No Kids, Come Into My House
Pubblicato da: Fran il 22 aprile 2008 | Categoria: Indie Pop | 1 Commento »
Spiegare a qualcuno perché in cima alle proprie passioni c’è la musica, comporta parecchie cose. Fra cui la rielaborazione di pulsioni inconsce che guarda caso sono le stesse che ti fanno bloggare attorno a un disco trovato piacevole.
Non sono un filosofo, ma ho una cultura classica e per me le arti sono 7, quante le muse e la musica è l’unica che non comporta l’uso della vista.
Definire il bello (o il brutto, o altro) senza usare l’immagine è cosa ardua, stimola parecchio la fantasia e se l’artista ci riesce è un figo. Credo che sia questa la ragione per cui amo la musica.
Tutto questo per dirti perché nonostante il lavoro mi ammazzi giorno e notte mi spreco a scriverti 2 righe per dirti: ascolta i No Kids, cazzo!
I No Kids non dicono nulla a quanti ignorino o deprechino gli High Llamas e quindi dicono tutto a me.
Trattasi di indie pop e indietronica targata Tomblab come se alla Motown avessereo avuto gli acidi invece dell’erba. Strumentazioni non convenzionali, strada già battuta dai Vampire Weekend, posta al servizio di un piacevole pop sinfonico easylistening e beat paiettato. Estetica canadese votata all’elettronica, roba che gli Stars c’avevano provato solo per scherzo.
Gli eredi di Sean O’Hagan, i nuovi migliori amici dei Greezly Bears e, c’è da giurarci, il gruppo preferito di leonard Cohen, se solo li conoscesse.
L’ultima garanzia? Il 6.1 di Bitchforkmedia.


Ash Gray Sunday 
