• Enthusiastic about digital music, sound surfer, loves vinyl.
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  • How music changes through the years.
  • Cause none of them can stop the time.
  • Pop culture addict.
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Trabant, Trabant

Pubblicato da: Fran il 30 marzo 2010 | Categoria: Indie Italia | 0 Commenti »

In aneddotologia, alla School Of Rock di Jack Black non me la sarei cavata male, anzi. Però sui Trabant non ho grosse storielle da raccontare, indie per cui mi atterrò alla prima regola del web writer: dire tutto e subito (non voglio certo abusare del tuo tempo).

I Trabant sono un gruppo indie rock triestino formatosi nel 2002. Dopo qualche anno di militanza arriva, nel 2006, l’incontro con la R!SVP Record. Il frutto di questa unione è Music 4 Losers che esce l’anno dopo e incontra subito il favore di … tutti (più o meno eh!).

I ragazzi suonano un electro pop dal piglio sostenuto, condito di Synth, cassa dritta, groove da dance floor e riff di chitarra ruvidi, come puoi leggere sul sito della R!SVP. A chi piace tenere i dischi sulla mensola accostati per somiglianze (io li ordino per casa discografica, ci mancherebbe!), i Trabant vanno collocati fra: Talking Heads, Lcd Soundsystem, Rapture, Radio 4, Gang Of Four, Bloc Party e gli altri.

Qual è la “magnum” dei Trabant? I Trabant hanno appeal, hanno carisma, danno sempre l’impressione di avere qualcosa di interessante da dire. Anche al secondo appuntamento alla loro compagnia non riesco a resistere. Sì, come le fruit joy!

I Trabant se ne sono usciti come la ragazza della compagnia che “viene da fuori”, quell’affascinante biondina maliziosa cugina di tizio, che tutti abbiamo conosciuto una volta nella vita. 3 anni dopo quell’esordio, dei Trabant sappiamo quasi tutto, ma oggi la forza di questo gruppo travalica l’esotismo, la novità, e va ricercata nella qualità che riescono a imprimere sui loro solchi in modo costante.

Trabant, fuori da pochi giorni per la Moscow produzioni, si apre con la doppietta speziata di sud america Sofa e Ah Oh Aficionados, e gira per tutto il disco sugli stessi, alti, binari.
(troppo?!?) Maturi.

Trabant - Mademoiselle PMD
Scaricala qui: http://trabantband.bandcamp.com/track/mademoiselle-pmd


Un dialogo: differenze fra libro e sceneggiatura

Pubblicato da: Fran il 27 marzo 2010 | Categoria: Libri | 0 Commenti »

Interno/giorno salotto di Fran_p
Vediamo Fran_p in piedi prendere il portatile bianco dalla borsa, si siede sul divano e se lo appoggia sulle gambe, lo accende. Inquadratura frontale, vediamo solo la fronte e gli occhi, il resto è coperto dal monitor, le sopracciglia si alzano, sguardo meravigliato. Comincia a battere sulla tastiera.

Fran_p: ciao anche a te!
Un utente: mi chiedevo se esiste davvero un motivo per cui dovresti scrivere un post del genere.
Fran_p: banele?
Un utente: in modo imbarazzante!
Fran_p: è che credevo che magari la cosa viene data un po’ troppo per scontata.
Un utente: ma come ti vengono certe idee, Cristo?
Fran_p: intanto preferirei tenere i toni di questo blog su livelli moderati. Intanto. Invece le idee mi vengono che ho letto la sceneggiatura di An Education scritta da Nick Hornby…
Un utente: ancora lui! Ma cos’è una malattia?

Vediamo Fran_p, fronte corrugata, staccare una mano dalla tastiera e grattarsi la testa. Spegne la tv e avvia il player musicale, l’ultimo dei Trabant, a volume basso, si diffonde nell’aria. Riprende a scrivere.

Un utente: no scusa, sono un utente anonimo e c’ho uno scazzo. Continua dai!
Fran_p: vabbè, ma non te la faccio troppo lunga. In pratica c’è un bel capitolo iniziale, piuttosto lungo dove l’autore spiega quello che in gergo cinematografico sarebbe il Making Of.
Un utente: figo!
Fran_p: così mi piaci! Sì, in pratica racconta del periodo in cui ha scritto la sceneggiatura di questo libro che aveva letto da ragazzo. Mi ha colpito una considerazione di Hornby: uno scrittore affermato che scrive un libro, ha la certezza che verrà pubblicato, uno sceneggiatore bravo molte volte lavora a vuoto.
Un utente: cioè?
Fran_p: cioè uno sceneggiatore scrive la sceneggiatura che gli viene commissionata, ma se poi il film non viene realizzato non vedrà mai i risultati. E poi ci sono altre cose ad esempio la narrazione sempre oggettiva e …
Un utente: capisco che possa averti entusiasmato tutto ciò, ma cominci ad annoiarmi.
Fran_p: ok, ma nessuno ti obbliga a leggermi, lo sapevi questo!
Un utente: bello guarda che sono qui per caso.
Fran_p: bello guarda che mi hai già regalato un tempo di permanenza su questa pagina di 2 minuti e 15 secondi, non fare lo stronzo con me, ti tengo d’occhio!
Un utente: non tornerò mai più qui!
Fran_p: chissenefrega, non so nemmeno come ci sei entrato!
Un utente: ho cercato su Google come promuovere il mio lato b su facebook . Addio coglione! [X] click!
Fran_p: fanculo pervertito!

Vediamo Fran_p dirigersi verso il bagno con piglio stizzito.


No Seduction, S.P.U.P.P.A.

Pubblicato da: Fran il 26 marzo 2010 | Categoria: Elettronica | 0 Commenti »

Ammetto di non essere nella fase più ricettiva della mia vita per quanto rigurada certe sonorità elettroniche, ad alta velocità, con una gradazione ritmica piuttosto elevata e danzereccia.
Certo ho avuto anche io il mio pericoloso momento DFA, Rapture, !!!, LCD Soundsystem … etc ma per fortuna dopo pochi mesi tutto sembra essere rientrato nella normalità.
Questo se prendiamo il genere Indie Rock Dancefloor in senso assoluto, ma se devo pensare all’Italia, ascoltando i No Seduction la prima cosa che mi viene in mente è: “Era ora!”

Non per togliere qualcosa a chi da anni si cimenta con l’elettronica in Italia, ma la scena electro italiana ha conosciuto la maturità solo di recente e con un po’ di ritardo. Questo è vero per lo meno rispetto ad altri paesi nord europei.

S.P.U.P.P.A. conta cinque tracce, che poi sono i singoli pubblicati nel 2009 dai No Seduction. Dai brani ne sono usciti altrettanti remix, realizzati da alcune delle più belle realtà della scena elettronica italiana: Frost Djsexx, 3 is a Crowd, Homealone, 2 Guys in Venice, Funkabit.
La produzione va agli stessi No Seduction, che confermano così la loro prerogativa a un’indipendenza totale.

Quello che esce dallo stereo è un progetto che ha caratteristiche e qualità che prescindono la mera collocazione spazio/temporale. L’idea che sta dietro S.P.U.P.P.A., e la stessa realizzazione di questo, mi sembrano cosa interessante e dotata di una certa consistenza.

Con C.I.A. i No Seduction si presentano con una voce quasi afro, continuano con l’elettro-snob Spend Money, Stay Cool, pezzo tutto ritmo dal messaggio irriverente, ideale per la deliranza. I No Seduction, ammiccando alla mia ormai nota componente ossessivo-compulsiva, sono in grado di farmi oscillare la testa in ufficio, anche ben oltre la durata del disco.

S.P.U.P.P.A. è un progetto originale, con tanta qualità, che merita una menzione speciale fra i migliori dischi nostrani di fine 2009.

No Seduction - Spend Money, Stay Cool

Industria Musicale: otto tesi per il 2010

Pubblicato da: Fran il 24 marzo 2010 | Categoria: Music Business | 2 Commenti »

Concordo pienamente con le 8 tesi di Gerd Leonhard circa le strade che l’industria musicale dovrà prendere nel 2010, pubblicate sul suo blog a inizio anno. Visto che c’è qualcuno che le ha già messe per iscritto meglio di quanto io possa fare, vi propongo direttamente la traduzione di questo post.

A ogni modo, oltre alla traduzione, consiglio di leggere anche il post originale. Questo perché Gerd in acuni punti linka diversi approfondimenti, che nella semplice traduzione, senza link (non potevo tradurre anche tutte le pagine linkate!), potrebbero risultare meno chiari.

Ecco le mie nuove idee a proposito di quello che secondo me dovrà avvenire nel 2010, affinché l’industria musicale continui a funzionare.

1. Smettete di pretendere sempre più misure di protezione, sia tecniche che giuridiche e allentate la costante ricerca per il controllo: pensate (e agite) per ottenere il pagamento della musica digitale e non il suo controllo!

2. L’accesso alla musica sta per sostituire la proprietà, se le copie sono tante e infinitamente riproducibili, non possono più essere monetizzate allo stesso modo di prima, cos’altro potrete rivendere? questo è fondamentale. I vecchi tempi sono finiti e non torneranno per magia.

3. La vera soluzione è un’intuizione, perciò pensate e desiderate intensamente, adesso, e così avrete una scelta: uscire dal tracciato o per lo meno contribuite a farlo. Reinventate il rapporto con gli artisti e con quelle persone che una volta chiamavate consumatori. Smettetela di nascondervi dietro a espedienti tecnologici e ostacoli artificiali: la protezione dovete trovarla nel modello di business non nelle barriere tecnologiche (volete saperne di più? Leggete il mio nuovo libro “Friction is Fiction”).

4. Smettetela di attaccarvi al vecchio schema EGOsystem. Il futuro non consiste in Google che paga per tutta la musica on-line, o per la ISP che paga per tutta la musica distribuita sul proprio social network. Il futuro è muoversi costantemente, è interconnettersi, è fluidità e un sistema di pagamento dove io pago, tu paghi e le terze parti pagano.

5. Collaborate e instaurare delle vere conversazioni non dei monologhi.

6. Offrite una licenza pubblica per la musica digitale che legalizza (e monetizza) tutti gli usi della musica on-line.

7. Il consumo di musica tramite computer sta diventando sempre meno importante, sta crescendo il consumo di musica atraverso i dispositivi mobili.

8. La prossima fonte di reddito sarà il collegamento fra la “nuvola” (dove si trova la musica) e la gente (dove si trovano i soldi) l’accesso viene prima ora, la proprietà viene dopo. E questa è una buona notizia!

Trovo particolarmente interessante il punto 8, quello sulla “nuvola”, argomento che mi riprometto di approfondire. Tu che ne pensi?


Electric President, The Violent Blue

Pubblicato da: Fran il 22 marzo 2010 | Categoria: Indietronica | 2 Commenti »

Al primo impatto sembrerebbe che Ben Cooper e Alex Kane, entrambi nati e cresciuti in Florida, non siano tanto differenti dai loro coetanei connazionali. Ben è carino e Alex è un “pezzo di merda”, ma siccome è bravo al basso, Ben se lo porta dietro comunque. Entrambi amano la pizza (solo che lo stomaco di Ben è 2 volte quello di Alex) e bevono Coca Cola. Insomma, niente di troppo originale, se non fosse…

Se non fosse che insieme sono gli Electric President uno dei gruppi di Indietronica DIY (Do It by Yourself) più interessanti degli ultimi 5 anni. Sono partiti dalla cameretta di Alex, pare che la cosa abbia portato bene anche ad altri musicisti. Hanno registrato 2 dischi editi dalla Morr Music e ora se ne escono con questo The Violent Blue per la Fake Four Inc (Connecticut).

Ben oltre a essere stronzo e ciccione è pure iperproduttivo, a suo nome va il side project Radical Face e l’iniziativa Patients (ma questa cosa esula un po’ e magari ne riparliamo). L’esordio Self Titled degli Electric President è stato folgorante, forse anche questo ha contribuito a far crescere le aspettative e a sottolineare l’inadeguatezza del successivo Sleep Weel. Mi sono detto: “maledetti, a esser dispersivi ne risente la qualità, per forza!”

- Non so se rendo l’idea, ma questo disco è di fine Febbraio e il 10 di Marzo Ben ha finito di registrare (e mandato al mix) il nuovo disco dei Radical Face. -

Invece The Violent Blue riprende quelle atmosfere shoegaze crepuscolari, un po’ elettro-glitch che avevano fatto gridare al miracolo nel 2005. The Ocean Floor e Mr. Gone sono il segnale acustico di un faro che dice “sono tornati”. Tutto il disco è da pelle d’oca per intensità, un ritorno a casa stralunato e sognante, con l’autostrada davanti e la luna nello specchietto.

Ancora una volta quando questi due si mettono in disparte, per i cazzi loro, sfoderano le cose migliori. Un appello alla pur valida Morr Music, stracciategli il contratto e lasciateli autoprodursi e autoriprodursi, per il bene dell’umanità. (non ho capito se gli accordi con la Fake Four siano estemporanei o meno)
Non crescete più e moltipicateli i dischi come questo!

Electric President - Mr. Gone