Pubblicato da: Fran il 20 marzo 2010 | Categoria: Acquisti | 0 Commenti »

Sono sommerso da un mare di dischi in questo periodo, ecco quelli che proprio non riesco a toglirmi dalla testa (anzi dallo stereo).
Electric President – The Violent Blu (mp3)
Liars – Sister World (vinile)
Four Tet – There is Love in You (vinile)
Khonnor – Softbo EP (mp3)
The Record’s – De Fauna et Flora (cd)
LE – LI – My Life on a Pear Tree (mp3)
Tapper 23 – The Wire (cd) in omaggio con la rivista
Nick Hornby – An Education (Libro)
Pubblicato da: Fran il 19 marzo 2010 | Categoria: Indie Italia | 5 Commenti »

Ho un rito profano iniziatico tutto mio (da vero sfigato) a cui non tengo troppo, ma di anno in anno mi ci trovo sempre invischiato. Non ha una data precisa, ma quando arriva lo capisco dal profumo dell’aria, non so nemmeno se altri maschi della specie vivono un’epifania simile. E’ il momento dell’anno (Marzo/Aprile in genere) in cui capisco che si possono abbassare i finestrini dell’auto senza che il freddo mi bruci la pelle. La folgorazione e la conversione ai sentimenti primaverili in genere avviene sulla via del calcetto, e ha sempre obbligatoriamente una colonna sonora.
La colonna sonora del cambio dell’armadio 2010 è sicuramente De Fauna Et Flora dei The Record’s (fuori da qualche giorno per l’ottima Foolica Records).
Non certo un disco cerebrale, il barolo chinato da meditazione lo lascerei nella vetrinetta delle meraviglie. Piuttosto De Fauna Et Flora è il disco di Indie Rock giusto per una bionda vivace che ti rinfresca la bocca e ti scioglie le ginocchia; mentre le anche oscillano già e i piedi calpestano sempre più veloci la moquette.
We All Need To Be Alone, trascinante e convolgente, è la classica canzone da stadio, On Your Minds è il pop fatto con la grazia, Mr Hide tradisce una doppia natura british fuori e italiana dentro. Solo per citarne un paio, ma sono tutte ciambelle riuscite col buco.
Una scaletta che sale incalzante senza mettere mai un piede in fallo.
Fra le altre cose (leggo e riporto fedelmente dal comunicato stampa) è stato mixato da Matteo Cantaluppi (già con Bugo, Canadians e Le Luci Della Centrale Elettrica), masterizzato a Londra da Jon Astley (The Who, Rolling Stones, Stereophonics, Peter Gabriel) e prodotto dagli stessi Record’s e la K Production.
De Fauna Et Flora è il disco adatto alla primavera, il tassello che manca alla colonna sonora de La Mia Vita A Garden State, un compendio di tutto quello che c’è di buono fra Blur e Shins.
Disco fan-ta-sti-co !
The Record's - Rodolfo
Pubblicato da: Fran il 17 marzo 2010 | Categoria: Music Business | 0 Commenti »

Sono sicuro che la conoscerai, ma vale la pena ricordare che Pandora è una web radio in grado di programmare musica in base ai tuoi gusti. L’algoritmo responsabile di scoprire i tuoi gusti e in base a questi di miglioare il palinsesto è il Music Genome Project.
Pandora in Italia non è ancora attiva, la sua esistenza si basa su un modello economico che, fra le altre cose, prende in considerazione due tipi di registrazione: una gratuita (con pubblicità) e una a pagamento (senza pubblicità). La sopravvivenza del progetto, secondo i sostenitori, deve costantemente misurarsi con le royalty che potrebbero portare Pandora al fallimento finanziario.
Tuttavia pochi giorni fa, il fondatore di Pandora Tim Westergren, in un’intervista al New York Times, ha lasciato intendere che presto le azioni di Pandora saranno offerte al pubblico ed entreranno per la prima volta sul mercato regolamentato. La notizia non è ancora ufficiale, nessuno ha parlato di IPO (Initial Public Offering: un’offerta al pubblico dei titoli di una società che intende quotarsi), ma Westergren ha riferito apertamente che a Pandora sono focalizzati sulla crescita della società e che stanno preparando i prossimi passi per l’entrata nel mercato.
La quotazione fra l’altro rappresenterebbe una leva di marketing non indifferente per ampliare il mercato potenziale, e chissà che non ci permetta di avere finalmente Pandora in Italia.
Alla base di tutto ci sarebbe la crescita esponenziale avvenuta nell’ultimo anno, per buona parte dovuta al successo dell’App per iPhone. L’applicazione per il cellulare Apple è stata scaricata 25.000 volte al giorno, 17.000 al giorno quella per Android.
Tutto in accordo con la strategia di Westergren di realizzare un’applicazione per ogni piattaforma raggiunta da internet.
Pandora, a 10 anni dalla nascita, è arrivata a 48 milioni di utenti, ma la cosa straordinaria è che gli utenti hanno una media di tempo di connessione pari 11,6 ore/mese. Sono entusiasta di Pandora, non tanto per il servizio che offre, ne ho solo letto e non l’ho mai provato; in Italia non è attivo e non mi sono mai chiesto se si possa raggirare questa cosa. Ma per il fatto che si tratta di una realtà che ha generato 50 milioni di dollari nell’ultimo quarto del 2009, con introiti che derivano da advertising, abbonamenti e revenue sharing da iTunes e Amazon. Le proiezioni dicono che Pandora supererà i 100 milioni di dollari di fatturato nel 2010.
Un business model attuale e concreto applicato al music biz.
Pubblicato da: Fran il 15 marzo 2010 | Categoria: Elettronica | 3 Commenti »

All’inizio la macchinetta del caffè non faceva dei gran caffè. Saranno i primi, mi dicevo. Poi ultimamente ha cominciato a fare una deliziosa cremina che innalza i miei caffè al rango di quelli del bar. Negli ultimissimi giorni di cremina ne fa anche troppa e ho capito che la macchina fa sempre lo stesso caffè, solo che è ora di pulire il filtro.
Vedila così One Armed Bandit, il nuovo disco dei Jaga Jazzist è come il mio caffè. Per prima cosa aspettare 5 anni un caffè presuppone che sia un gran buon caffè, ma nessun caffè può essere all’altezza di 5 anni di aspettative. E questa è la prima cosa.
La secondo cosa è che o sono loro a essere cambiati o sono io che devo ripulirmi il filtro.
Nonostante la produzione di John McEntire, il disco più progressive in assoluto della loro discografia, si avvicina più a Mars Volta che ai Tortoise!
Apprezzo dei loro precedenti dischi la ponderazione con cui venivano profusi Jazz ed Elettronica. Capacità che, con una discreta dose di ruffianaggine, gli ha permesso di convincere negli anni critica e pubblico.
One Armed Bandit non mi convince. Volenti o nolenti, il calibrato dosaggio che rendeva la miscela esplosiva è sbrodolato fuori, forse è dilagato nell’autocompiacimento.
O forse il mio filtro non tiene più il progressive.
Jaga Jazzist - One Armed Bandit
Pubblicato da: Fran il 13 marzo 2010 | Categoria: Libri | 1 Commento »

(traduzione italiana “Tutta un’altra musica” … ma perché?!?!)
Se Nick Hornby fosse un musicista potrei dire che ho tutta la discografia, ma invece scrive libri, e i suoi me li sono letti tutti.
Non saprei come definire i libri di Hornby se non come romanzi di formazione, insomma, niete di troppo complicato o impegnativo.
Fatto sta che a me Hornby fa l’effetto della cioccolata Kinder, se attacco con i Kinder Cioccolato, non la smetto più fino alla nausea. Lo so che ce n’è di più buona, se mi chiedi la cioccolata preferita, non ti rispondo la Kinder, per l’amor del cielo. Ci metteranno dentro delle sostanze stupefacenti, bha!
Comunque per la cronaca, Tucker Crow un cantante degli anni ’80 (meglio di Young, Dylan e Cohen) non pubblica nulla per 20 anni. Il suo più grande fan, che è anche uno studioso del suddetto, riceve una copia promo del disco di maggior successo di Tucker (Juliet) in versione naked. Da qui il titolo.
Lui, prostrato dall’emozione, lo ascolta due volte e si mette a fare lo stronzo sul forum di riferimento. I suoi commenti entusiastici fanno sentire degli sfigati i fans che ancora non l’hanno ascoltato. La compagna dello stronzo, Annie, indispettita scrive la sua sempre sul forum e sembra cogliere in pieno lo spirito di Juliet Naked. Riceverà una mail di apprezzamento da una persona speciale…
Fantastico come Hornby riesca a spiegare perfettamente le dinamiche che la rete ha introdotto nel fan-system. Niente da dire, non sarà la cioccolata Novi o la Lindt, ma quando si tratta di mescolare letteratura e musica Nick Hornby è il numero uno, altro che cazzi!