio ipocrita lettore, mio simile, mio amico (cit.)-

Ecco perchè ai Thermals, se non fosse stato che da un paio d’anni sono accasati presso la Kill Rock Stars Records (label dalle scelte discutibili, ma sempre coraggiose), non avrei concesso nemmeno il beneficio del dubbio.
E sarebbe stato un peccato, perchè per il premio “sorpresa settembrina” the winner is: The Thermals!
Ecco la motivazione: per aver svoltato in modo credibile dal punk lo-fi al power pop e per essere passati dalle tematiche impegnate a quelle esistenziali (il disco si apre con I Am Gonna Change Your Life e si chiude con You Changed My Life).

Il gruppo di Portland è in circolazione dal 2002 ed è composto da Hutch Harris (voce e chitarra), Kathy Foster (basso) e Westin Glass (batteria). Dopo un periodo sulla cresta dell’onda sotto l’ala della Sub Pop, nel 2009 i Thermals hanno firmato un contratto che li lega alla Kill Rock Stars.

Personal Life è nei negozi dal 7 di settembre e si contraddistingue dalla precedente discografia per un sound parzialmente reinventato. Indie Rock chitarristico per lo più, costruito attorno a power pop e riff energici stile New Pornographers (I Don’t Belive You), con (p)assaggi di pop-folk acustico melodico e veloce che rimandano ai migliori momenti degli Elf Power o ai peggiori dei Replacements. Stupiscono alcuni momenti più riflessivi, da sadcore quasi, vicini agli American Analog Set.

Passatempo disimpegnato.

The Thermals - I'Don't Belive You

Numero6, Extended play 2010

Pubblicato da: Fran il 16 settembre 2010 | Categoria: Indie Italia | 0 Commenti »

Sei Pronto per l’inverno? I Numero6 non ancora del tutto ma stanno preparando il botto per novembre, mese in cui uscirà I Love You Fortissimo (titolo dalle grandi aspettative) su etichetta Supermota/Audioglobe. Per scaldarci, nel mentre, ecco Extended play 2010 un EP (quasi un mini album) di quattro tracce.

Extended play 2010 è il loro contributo al catalogo Autuno/Inverno della Supermota/Audioglobe, è disponibile per l’acquisto in digital download su Bandcamp, con la formula up to you a offerta libera, o in streaming integrale su MySpace. L’EP arriva giusto giusto dopo un tour e un disco insieme a Enrico Brizzi, come dire, ai ragazzi di Genova non piace stare fermi.

Pronto Per L’Iinverno, Il Regno Dei No (saranno presenti anche su I Love You Fortissimo), Due Giganti e Semplice (inediti), ci regalano 15 minuti di fresco indie pop d’autore, tutto in italiano, dal ritmo direi sostenuto e un mood piuttosto romantico/disincantato con punte di cinismo.

Alla band genovese la ciambelle sembrano riuscire sempre col buco. Antipasto.

Numero6 - Pronto per l'inverno

Calcio d’inizio: 4 strategie per entrare nel Music Biz

Pubblicato da: Fran il 15 settembre 2010 | Categoria: Music Business | 0 Commenti »

Vale la pena leggere questo post di Glenn Peoples pubblicato sulla sezione Business di BillBoard: 4 Strategies To Kickstart The Music Biz. Glenn parla di 4 strategie che aiuteranno l’industria musicale a prosperare, io mi accontenterei anche di meno!
Come mi capita spesso ho tradotto l’intero post per i più pigri. Buona lettura!

4 Strategies To Kickstart The Music Biz

di Glenn Peoples

Le recenti sfide poste dall’industria musicale sono ben note a questo punto – le vendite sono basse, la pirateria abbonda e i modelli di business di domani sono ancora in fase di sviluppo. Ma in mezzo a queste imprese ci sono nuove opportunità per lo sviluppo dei nuovi talenti, nuovi prodotti e servizi e per il raggiungimento di una connessione più profonda con i consumatori di musica. Qui abbiamo quattro strategie chiave che aiuteranno l’industria a prosperare nel prossimo decennio.

Finanziamenti alternativi a quelli delle label

Ecco un concetto obsoleto che ancora non è stato superato: le etichette discografiche sono le uniche che possono finanziare con successo lo sviluppo di un artista. Il motivo principale per cui stiamo parlando di tutto ciò, è che nel 2010 vi è stata scarsità di alternative per l’innovazione. Ci sono delle eccezioni, naturalmente. Gli artisti in passato hanno prodotto album finanziati privatamente, ma questo tipo di investimento tende a essere una tantum perché non esiste ad ora un’infrastruttura stabile che sovvenzioni un maggiore volume di questo tipo di progetti. Alcuni artisti si sono assicurati i loro affari con i marchi, come i Groove Armada con la partnership con Bacardi. Oltre al periodo, comunque, c’è bisogno di nuovi organismi per i veicolare finanziamenti in modo alternativo, che possano trovare progetti di musicisti al di fuori del tradizionale sistema delle etichette. Pensate al capitale di rischio per i musicisti in una situazione in cui un settore dell’industria dei servizi sostiene tali progetti di proprietà d’artista. E le alternative hanno già cominciato a emergere.
Una su tutti il crowdfunding (n.d.fran).

Usare la biglietteria per migliorare i rapporti con i fans

Ecco un’idea che è quasi un cimelio per fortuna: il ticketing è solo vendita di biglietti.
I clienti reclamano un servizio migliore e le imprese sono in ascolto, perché l’attività di biglietteria sta eseguendo un duro lavoro per migliorare l’esperienza dei fans. E’ importante che gli artisti, i manager e i promotori utilizzino le tecnologie delle società di ticketing per creare un miglior rapporto con i fan. Ticketmaster ha già introdotto una maggiore trasparenza dei prezzi durante il processo di acquisto e ci ha concesso un assaggio del nuovo processo di check-out che consente ai clienti di aggiungere elementi non musicali come il download digitale, il parcheggio VIP e i generi alimentari e le bevande. L’innovazione è viva e vegeta nella società in competizione, come pure si stanno sviluppando nuove esperienze di acquisto dei biglietti. EventBrite, per esempio, rende la ricerca e l’acquisto incredibilmente semplici. TicketFly e altri hanno spazi di ticketing integrato nei loro siti web, permettendo ai clienti di scoprire una mostra e acquistare un biglietto da un’unica postazione. Veritix e altri hanno creato metodi per rendere i biglietti non cartacei un’esperienza senza continuità per i frequentatori di concerti.
E anche Apple sta lavorando ad un ticketing digitale con acquisto tramite iTunes e check-in tramite iPhone/iPod (n.d.fran)

I migliori prodotti si affermeranno

L’industria dei contenuti sta diventando sempre più esigente nei suoi appelli al Congresso con i quali intende spingere i fornitori di servizio a banda larga ad affrontare la pirateria online. La loro argomentazione è buona: i servizi legali meritano una giusta opportunità nel mercato. E mentre questo potrebbe avverarsi, nessuno deve pensare che un intervento del governo da solo farà la magia. In poche parole, sono necessari servizi migliori e più esaltanti che attirino i consumatori verso la nuova generazione di musica digitale. Le scelte legali esistono da anni ma alcune non sono riuscite ad affermarsi su larga scala. I giorni dei negozi e servizi intermediari devono finire. I proprietari di contenuti in genere non creano e possiedono quelle tecnologie – Vevo è un’eccezione alla regola – ma in fine sono loro ad avere l’ultima parola su quali servizi e quali tecnologie rendono e quali no al mercato della musica digitale. E saranno responsabili per i futuri fallimenti dei servizi digitali volti a raggiungere consumatori tradizionali e favorire il ritorno alla musica registrata.

Utilizzare strumenti e servizi esistenti per prosperare nella fascia da “tiratura media”

C’è sempre più concorrenza perché i consumatori spendono meno. Ci sono circa 100.000 album pubblicati in un anno. Circa 5.000 di essi venderanno oltre 1.000 unità in un anno. Il fatturato più basso delle vendite musicali ha aumentato l’incentivo a guadagnare soldi dai concerti e la concorrenza accresciuta ha abbassato la pressione sui guadagni potenziali. Quindi, fondamentalmente, gli “artisti da tiratura media” sono aumentati, c’è più spazio per tutti ma i numeri sono più bassi per tutti.
Gli “artisti da tiratura media” potrebbero stare anche meglio, se ci fossero più alternative al finanziamento e alla gestione dei progetti (vedi il punto sui finanziamenti alternativi a quelli delle label).
Sebbene il mercato sia difficoltoso, ci sono tanti strumenti da utilizzare per consentire ai musicisti di presentare la propria musica, costruire un seguito e creare una carriera sostenibile. In definitiva la musica è ciò che conta, ma gli artisti che meglio usano gli strumenti a disposizione per mostrare creatività nel raggiungere i fan avranno le migliori probabilità di successo.
Per esempio, gli artisti dovrebbero utilizzare i social network per incoraggiare i loro fan al passaparola di notizie, musica, comunicati stampa e concerti. I video creativi e le applicazioni innovative di servizi esistenti come Twitter possono far conquistare la simpatia della gente a un artista. Informatevi sull’email marketing e imparate dagli esperti. E forse più importante, approfittate del basso costo della distribuzione digitale, offrite musica in modi nuovi e interessanti. Date via la musica, mettetela in vendita o in bundle con altri oggetti usando i servizi direct-to-fan popolari come Topspin, Bandcamp o Nimbit.

Che ne pensate?


MF DOOM feat. Big Benn Klingon, Expektoration

Pubblicato da: Fran il 14 settembre 2010 | Categoria: Hip Hop | 0 Commenti »

Sono un fan di Mf Doom dal 2007, anno in cui ebbi la fortuna di ascoltare (e poi comprare) Madvillainy in un negozio di vinili in Irlanda. 3 anni non sono un’eternità, ma parlando di MF Doom 3 anni equivalgono ad almeno 30 uscite discografiche, sotto altrettanti pseudonimi differenti. Forse troppo anche per un fan!

MF Doom è uno degli hip-hopper e alt. rapper più enigmatici attualmente in circolazione, le sue produzioni sono contraddistinte da giochi di parole, battute senza esclusione di colpi e un campionamento estremo e sempre geniale. MF Doom prende il suo nome (e la mascehera metallica che indossa) da uno dei “cattivi” di casa Marvel: il Doctor Doom.

Expektoration (Gold Dust Media, 14 settembre) vorrebbe essere una risposta ad alcune esibizioni live di Doom che hanno deluso i fans. Ne esce è una raccolta di pezzi live presi da diversi spettacoli (a cominciare dal 2004), e sebbene questo comporti una mancanza di organicità, restituisce un’immagine musicale assai generosa del rapper londinese.
Il titolo (l’espettorato non è nient’altro che un termine elegante per dire catarro) è dovuto all’effetto collaterale comune della lingua Klingon, la razza di Star Trek solita sputare mentre parla. Star Trek è un po’ lo scenario immaginifico di fondo del live.
L’intero album è diviso in tre tracce, di cui Intermission (il brano centrale) gioca sul tema Star Trek, proponendo due minuti di dialogo dal celebre telefilm di fantascienza degli anni 60.

Act 1 è una session con pezzi presi prevalentemente da Food MM e Madvillainy (il disco capolavoro registrato con Madlib). Spiccano Beef Rapp, Kon Karne e Hoe Cakes.
Act 2 contiene pezzi da Operation: Doomsday del 2008, brani quali Go With The Flow, Hey! e Rhymes Like Dimes.

Chi può davvero capire cosa passa per la testa di Doom e chi può dunque giudicarlo? Non io, Expectoration è solo un passo in avanti verso questo lungo (e senza fine?) percorso.

MF Doom - Hoe Cakes