Che siano ben fatti o tirati via, esaustivi o incompleti, realizzare comunicati costa tempo e fatica, tanto vale dedicare a quest’attività qualche minuto in più e scrivere comunicati stampa efficaci. Di seguito, prendendo liberamente spunto da questo post, ho messo insieme qualche dritta.
I comunicati sono l’ideale per diffondere informazioni sull’uscita di un EP o del prossimo album, per presentare l’imminente inizio di un tour o una serie di date. Ci sono alcuni errori da evitare che tendono a essere commessi piuttosto comunemente e che inficiano sulla riuscita di questa attività promozionale. Ecco i 7 principali errori da evitare.
Gli errori grammaticali/tipografici
Fare un errore grammaticale o degli errori di battitura nel comunicato stampa potrebbe indicare o che non sei attento ai dettagli, o che semplicemente non ti importa a sufficienza di quello che stai promuovendo. Capisco che un blogger che scrive per passione nei ritagli di giornata possa non avere tutto questo tempo per rileggere più di una volta il proprio post, ma chi scrive per lavoro dovrebbe farlo.
Ricorda che il tuo comunicato stampa rappresenta all’esterno la tua realtà, che si tratti di una band o di una label fa poca differenza. Quasi tutti i programmi di elaborazione di testo hanno un correttore ortografico, che mostra anche gli errori di battitura. Una volta che hai investito del tempo per scrivere un comunicato stampa, il grosso l’hai già fatto in termini di tempo. Rileggere o far rileggere a qualcuno il comunicato, è una parte decisiva, ma che in termini di tempo cosata relativamente poco: fallo!
Non essere autoreferenziale
I comunicati stampa per loro natura tendono a diffondersi a prescindere dalla tua volontà. Non puoi sapere a chi capiterà sottomano il comunicato, ecco perchè è importante tenere un tono moderato. Anche se il comunicato deve essere esteticamente piacevole e scorrevole, non è una recensione. Il tuo obiettivo non deve essere quello di divertire i lettori, attenzione quindi a non usare toni trionfalistici o ad essere eccessivamente autoreferenziale. Piuttosto se vuoi delle credenziali in più, usa le recensioni degli spettacoli precedenti, o cita alcune recensioni che hai avuto in passato: parla di te attraverso le parole di altri.
Informazioni inaccurate
Assicurati di fornire sempre le giuste date e che gli orari siano corretti.
Ad esempio se il tuo gruppo salirà sul palco dopo 2 band e tu sai già che siete i terzi e che non andrete in scena prima delle undici, le undici sono l’orario che dovrai indicare nel comunicato stampa. Specifica comunque che prima di voi si esibiranno altre valide band, questo darà ai tuoi fans la possibilità di venire alle nove e vedere tutti i gruppi oppure di aspettare fino alle undici per vedere solo il tuo gruppo. Questi dettagli rendono felici i fans.
Inserite link e che siano corretti
Se il comunicato stampa contiene dei link, ad esempio ai profili sui Social Network, o agli stores digitali su cui si possono trovare gli mp3, controlla sempre tutti i link e assicurarti che siano corretti. Una volta che hai messo in lista i link nel comunicato stampa, copia e incollali gli indirizzi nel browser, per assicurarti che i link che stai per divulgare sia davvero quelloi giusto.
Non esagerare con le decorazioni
Non esagerare nel mettere fiori, arcobaleni o troppe decorazioni nei tuoi comunicati. Un comunicato stampa è un documento di affari e non dovrebbe far venire in mente I Feel Pretty di West Side Story. E nemmeno dovrebbe far sobbalzare qualcuno al punto da chiedersi “Chi diavolo ha colorato questa cosa?”
Parole chiave: le migliori amiche di un comunicato stampa
In certi casi sono un sostenitore della scrittura creativa, ma in altri è necessario utilizzare termini semplici e di uso comune. E’ questo il caso dei comunicati stampa destinati ad internet. Questi oltre a dover essere chiari e comprensibili per i lettori possono anche portare traffico e nuovi fans dai motori di ricerca. Google e Bing non capistono metafore e giochi di parole e scrivere che “il gruppo spacca i muri” non gioverà più di un semplice “il gruppo suona indie rock”, anzi. Nel primo caso Google potrebbe scambiare il tuo gruppo per un’impresa edile, nel secondo caso proporvi nel caso in cui qualcuno stia cercando un “gruppo indie rock”.
Ho scritto, ora dove posso spedire il mio comunicato stampa?
La cosa che ti consiglio di fare è di avere una lista di mail, da allungare nel tempo, a cui spedire i tuoi comunicati. Ovviamente dovrai dare a chiunque la possibilità di cancellarsi da questa lista, in qualsiasi momento. Ti consiglio di includere riviste, blog, forum e web zine.
Inoltre ci sono una serie di siti che ci occupano di diffondere comunicati, te ne segnalo alcuni fra quelli che lavorano meglio secondo me:
www.a-zeta.it
www.comunicati-stampa.net
www.fastpopularity.com
www.comunicati.net
www.contenutigratis.net
www.article-marketing.eu
Inoltre da qualche giorno è anche disponibile una sezione di Indie Riviera dedicata ai comunicati stampa: http://comunicati.indieriviera.it
Non sono un esperto di Scandinavia, anzi sono anche un tipo che mal sopporta il freddo, però ho sempre considerato questo paese come una terra piena di opposti e anche per questo ricca di fascino. 6 mesi di buio o 6 mesi di sole, miti di gnomi o miti di vichinghi. E le mezze stagioni dove sono finite?
Dalla Scandinavia vengono pure le My Bubba & Mi e oggi esce il loro How It’s Done In Italy.
Mi fa davvero piacere parlarvi oggi di questo disco, anche perchè stimo i ragazzi che “ci stanno dietro”. Ho avuto il piacere di averlo in pre-ascolto da qualche settimana e mi sono fatto un’idea precisa delle My Bubba & Mi. Per un po’ ho cercato le parole giuste per raccontarvelo, ma non nascondo che ne sarebbero venuti fuori dei paragoni con altra genete. Più per un mia mania di trovar paragoni ad ogni costo che per altro.
Poi mi è capitato un post di Fabio Benni che inquadrava perfettamente la situazione e piuttosto che dirvi le stesse cose con un vestito nuovo, vi cito testualmente le sue parole:
A chi ama infilare la musica nei cassetti, suggeriremmo di cercare in quello del pre-folk, o in quello dell’old-blues, oppure, più semplicemente, di trovare un cassetto nuovo e scriverci sopra My Bubba and Mi.
How It’s Done In Italy è un disco semplice ed entusiasmante, se ancora ti stai chiedendo dove sia finita la prima Laura Veirs, lascia perdere la ricerca: con My Bubba & Mi, non avrai certo tempo d’annoiarti. Fingerpicking, orgaetto e grandi doti di songwriting ti trasporteranno in un viaggio da clandestino sul vagone merci di una locomotiva a vapore.
Parlavo di miti vichinghi e di gnomi? Bè, la bellezza di questo disco, rurale ed intimistico è da ricercarsi nel magico sottobosco abitao da fate e folletti, di sicuro!
Sulla luna c’era arrivato Astolfo prim’ancora dei Pink Floyd e anche molto prima dei Flaming Lips! Cercava il senno di Orlando, impazzito per amore. Non si aspettava certo di trovare un elenco vertiginoso di cose perdute dagli uomini della terra.
Di fronte alla necessità di mettere per iscritto quest’intuizione geniale, l’Ariosto si arrende ad uno dei topoi più ricorrenti nella letteratura (dal catalogo della navi di Omero in avanti): l’incipit della lista e un eccetera a far immaginare al lettore la vastità del tutto.
L’impressione è che solo i Flaming Lips abbiano la “statura” per rifare un disco del genere, è il paradosso del brocco!
Se Molinaro sbaglia un colpo di tacco verrà fischiato per il semplice fatto di averci provato.
Se Totti sbaglia un colpo di tacco, non sarà certo ricordato per quest’errore.
E’ evidente chi dei due sarà più a suo agio con i colpi di tacco; vuoi per bagaglio tecnico differente, vuoi per la considerazione che si sono guadagnati sul campo.
Totti non sarà Maradona, come i Flaming Lips non sono i Pink Floyd, ma a me un tacco di Totti non fa schifo, anzi!
Gustosissimo divertissement dei Flaming Lips, a loro agio in queste vesti scomode, come Totti con un colpo di tacco.
Anticonformista per natura, me ne vergognerò forse un po’, ma mi allineo pecorosamente al coro di voci entusiaste che dalla rete sta innalzando There is Love in You, il nuovo album di Four Tet.
Kieran Hebden (aka Four Tet) torna con un disco in studio a cinque anni di distanza da Everything Ecstatic. Fra l’uno e l’altro tante collaborazioni, con Radiohead, Madvillain, Burial e non ultimo Steve Reid, il leggendario batteriesta Newyorkese con cui ha registrato quattro album di jazz dal vivo.
Nato artisticamente fra i sobborghi del post-rock a inizio anni 90, le linee di fuga disegnate da quest’architetto del suono minimalista, concorrono tutte verso una bellezza nichilista: presente e concretizzata nei suoi solchi. Nessun karma, nessuna ricompensa, nessuna resurrezione nei beat di Four Tet. L’estetica va celebrata oggi e i dischi di Keiran sono un ottimo punto di partenza.
Mi piace pensare che ci sia un po’ di IDM in più (Love Cry) e che a ben sentire si riconosca un suono meno sporco e puolviscolarizzato. Il disco spazia dalla techno ambient (Circling) per arrivare al pop (Sing). I samplers vocali in Angel Echoes, sono forse uno degli incipit più sexy di sempre.
Il 25 di Febbraio alla conferenza Digital Music Forum East di New York, Russ Crupnick un senior analyst del NPD Group, ha dichiarato che i servizi online in streaming, quelli che propongono musica a richiesta (on-demand), causerebbero una perdita del 13% sul fatturato proveniente dall’acquisto di musica digitale.
Crupnick avrebbe detto: “Più ascolti online a richiesta, significano meno acquisti”. In questo senso secondo Crupnick, Pandora il servizio di Web radio più famoso al mondo, non costituirebbe un pericolo, poichè propone musica casuale in base ai gusti senza soddisfare richieste specifiche.
Al contrario servizi come Spotify stanno cannibalizzando il mercato degli mp3 a pagamento.
Andando ai numeri, servizi con un modello simile a Pandora hanno un effetto promozionale sull’industria, aumentando il fatturato proveniente dall’acquisto di musica digitale del 41%, almeno secondo i dati del NPD Group (il gruppo per cui lavora Crupnick). Al contrario persone che utilizzano servizi di streaming come Spotify acquistano il 13% di musica digitale in meno.
Non vorrei esagerare coi numeri, ma mi pare interessante aggiungere anche che chi compra musica digitale oggi ne compra di più di quanta non ne comprasse in passato (chi nel 2006 spendeva 33$ al mese oggi ne spende 50$). Al contrario il segmento delle persone che acquistano si è accorciato, erano 116 milioni nel 2007 siamo 93 milioni oggi.
Questi numeri sono confermati, in parte, anche dal Digital Music Report 2010, l’annuale indagine sulla salute dell’industria musicale promossa dall’IFPI e pubblicata il 25 Gennaio. L’IFPI (International Federation of the Phonographic Industry) è un’organizzazione che rappresenta l’industria discografica nel mondo, con oltre 1400 membri, con la missione di promuovere la musica registrata.
La risposta di Spotify, non si è fatta troppo aspettare. I portavoce di Spotify sostengono che ci sono altri dati (le classifiche di vendita di Billboard comparate con le tracce più richieste su Spotify) che dimostrerebbero l’esatto contrario.
Personalmente non vedo dove stia il problema, visto che si tratta di due modelli differenti che producono comunque entrambi business. L’acquisto della traccia è un modello legato al possesso del supporto che probabilmente è più semplice da concepire per i protagonisti di un’industria che fino all’altro ieri di questo viveva. Mentre questi dati così recenti dimostrano uno spostamento di preferenze da parte dell’audience verso la musica in streaming a prescindere dal supporto, la via sembra essere quella della cloud-based music, oggi più che mai.
E tu: preferiresti ascoltare in streaming qualsiasi traccia ovunque ti trovi con un abbonamento mensile (magari con funzioni social, come classifiche, rating, commenti, suggerimenti sui tuoi gusti … etc), o gestirti da solo i file dopo averli scaricati?
Attualmente Facebook è uno dei siti più trafficati al mondo, ha già da tempo scalzato You Tube e My Space in quanto a traffico, molti lo impostano come pagina iniziale del browser a discapito di Google.
Questo e altri mille motivi fanno di Facebook un canale privilegiato per la promozione di una Band.
1. Pagina Fan
La prima cosa da fare per promuovere la tua band su Facebook è quella di aprire una pagina fan. Potrebbe essere ok anche un gruppo, ma la pagina fan è più adatta, e per definizione e perchè permette a chi sostiene la band di manifestare il proprio senso di appartenenza.
Invece il gruppo è un’associazione spontanea di fans che presuppone un certo grado di interazione. E’ sbagliato anche creare un profilo per il tuo gruppo, perchè Faebook dopo un certo numero di amici ti bloccherà. Ti serve proprio una fan page.
Lascia che i tuoi fan creino un gruppo per conto loro, quello che puoi fare tu è dargli una pagina fan in cui manifestare il loro supporto.
2. La registrazione
In fase di registrazione quello che devi fare è scegliere una categoria corretta. Come categoria c’è “Artista, gruppo musicale o personaggio pubblico” non puoi sbagliarti, devi solo selezionare Artista o Gruppo Msicale nel menù a tendina. Mi raccomando, presta attenzione a scrivere correttamente il nome della tua band.
Attento anche alla foto di profilo che scegli di impostare. Se hai un logo utilizza quello o una foto che possa identificarti facilemte, la copertina del tuo album o un’immagine con una scritta. Ogni fan che deciderà di iscriversi avrà una notifica sul proprio profilo visibile ai suoi amici. Avere una foto di profilo riconoscibile è la prima forma di promozione. Questo comporta anche che meno spesso la cambierai e più forte sarà l’idendità e la riconoscibilità della tua band.
3. Descrizione
Altra cosa da fare è di scrivere 2 righe di presentazione della band. Sound, influenze ed etichetta potrebbero bastare come inizio. Non dimenticarti di inserire alcuni indirizzi come il sito web e la pagina MySpace. Ricorda che mettendo http:// davanti all’indirizzo (e non solo www.miosito.com) renderai il link attivo e più facilmente consultabile dai tuoi fans.
4. I primi inviti
Diventa il primo fan della tua nuova pagina e condividila sia sul tuo profilo che tramite messaggio ad altri utenti. Utilizzando la funzione “Condividi” > “Invia come messaggio” (la trovi in fondo alla colonna di sinistra) della pagina fan, puoi suggerire a 20 dei tuoi contatti personali la pagina appena creata.
Invita subito piccoli gruppi di persone, non nascondere che si tratta di un messagio rivolto a più destinatari, ad esempio puoi cominciare con un “Ciao Ragazzi…”. Questo perchè se qualcuno dei destinatari decidesse di ripondere al tuo messaggio, anche gli altri potrebbero leggere la risposta e Facebook aprirebbe una specie di thread condiviso.
Il mio consiglio è di creare dei piccoli gruppi di persone con un minimo comune denominatore, ad esempio un’altra band gemellata, un gruppo di fans della stessa città… Non escludere di mandare messaggi a singoli utenti, è finito il tempo della comunicazione uno a tanti, sui social network vincono le relazioni uno a uno.
Quando il grado di confidenza potrà permettertelo, richiedi al tuo interlocutore un’aiuto a promuovere la pagina fan.
5. Personalizzazioni
Ricordati di rendere “Amministratori” gli altri membri del gruppo, ti aiuteranno ad aggiornare la pagina.
Un’altra cosa decisiva è impostare la vanity url, cioè l’indirizzo personalizzato. Una pagina fan su facebook ha un indirizzo composto da una serie di numeri, l’ideale sarebbe avere un’indirizzo di questo tipo: www.facebook.com/NOMEBAND potrai farlo quando la pagina avrà abbastanza fans a questo indirizzo www.facebook.com/username/
6. Gli aggiornamenti
E ora?
Ora tu e gli altri membri dovrete aggiornare la pagina, con news, nuove uscite e date dei concerti. Quando posterai sulla pagina fan non comparirà il tuo vero nome, ma sarà come se parlassi con il nome della band. Ricordati di postare spesso, gli aggiornamenti finiscono sulla home page dei tuoi fan e sono il modo migliore per trovare nuovi fan, ma occhio a non esagerare.
Nel prossimo post, ti consiglierò delle applicazione che ogni pagina fan di una band dovrebbe avere.
Ho adorato, letteralmente, i New Pornographers ai tempi di Mass Romantic ed Electric Version. Mi sono innamorato della loro velocità, della loro capacità di ammiccare al power pop senza alcun pudore e del loro sound tanto potente quanto consapevolmente non ancora del tutto maturo.
Di conseguenza mi hanno annoiato i successivi tentetivi del gruppo canadese di raggiungere una maggior ricercatezza e un sound più pulito e compatto. Per carità, sarà colpa mia, ma mi ha deluso Twin Cinema e ho addirittura volutamente ignorato l’uscita di Challengers (anzi se qualcuno avesse voglia di raccontarmelo ben venga).
Bè il 4 Maggio mi si ripresenterà il problema, concedere al nuovo lavoro dei New Pornographers (ancora sotto la Matador) una canches o meno?
Per ora si sanno una manciata di cose:
- il titolo sarà Together
- uscirà il 4 di Maggio per la Matador
- ci saranno più o meno tutti: A.C. Newman, Dan Bejar, Kathryn Calder, Neko Case, John Collins, Kurt Dahle, Todd Fancey e Blaine Thurier
- sarà prodotto da Phil Palazzolo
Sul blog della Matador potete vedere la copertina e scaricare Your Hands (Together) in mp3, la stessa canzone ascoltabile qui sotto.
Esce domani (23 Febbraio 2010), sotto etichetta Drag City, Il terzo album di Joanna Newsom si intitola Have One On Me ed è un triplo (!!!).
La bella Joanna produce intenso e vibrante psych folk, che dalla punta delle dita prende forma attraverso la sua arpa, strumento che ormai la contraddistingue. Lo stile di Joanna Newsom è tutt’altro che convenzionale, tanto da meritarsi nel 2006 la copertina di The Wire.
La Drag City già da qualche mese ha messo online alcune canzoni, fra cui 81 e Good Intentions Paving Company, quest’ultima in particolare riverbera i fasti dell’album che la rese celebre: Ys.
Nei 4 anni di assenza a Joanna è stao (pure) dedicato un libro, Visions of Joanna Newsom. Una raccolta di scritti e di poesie personali della bella songwriter.
Non è un mistero che il 4 di Maggio uscirà un nuovo lavoro a nome Broken Social Scene: Forgiveness Rock Record. E’ già da due uscite che il colletivo si mette a disposizione delle intuizioni musicali di un singolo (Kevin Drew prima e Brendan Canning). In realtà non ho ancora capito se la foruma si ripeterà di nuovo, non ho trovato indcazioni in tal senso.
Quello che è certo è che il co-produttore sarà John McEntire dei Tortoise e che sarà rilasciato dalla solita Arts & Crafts Records. Sul sito del gruppo rilasciando una mail è possibile ascoltare World Sick in mp3 un primo estratto di Forgiveness Rock Record, se invece ti accontenti di ascoltarlo in streaming, puoi usare il player qui sotto.
Kollaps Tradixionales è l’ennesimo tassello di qualità nella grandiosa carriera dei Thee Silver Mit Zion (già A SIlver Mit Zion, già Tra-la-la- Band, già …). Registrato nell’estate del 2009 per la (non ci sono aggettivi per renderne la grandezza) Constellation Records.
A 10 anni di distanza dall’esordio e con 5 album + un eEp sul groppone, resta ancora difficile spiegare il genere di appartenenza di questo talentuoso ensable canadese, mai uguale nella denominzione e nella line up, sempre affidabile sul risultato del proprio lavoro.
C’è chi parla di Post-Rock, chi di Punk, io lo definirei un Punk-Jazz d’avanguardia, quasi da performance teatrale.
Tutto quello che cerco in una chitarra elettrica è qui, da provare.